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Rosamund Pike: Il mio amore politicamente scorretto con Barney

Attualità, Interviste

06/01/2011

La statuaria trentaduenne attrice inglese già Bond Girl con Pierce Brosnan e Halle Berry in 007 La Morte può attendere, porta sullo schermo Miriam una delle icone delle letteratura canadese, ovvero la donna che fa perdutamente innamorare di sé il protagonista de La Versione di Barney scritto da Mordechai Richler. Rosamund Pike che abbiamo visto anche in Doom, ne Il caso Thomas Crawford dice di avere molto apprezzato il lavoro con Paul Giamatti nel portare sullo schermo una grande storia d’amore. “Ho letto il libro per due volte per prepararmi alla parte e sono rimasta conquistata.” Racconta l’attrice che l’anno scorso ha interpretato anche Il mondo dei replicanti, An Education, We Want Sex e che sarà al fianco di Rowan Atkinson nel prossimo Johnny English Reborn “La cosa più affascinante di questo film erano i dialoghi fondati su un grande senso di umanità e di amore. Non si trattava, certo, di un film come Mission Impossible dove devi memorizzare frasi che parlano di tecnologia.”

Portare sullo schermo un personaggio così popolare in paesi come Canada e Italia che tipo di esperienza è stata?
Sapevo che il libro ha avuto grande successo, ma non ho avvertito nessun tipo di pressione particolare. Per un’inglese, poi, è sempre molto divertente interpretare personaggi nord americani in maniera credibile e già questo rendeva il mio lavoro in questo film una piccola sfida per me.

Cosa l’affascinava di questa donna?
Il suo sapere essere, in fondo, molto coraggiosa e la sua capacità di prendere decisioni sotto una grande pressione. Ho trovato molto più interessante questo aspetto personale piuttosto che il suo essere, evidentemente, un personaggio molto intelligente dai dialoghi molto curati e dalle battute estremamente intelligenti. Un’attrice è sempre in cerca di ruoli che possano coinvolgerla su un piano più personale.

Quanto è stata aiutata da Paul Giamatti?
Moltissimo, perché grazie al suo talento per noi questo film non ha significato ‘recitare’ in certi ruoli, ma semplicemente portarli sullo schermo. Credo che, alla fine, entrambi eravamo Barney e Miriam, non li interpretavamo, ma eravamo diventati proprio loro.

Cosa pensa del personaggio di Barney?
Mi incuriosisce molto il suo egoismo che sia nel libro che nell’interpretazione di Paul diventa una sorta di travestimento per una forma molto particolare di sensibilità. Barney è un uomo molto romantico, così dipendente dal suo essere burbero da non riuscire, con gli altri, a mostrarsi per come è veramente.

Non è paradossale che uno dei personaggi più irriverenti e cinici come Barney sia anche il protagonista di una storia d’amore estremamente romantica?
Barney è certamente un uomo un po’ rude e politicamente scorretto. Ha un carattere insopportabile e impossibile, ma al tempo stesso divertentissimo. E’ intollerante nei confronti di qualsiasi qualunquismo e perbenismo, ma – al tempo stesso – lascia un certo spazio per l’onestà e la purezza legati all’amore. Chi è cresciuto nell’amore della letteratura, alla fine, è inevitabilmente attratto dalla possibilità che la sua vita rispecchi quella dei personaggi dei romanzi che adora.

Si è mai data una spiegazione rispetto a cosa possa attrarre Miriam di Barney?
E’ una bella donna che lavora alla radio di New York e che, probabilmente, è circondata da uomini molto rispettabili, ricchi, intelligenti, ma – al tempo stesso – estremamente noiosi. Poi, però, nella sua vita piomba quest’uomo apparentemente pazzo e sicuramente fuori dagli schemi della sua vita che si innamora di lei in maniera disperata e totale.  Alla fine, credo che a farla ‘cadere’ tra le sue braccia sia l’accorgersi di quanto solo egli si debba sentire senza di lei, perché Barney è davvero innamorato di Miriam.

Nella sua vita ha avuto qualche esperienza simile?
Quando ero all’Università qualcuno ha scritto una lunga lettera al giornale universitario su una ragazza vista ad una festa che lo aveva conquistato. Era molto dettagliata e romantica e chiedeva aiuto per rintracciarla. Alla fine, ho scoperto che quella donna ero io. Credo che per una donna sia sempre molto bello vedersi destinare dei ‘bei gesti’ come questo…è molto lusinghiero. Un’altra volta ho seguito una sorta di caccia al tesoro personale e mi sono trovata in un parco dove la persona che mi aspettava aveva preparato uno splendido pic nic.

Scritto da Marco Spagnoli
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