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Roma 2011,  intervista a Jamie Bell, “il mio Tintin un supereroe senza superpoteri”

Attualità, Personaggi

28/10/2011

(Roma) Arriva nelle sale oggi grazie A Warner Italia Le Avventure di Tintin- il segreto dell’Unicorno, esordio con la performance capture dell’instancabile Steven Spielberg, che da anni voleva portare sul grande schermo le avventure del ragazzo nato dalla penna di Hergè. Presentato ieri nella sezione Alice nella città, il film è il primo di una trilogia pensata dallo stesso Spielberg e da Peter Jackson, che dovrebbero alternarsi alla macchina da presa fino ad una regia congiunta per il terzo ed ultimo capitolo. Assenti i due a Roma, hanno ceduto il testimone a Jamie Bell, protagonista prestatosi alle tecniche del performance capture. Noto al grande pubblico per il film al quale deve la rapida ascesa nel mondo del cinema, Billy Elliott, Jamie Bell non nasconde il genuino entusiasmo per questa pellicola  “ Non parlo bene di Tin Tin solo perché l’ho interpretato, ma perché mi sono sentito vicino a lui da bambino”. Negli anni l’inglesissimo Bell ha saputo alternare blockbuster come Jumper a pellicole decisamente più contenute, l’ultima è il Jane Eyre di Cary Fukunaga, impresa non facile per un giovane uomo di venticinque anni, investito dal successo poco più che adolescente.

E ‘ frustrante per un attore vedere sullo schermo non il suo volto, bensì quello di un ‘cartone animato’? "Steven Spielberg dice sempre che in una pellicola del genere, l’85% si basa sulla performance capture, il 15% sugli attori. E’ una tecnica molto valida e che apprezzo, anche perché l’elemento fondante è la prestazione, per questo si parla di ‘performance’, gli attori sono al centro di questo meccanismo. Ti viene consentito di interpretare ruoli che altrimenti non potresti, in maniera nuova e approfondita. E’ anche divertente, devi usare molta fantasia". E’ un sogno che si avvera quello di Bell, che come tutti i ragazzi della sua età, come di chi scrive, è cresciuto con pellicole come E.T., Indiana Jones, Jurassic Park. “ Sono fan di Spielberg dall’eta di otto anni – spiega Bell - Il suo primo film che ho visto è stato Jurassic Park, che mi ha terrorizzato. Spielberg capisce gli attori, ed è capace di risvegliare il bambino che è in noi”. Vedremo presto anche il secondo capitolo? Secondo l’attore non è così scontato, Peter Jackson vorrebbe moltissimo completare la trilogia, ma tutto dipenderà dall’accoglienza del pubblico, ma dal canto suo Bell spera di proseguire l’avventura (“Mi piacerebbe portare TinTin sulla luna”).

Cosa hai amato del personaggio? “ E’ un idealista, un incorruttibile, mi piacerebbe essere come lui. Non è un supereroe, non utilizza tecnologie particolari o poteri, è solo se stesso e per questo andrebbe ammirato”. Oltre che per il suo personaggio l’attore non può non spendere parole affettuose per il collega Andy Serkis, qui nei panni del Capitano Haddock o se preferite Gollum, o King Kong, praticamente il re della performance capture: “Andy Serkis è in assoluto uno degli attori di più straordinario talento con il quale abbia mai lavorato. E' un grandissimo attore non solo nella performance capture, ma anche come regista, cantante, e ballerino. Ha insegnato anche agli altri come lavorare con questa tecnica. Io mi auguro che possa essere utilizzata molto più spesso, anche se vorrei vedere il volto di Andy sul grande schermo".

Parlando di supereroi ti piacerebbe interpretarne uno? Bè sì ho pensato anche a questo tipo di lavoro, mi interessa l'interesse rinato nei confronti dei supereroi. Alcuni personaggi sono più accessibili rispetto ad altri. Io ad esempio lo scorso anno ho fatto lo screen test per Spiderman (The Amazing Spiderman, reboot della Sony, ruolo poi andato ad Andrew Garfield, n.d.r.) anche se il mio preferito è Batman, perché è Bruce Wayne, l’uomo al centro della storia. Per questo ruolo non mi tirerei indietro, ma (ride divertito) Tin Tin è meglio”.

"Tintin (Jamie Bell), giovane investigatore e reporter sempre in compagnia del suo cane Milou, è affascinato dal racconto fantastico del Capitano Haddock (Andy Serkis). L’uomo gli parla di un vecchio e misterioso tesoro custodito all’interno di una nave, appartenuta ad un suo antenato e scomparsa tempo prima in seguito all’assalto del terribile pirata Rackam il Rosso (Daniel Craig). I due decidono di mettersi sulle tracce dell’imbarcazione, oggetto d’interesse anche di due strampalati detective gemelli, di un professore e di un perfido magnate". Questo primo episodio è basato su Le avventure di Tintin: il granchio d’oro (1941), Il segreto del Liocorno (1943) e Il Tesoro di Rackman il Rosso (1944).

 

 

 

Scritto da Manuela Blonna
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