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Roma 2011, Noomi Rapace presenta Babycall

Attualità, Personaggi

31/10/2011

Anna e suo figlio di 8 anni, Anders, stanno scappando dal padre violento di Anders. Si trasferiscono in un gigantesco edificio ad un indirizzo segreto, ma Anna è terrorizzata dalla possibilità che il padre possa trovarli, e compra un babycall per essere certa che suo figlio sia al sicuro mentre dorme. Ma strani rumori provenienti dall’edificio echeggiano nel babycall. Anna crede di sentire l’omicidio di un bambino. Nel frattempo, Anders riceve le visite di un misterioso bambino dai capelli scuri, che va e viene quando vuole. Sa qualcosa dei rumori nel babycall? Perché c’è del sangue sul disegno di Anders? Allora sono ancora in pericolo?”

(Roma) E' stata presentata ieri nella sezione In Concorso del Festival di Roma 2011, Babycall, thriller svedese diretto da Pal Sleutane. Non ha convinto purtroppo la stampa che lo ha immediatamente bollato come già visto, nonostante la presenza di una brava attrice come Noomi Rapace. Ed è proprio l'attrice questa mattina a presentare Babycall insieme al regista ed al collega Kristoffer Joner. Nota al pubblico per esser stata la protagonista di Uomini che odiano le donne, per la Rapace è forse arrivato il momento del salto hollywoodiano: la vedremo infatti a Natale in Sherlock Holmes – gioco di ombre. “ Non sono attratta dai personaggi facili, simpatici, mi piacciono di più quelli che si pongono domande difficili sulla vita – dice l'attrice – anche in Sherlock Holmes di Guy Ritchie, sono una zingara ed è noto che i nomadi non sono amati. Il mio cuore batte per le persone che combattono”. "Spero che Babycall sia un film che provochi uno schock nello spettatore – ha invece spiegato il regista - un film che lasci l’impressione della vulnerabilità dell’umanità e dei sogni. Il film tratta di quanto un essere umano può sopportare, è un thriller emozionale sull’empatia, sull’ansia, sui limiti della nostra immaginazione. E' diciamo un viaggio mentale”.

Sulla scelta di una pellicola del genere, un'altra dai numerosi lati oscuri dopo Uomini che odiano le donne, la Rapace spiega: “Io non amo i personaggi sorridenti, simpatici e basta. Mi piacciono i toni oscuri: difficilmente mi vedrete in una commedia romantica.” Curiosa dunque la scelta di entrare nel cast di un film dalle venature umoristiche come Sherlock Holmes.”Ho fatto quel film per lavorare con Guy Ritchie e Robert Downey jr – chiarisce - ero attratta dalla loro energia, con cui sul set ho potuto interagire. Pensavo che ci sarebbe stata una differenza molto forte recitando in una produzione così grande. In realtà invece mi hanno dato molta libertà per sviluppare il personaggio: anche se la produzione è grande, e lavori tra migliaia di persone, il mio lavoro è rimasto o stesso .Babycall è un viaggio nella mente della protagonista, sconvolta dalla morte del proprio figlio. Ogni volta che interpreto un personaggio devo assorbirlo in modo tale che mi possa scorrere nelle vene: io divento quel personaggio, non faccio finta di esserlo”.

Lei è nota per essere un'attrice dalla grande disciplina, e per la minuziosità con cui si prepara per un nuovo ruolo, è stato così anche per Babycall? “Quando recito su set divento sempre qualcun altro, almeno per un paio di mesi. Ogni volta che entro in un personaggio è importante per me assorbire il suo carattere, perché possa scorrermi nelle vene. Ho fatto un lavoro anche fisico, io ad esempio amo allenarmi, mentre il mio personaggio è debole, fragile, e dunque ho deciso di smettere di fare attività sportiva per sei mesi. Sono entrata nel personaggio immediatamente, mi sentivo indolenzita, mi facevano male le spalle e la schiena. Il giorno in cui abbiamo finito di girare, quel dolore è scomparso. Mipiace viaggiare lungo questo sottile confine”.

Acquistato dalla Nomad film distribution, il film non ha ancora una precisa data di distribuzione. Nel cast troviamo anche Vetle Qvenild Werring.

Scritto da Manuela Blonna
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