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Ron Howard: il mio cinema ‘fast & curious’

Attualità, Interviste, Personaggi

16/09/2013

"Ricky Cunningham non abita più qui." O meglio: guardando alla sua carriera è veramente difficile considerare o anche solo ricordare inizialemnte Ron Howard ancora per quel ruolo nella serie televisiva Happy Days che lo ha fatto amare dal grande pubblico quando aveva solo diciotto anni.

Oggi che di anni, invece, ne ha quasi sessanta, l'attore diventato regista e produttore che recita dall'età di 4 anni dopo una prima apparizione al cinema a soli diciotto mesi ha collezionato una serie impressionante di successi e di film molto riusciti, nonché di produzioni televisive. "Adoro il cinema e la televisione e mi piace collaborare con artisti differrenti. Lavorare con comici come quelli di Arressted Development - per esempio - mi diverte, mi piace e mi fa anche crescere." osserva Howard "Si tratta di esperienze bellissime che mi piace vivere in prima persona. La diversità stimola la mia creatività e la mia curiosità. Traggo grande piacere dall'imparare e questa consapevolezza mi dà il diritto di potere chiedere al pubblico di venire al cinema a vedere un mio film e di trascorrere due ore incentrate sul mio lavoro di regista."

Come filmaker Howard ha alle spalle una serie di film molto importanti: nonché due premi Oscar. Dal Codice Da Vinci a Angeli & Demoni; da Cinderella Man a Apollo 13, Da A Beautiful Mind a Frost / Nixon, da Il Grinch a Cuori Ribelli, solo per citare alcuni titoli in ordine sparso Ron Howard continua sempre a sorprenderci attraverso film diversissimi tra loro, in grado di conquistare il pubblico per la loro capacità di racconto "Alcuni registi si siedono e disegnano come su una tela il loro lavoro. Io potrei farlo." dice "ma non credo che tirerei fuori il meglio di me. Preferisco buttarmi in cose che non conosco, provare a scoprirle e a metterle tutte insieme seguendo la chiave di un racconto. Quando trovi qualcosa che ha ritmo e offre dei punti di vista interessanti, allora credo che tutto possa funzionare per il meglio e puoi davvero dire al pubblico di venire al cinema a vederlo sul grande schermo. Io rispetto il tempo e il denaro degli spettatori e per questo provo sempre a mettere in un fllm tutto quello che ho." 

Come nel caso dello straordinario Rush,  Chris Hemsworth e Daniel Bruhl riportano sullo schermo la conflittualità tra due campioni come James Hunt e Nicki Lauda nel cuore degli anni Settanta raccontati da Howard in maniera epica, sexy e glamour. "E dire che un mio amico a Hollywood era preopccupato dopo avere letto il copione, perché era un film senza 'buoni e cattiivi'. dice scherzando il regista "Io, invece, adoravo il fatto che ci trovassimo dinanzi ad una sorta di 'guanto di sfida' lanciato tra due uomini diversissimi tra loro e capaci di completarsi vicendevolmente. Per me la cosa importante era mostrare questa rivalità spinta al limite." 

Quale approccio ha avuto a questa storia vera?
Come narratore pensi ad un film come ad una creazione artistica che deve tenere conto della realtà di come sono andate le cose, ma - al tempo stesso - provare a discostarsene un po'. Una storia vera ti obbliga a rispettare gli avvenimenti più importanti e il loro svolgimento. Devi mostrare come sono andare davvero le cose, ma prendendoti una liecenza sul piano personale. In Apollo 13, però, ho capito che rispettare il pubblico significa conquistarne in pieno la fiducia. In Rush ero interessato ai personaggi e alla loro personalità: grazie al lavoro degli attori, alla loro arte sono riuscito a mantenere il senso di ciò che questa storia poteva diventare sul piano emotivo e psicologico. Del resto io e lo sceneggiatore Peter Morgan abbiamo incontrato così tante persone cbe, alla fine, avremmo potuto realizzare una serie di cinque ore basata solo sugli avvenimenti di quella stagione automobilistica che, invece, abbiamo preferito sintetizzare in un film di due ore. Del resto per me questo non è tanto un film spotivo, bensì sull'atomosfera che si respirava in quell'epoca.

Quali qualità e quali difetti ha apprezzato di più in questi personaggi che, in qualche maniera, sono diventati delle leggende?
Nei personaggi protagonisti di una storia tu cerchi sempre una conflittualità, ma anche una forza. Entrambi costituiscono una minaccia l'uno per l'altro. Lauda e Hunt si rispettavano, ma al tempo stesso si intralciavano l'uno con l'altro. Si temevano e - di tanto in tanto - si sono odiati. Una relazione complicata che ha offerto un sacco di possibilità narrative. Del resto sono convinto che se non si fosse trattato di una storia vera il pubblico non ci avrebbe mai creduto. 

Dal punto di vista tecnico girare Rush deve essere stato molto complesso...
Abbiamo utilizzato ogni possibile tecnologia moderna per mettere insieme filmati di repetorio, riprese nuove e tecnologia CGI. Un lavoro che io e il mio montatore Daniel P. Henley abbiamo iniziato molto prima delle riprese guardandoci tutti i materiali esistenti su quegli anni. Ci tengo, però, a precisare che la computer grafica è stata utilizzata solo per restituire la grandezza degli spazi e per scene che non si potevano girare dal vivo senza che qualcuno si facesse male. Grazie alla precisione dei piloti che hanno lavorato con noi abbiamo potuto utilizzare molto più materiale dal vivo di quello che mi sarei mai atteso inizialmente. Per noi era importante restaurare i materiali d'archivio e, al tempo stesso, girare sequenze  che fosser all'altezza dell'originale. Abbiamo combinato i due girati come è stato fatto per Forrest Gump. Solo che al posto di Tom Hanks e Richard Nixon abbiamo messo insieme l'auto di Niki Lauda con una sequenza meravigliosa del Gran Premio di Montecarlo che, però, non aveva nulla in comune con la nostra storia. E' un processo che non è mai terminato fino all'ultimo quando abbiamo scelto il montaggio definitivo del film. 

Come in Apollo 13 anche se ci ricordiamo come sono andate le cose lei ci tiene sempre con il fiato sospeso fino all'ultimo...
Perché anche se uno ricorda i grandi titoli dei giornali, non ricorda o non conosce i dettagli. Per me la cosa più importante è mostrare il prezzo che la gente paga per le sue scelte. Quando tu 'drammatizzi' queste scelte ecco che le persone dimenticano i titoli e ti seguono nella storia. In un film di finzione qualcuno può sospettare quale sia il finale, ma rimanere sorpreso. Lo stesso capita con un film ispirato a fatti veri in cui la gente può ricordare qualcosa,ma si lascia lo stesso trascinare da quello che vede sul grande schermo e rimanere sorpresi dai personaggi e dalle loro vicende. 

Lei è un fan della Formula 1?
Mi piace lo sport, ma non tengo per nessuna scuderia. Devo ammettere che l'esperienza di trovarmi in macchina con Niki Lauda mentre provava una nuova Ferrari sul circuito di Fiorano è stata una delle più indimenticabili della mia vita. 

Scritto da Marco Spagnoli
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