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Roberto Rossellini, a Ladispoli si ristruttura la casa del maestro del neo-realismo!

Attualità, Personaggi

06/03/2012

Una bellissima notizia per gli amanti del cinema e di quello italiano in particolare. Non è un segreto per nessuno che il maestro del neo-realismo Roberto Rossellini, visse per alcuni anni della sua giovinezza nella città di Ladispoli, dove girò alcuni dei suoi primi documentari. “Daphne o prelude a l'apres midi d'un faune” del 1935, al quale seguirono la “Vispa Teresa” nel 1939 , “Il tacchino prepotente” e “Fantasia Sottomarina”, ebbero tutti come set la nota cittadina. Rossellini scelse di utilizzarla nuovamente come ‘teatro’ anche nel 1942, per le riprese di “L'uomo della croce” vicino al Castellaccio dei Monteroni dove girò anche alcune sequenze in interno e sempre a Ladispoli decise di proiettare in quello che all’epoca si chiamava Cinema Moretti il suo capolavoro, “Roma città aperta” . Fu un evento memorabile reso indimenticabile anche dalla presenza della protagonista Anna Magnani e di Aldo Fabrizi.

E’ dunque con grande orgoglio che l’Amministrazione comunale annuncia che parte della casa Ladispolana del Maestro, in Via Duca degli Abruzzi, verrà ristrutturata ed utilizzata come centro per l’associazionismo culturale. “Entro il prossimo mese – annuncia il Sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta – i lavori, per l'importo di 10mila euro, saranno conclusi. Questo spazio, di circa 70 metri quadrati sarà utilizzato per le attività culturali. Del resto fu proprio a Ladispoli, sul terrazzo della sua casa, che Rossellini realizzò il suo documentario “Fantasia Sottomarina”. Girò le scene in un acquario con i pesci che lui stesso andava a pescare o che Pietro il pescatore gli procurava”.

Non è la prima volta che Ladispoli omaggia il grande regista: dal 2006 la piazza principale della città è a lui intitolata. E’ lo stesso Rossellini nel libro ‘Quasi un’autobiografia’ a ricordare con affetto la città: “Nel 1940 abitavo a Ladispoli, un bellissimo paese sul mare, non lontano da Roma. La piazza del paese era un'immensa arena bruciata dal sole e battuta dai venti, una non piazza in realtà, un semplice spazio per permettere al cielo di giocare con la terra...”.

“Siamo veramente soddisfatti – ha concluso il Sindaco – di poter finalmente ridare vita con attività culturali ad uno spazio dove sono passati momenti significativi della storia del cinema italiano”.

 

Scritto da Manuela Blonna
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