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Roma Kaput Festival

Attualità

10/05/2012

Come previsto il Cda della Fondazione cinema per Roma, in una riunione tutt'altro che tranquilla, ha approvato ieri sera a maggioranza le questioni sul tappeto: bilancio, nomina ufficiale di Marco Muller a Direttore Artistico del Festival per tre anni, nomina di Lamberto Mancini a Direttore Generale del Festival e soprattutto approvazione e blindatura delle date 'della discordia' richieste da Marco Muller per la rassegna che quindi vengono confermate dal 9 al 17 novembre. Il bilancio ammonta a 11 milioni, la sede resta esclusivamente all'Auditorium, il compenso per i due Direttori, entrambi con un contratto triennale, ammonterà a 120mila euro ciascuno. Decisioni prese a maggioranza, non all'unanimità, poichè la Provincia rappresentata da Massimo Ghini e la Camera di Commercio rappresentata da Andrea Mondello hanno votato contro: "c'erano alcuni punti che potevano essere approfonditi e invece sembravano tutti indiscutibili. I contratti prima erano rinnovabili di anno in anno, e la maggioranza del Cda non ha mai voluto prendere in considerazione altre date. Di questa posizione Muller si deve prendere la responsabilita' ".

A nulla e' servito dunque l'estremo tentativo di mediazione da parte del Ministero dei Beni Culturali, la scelta della data rimane ferma come un macigno, mentre viene chiesto a Torino di spostare la propria di una settimana promettendogli in cambio una sorta di promozione durante la rassegna capitolina. Il presidente del Festival di Roma Paolo Ferrari cerca di mettere le mani avanti, spiegando che non era possibile distanziare le due rassegne (quella di Torino inizia una settimana dopo la fine di quella di Roma: "non possiamo anticipare perche' abbiamo il problema dell'American Film Market, e le strutture che usiamo sono occupate e ci sono dei contratti. Per l'anno prossimo avremo molto piu' tempo per discutere". Molto più polemiche le dichiarazioni di Muller: «Non credo ci fosse bisogno dell'incontro al Ministero dei Beni culturali. Esistono tante situazioni in cui due festival possono tranquillamente convivere. La più eclatante? Montreal finisce il 3 settembre e Toronto inizia il 6. Se avessimo confermato le date di ottobre, poi, saremmo andati contro il festival di Pordenone, che secondo me è il più importante d'Italia dopo Venezia».
Dichiarazioni francamente inopportune, che hanno finito per alzare ulteriormente i toni della polemica. Immediato il coro di proteste dal festival di Torino. L'assessore alla Cultura del Comune di Torino, Maurizio Braccialarghe, lancia un appello: «Il Tff non cambierà le date. Chiederemo a tutti gli uomini di buona volontà del mondo del cinema di non abbandonare Torino, dopo l'atto di arroganza e sopraffazione subito». Gli fa eco l'Assessore alla Cultura della Regione Piemonte 
Michele Coppola rivolgendosi ai 150 esponenti del mondo del cinema che pochi giorni fa avevano firmato l'appello pro Müller: «Mi chiedo come intendano intervenire per rimediare a un torto e a una miopia incomprensibili». La guerra continua.

 

 

Scritto da Piero Cinelli
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