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Roma 2012: ‘Abbiamo bisogno di condividere storie’, P.J. Hogan presenta Mental!

Attualità, Conferenze stampa, Personaggi

10/11/2012

(Roma) Vent'anni dopo Le nozze di Muriel, e quattordici dopo Il matrimonio del mio migliore amico, P.J. Hogan torna alla bella commedia agrodolce. Lo fa con questo Mental, presentato questa mattina alla stampa nella sezione Fuori Concorso del Festival di Roma. Molto apprezzato e molto applaudito dai presenti, il film è stato introdotto dal regista stesso, accompagnato dal produttore e dall'attrice Caroline Gooddall.

La famiglia Moochmoore è decisamente sopra le righe. Le figlie sono convinte di soffire di una qualche forma di non ben diagnosticata malattia mentale. Il capostipite Barry, politico locale è costretto a portare la moglie in un istituto psichiatrico, in seguito ad un esaurimento nervoso, chiedendo alla sua famiglia di non parlarne con nessuno, onde creare problemi alla sua campagna elettorale. Quando disperato davanti alla prospettiva di dover crescere tre figlie da solo incontra l'autostoppista Shaz, decide di portarla a casa con se come baby sitter...

“Mi è stato detto che la stampa italiana è molto timida – ha esordito ridendo Hogan – vi prego non lo siate, io rispondo a qualsiasi tipo di domanda!”.

Lei è entrato sulla scena cinematografica internazionale con Le nozze di Muriel. Poi è passato al cinema americano ed ora torna di nuovo in Australia... “Si bè la mia esperienza negli Stati Uniti è stata gradevole. Il fatto però è che negli Usa ti assumono per quello che sai fare, ma poi non ti fanno sempre fare ciò che vuoi. Mental è un film sulla mia infanzia, c'è voluto molto tempo per rielaborare tutto questo. Quando avevo 12 anni mia madre ha avuto un esaurimento nervoso e mio padre, politico locale, ci disse che era andata in vacanza.Certo nessuno avrebbe rieletto una persona la cui moglie si trova in un istituto. Dal momento che si era sempre considerato una persona equilibrata ha deciso di prendere un autostoppista come baby sitter. Volevo raccontare la sua vera storia e quando Toni Collette seppe che avevo scritto la sceneggiatura, mi disse che avrebbe voluto essere Shaz. Mi anche detto una cosa bellissima ' è meglio essere una pecora nera che una semplice pecora'”.

Come è stato scrivere questa storia? “Il tempo aiuta a guardare le cose in maniera nuova, forse non ha senso ciò che dico, ma naturalmente sono successe molte cose dopo Le nozze di Muriel. Ho un fratello schizofrenico, quindi la malattia mentale per me è qualcosa di rilevante. Il film si chiede chi è pazzo e chi non lo è? Alcune di queste persone sono brillanti, quasi geniali. Io lavoro con molti attori e non mai incontrato – ride - un attore normale tranne Caroline”.

Questo è un film molto divertente, diciamo pazzamente comico. Lei è però una persona molto equilibrata... “No no io sono assolutamente pazzo. Quella che avete visto sullo schermo è la mia famiglia. Io però me ne sono andato a 17 anni per frequentare la scuola di recitazione, dove ho conosciuto persone che mi hanno salvato. Per i primi cinque anni di quell'esperienza sono stato in grado di ridere della mia famiglia. Se vogliamo è la storia de Le nozze di Muriel. E credo che parlandone con i miei amici, mi sia reso conto che la storia che potevo raccontare era quella che avevo vissuto, abbiamo bisogno di condividere storie. Ho capito che era arrivato il momento di tornare e sono ancora più onesto”.

Il motto 'non dire non chiedere' viene utilizzato spesso nel film... “Quando eravamo ragazzi ci veniva detto anche di negare. Credo che quando non si fanno domande non può nascere niente di buono. Dite, ascoltate e continuate a dire.”

Caroline, lei interpreta Doris, una donna particolare e disfunzionale, non uno dei personaggi più carini del film...come l'ha interpretata? “Doris è sicuramente una dei migliori personaggi di sempre, è ...orrenda – ride - e per un attrice è bello interpretare una persona che sembra non abbia riscatto. E' un personaggio divertente, mi sento fortunata ad averlo interpretato. Io sono Australiana e la possibilità di tornarci e di lavorare con i bravissimi Toni Collette e Liev Schrieber, e vedere P.J. dirigere è stata una bella esperienza. Un grande piacere”.

Sono passati dieci anni da Il matrimonio de il mio migliore amico, che ha però una connessione con Mental: la musica. Quanto è stata importante? “Si è vero - risponde Hogan -La prima volta che ho visto la sceneggiatura de Il matrimonio, la musica non c'era, l'ho inserita io parlandone anche Julia Roberts. Mi piace la musica e si vede anche ne Le nozze di Muriel. Una delle poche volte in cui sfuggivo all'atmosfera familiare, era al liceo quando mi chiudevo in camera ad ascoltare musica. Amavo gli Abba e i Led Zeppelin e nella loro musica qualcosa mi parlava in quanto adolescente. C'era semplicità nella loro musica. Nella vita di tutti i giorni la musica viene utilizzata per esprimere ciò che non riusciamo ad esprimere a parole. Utilizzo la musica in modi diversi. Qui si usa in momenti di sofferenza, ne Il matrimonio era in momenti difficili. Anche qui l'autore che uso in Mental era il preferito di mia madre, uno dei suoi film preferiti era Tutti insieme appassionatamente.

Conclude Caroline Gooddall: “La gente dice che è questo è un film molto australiano, ma secondo me film parla molto agli italiani, un film universale ed io che vivo in Italia sono contenta che sia qui a Roma stasera”.

Scritto da Manuela Blonna
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