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Robert Redford: Il mio cinema a difesa della Costituzione

Anteprime, Attualità

17/06/2011

(Washington) “The Conspirator era una storia che non era mai stata raccontata, ‘nascosta’ in un evento che tutti conoscevano.” Robert Redford racconta così in un incontro con lo scrittore Jay McInerey le motivazioni che lo hanno spinto a portare sullo schermo un pezzo di storia americana in cui si riflette sull’eterno confronto tra politica e giustizia e sul pericolo corso dai popoli quando gli interessi personali dei singoli, sfruttando le circostanze del momento, vengono utilizzati per mettere a repentaglio i diritti dei tanti “Tutti sanno che Lincoln è stato ucciso da Booth, ma in pochi conoscevano gli eventi seguiti a quei tragici momenti, perché il Segretario della difesa Edwin Stanton è stato molto bravo a fare quanto si era ripromesso: seppellire tutti i cospiratori immediatamente.” Dice il regista premio Oscar.

La trama del film parte proprio dall’assassino del Presidente degli Stati Uniti per mano di quello che era una sorta di Star dell’epoca: John Wilkes Booth. L’uomo che era stato aiutato nel suo progetto di uccidere non solo Lincoln, ma anche altri uomini chiave del governo del nord in lotta contro quello del sud, si diede immediatamente alla macchia, ma alcuni suoi complici furono presi e arrestati, trattati in maniera durissima. Tra loro Mary Surratt, una donna del sud che aveva dato ospitalità al gruppo portatole in casa dal figlio, ma che alla fine non si era sicuri avesse davvero partecipato al complotto o ne fosse a conoscenza. A difenderla un giovane avvocato, un eroe di guerra interpretato in maniera carismatica da James McAvoy per una storia che parla del passato, tenendo lo sguardo fisso verso il presente. “Nessuno ha mai sentito parlare di Mary Surratt e degli altri cospiratori.” Aggiunge Redford “Quando ho studiato questa storia mi sono reso conto che la chiave di tutto stava nel rapporto tra la donna e il suo avvocato. L’incontro tra due personalità diversissime tra loro costrette dagli eventi ad incontrarsi sullo sfondo di un’America in tumulto dove tutto era possibile e dove anche il sud avrebbe potuto approfittare della situazione per sferrare un attacco. In un certo senso ho pensato ai momenti seguiti all’11 settembre, ma preferisco non parlare dei paralleli tra le due epoche, preferisco che sia il pubblico a scoprirli.”

Robert Redford conclude “E’ anche un film sulla Costituzione. Da quando è stata creata ci sono stati continui tentativi di cambiarla e di riscriverla nelle diverse epoche da persone di ogni genere che provano ad interpretarla a modo loro violando i diritti degli altri. Eppure la Costituzione è la cosa più solida che abbiamo in America.”

Scritto da Marco Spagnoli
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