questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Rooney Mara sono un ‘lupo solitario’ come Lisbeth Salander

Attualità, Interviste

09/01/2012

Patricia Rooney Mara, newyorkese, classe 1985, l’abbiamo vista e ricordata nella prima scena di The Social Network dove impersonava la ragazza di Mark Zuckerberg (nel film di David Fincher impersonato da Jesse Eisenberg). Dieci minuti indimenticabili in quanto Rooney mollava brutalmente il logorroico e super-problematico inventore di Facebook in quanto esausta di quella faticosissima relazione. Non era il suo primo film, ma la sua interpretazione è rimasta impressa a molti. Ora è una star, visto che è lei che si aggiudicata il ruolo della hacker Lisbeth Salander in Millennium – Uomini che odiano le donne, sempre diretto da Fincher. E, anche in questo caso, la signorina ha vinto la scommessa.

Rooney arriva all’incontro stampa elegantissima, magrissima, con capelli nero corvino (come Lisbeth) ma raccolti in una piccola coda di cavallo con tanto di fascia marrone. E’ posata, calma, risposte brevi e precise.

Rooney Mara, tutto il mondo sa che qualsiasi attrice avrebbe voluto vestire i punkettari panni di Lisbeth, e alla fine l’ha spuntata lei. Come è andata e come ha lavorato su un ruolo così pericoloso per la carriera di chiunque... “Appena ho saputo che David aveva accettato di girare questo remake – ci dice Mara – senza essere troppo invadente ho cominciato a pensare a come convincerlo che io sarei potuta essere una buona candidata. E’ chiaro che chiunque mi abbia visto nei panni di Erica Albright in The Social Network, una ragazza acqua e sapone di Harvard, non credo avrebbe pensato a me per un ruolo che è l’esatto opposto. Prima ancora di sapere che poi David tra le tante candidate che aveva valutato aveva scelto me, mi ero vista per bene il film originale e, avevo capito da subito, che non dovevo assolutamente rifarmi all’interpretazione di Noomi Rapace. Non avrebbe avuto alcun senso. Dovevo dar vita ad un’altra Lisbeth. Così, quando ho avuto la conferma che la parte era stata affidata a me, mi sono concentrata molto di più sul libro di Stieg Larsson e penso ne sia uscita una versione davvero differente. Né meglio, né peggio. Diversa!”.

Ha avuto dei tentennamenti quando ha dovuto farsi vari piercing, perdere peso, andare in palestra, allenarsi, imparare ad andare in moto e a muoversi come la Salander? “Nessuno. Perché per qualsiasi attrice/attore una parte come quella di Lisbeth è un dono. L’idea di trasformarmi in quel modo mi eccitava terribilmente”.

Quanto è stata dura uscire dal personaggio o magari entrarci dentro? “E’ stata più dura lasciarsa. – afferma l’attrice – Perché Lisbeth è un sogno per qualsiasi attore. Quante volte ti può capitare di trovare un personaggio così complesso e intrigante in una carriera? Impersonare una ragazza di ventitré anni che la vita ha marchiato a fuoco e che per proteggersi ‘sembra’ emotivamente distaccata da tutto e da tutti. Questo suo aspetto è la parte che mi ha attratto e spaventato maggiormente. Penso che ci siano ben poche persone al mondo che non sarebbero incuriosite dal cercare di scalfire o di rompere la corazza che Lisbeth si è cucita addosso. Inoltre è incredibilmente intelligente, sveglia, indipendente... è molto vendicativa, ma la gente – a parte Mikael – le ha sempre e solo fatto molto, molto male. Sia fisicamente che psicologicamente. Però lei ha continuato prima a sopravvivere e poi, una volta conosciuto lui, ha cominciato anche a vivere”.

David Fincher ha fama di non essere un regista facile. Si dice che sia molto esigente e che, per esempio, la scena di The Social Network gliel’abbia fatta rifare cento volte... “E’ vero l’ho rifatta cento volte ma era giusto così... David Fincher è un bravissimo regista e io mi fido completamente di lui. Ha un suo metodo ben preciso di lavoro e se le scene te le fa rifare vuole dire che devono essere rifatte. Io voglio lavorare con registi come lui, capaci, determinati, intelligenti... pieni di talento”.

Dopo Millennium lei ora è sulle copertine dei giornali di tutto il pianeta. La sua fama è triplicata, questo è un problema per lei? “No. L’unica cosa che mi interessa veramente è che il pubblico apprezzi e rispetti il mio lavoro. Per il resto la mia vita non è cambiata molto”.

Su Facebook avrà avuto miliardi di richieste di amicizia... “Ma io non ce l’ho un profilo Facebook. Inoltre i miei migliori amici non sono attori, quindi non ci sono problemi di competizione. E sono anche un po’ un lupo solitario, non mi dispiace starmene a casa a studiare, devo finire la mia laurea in psicologia, o fare altre cose per conto mio. Sotto questo punto di vista assomiglio a Lisbeth Salander, amo essere indipendente”.

Dopo David Fincher prossimo film con un altro pezzo da novanta ovvero Terrence Malick per Lawless al fianco di Ryan Gosling e Christian Bale. Complimenti! “Grazie, ma non posso proprio dire altro su questo progetto se non che ne sono fiera e felicissima di farne parte”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA