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Robert Downey Jr. per Paul Thomas Anderson e Thomas Pynchon

Attualità

21/02/2011

Il 10 febbraio 2011 è arrivato in libreria “Vizio di forma” (titolo originale: Inherent Vice) di Thomas Pynchon, ambientato tra il 1969 e il 1970 si tratta di un romanzo atipico per chi è abituato agli ‘affreschi’ pynchoniani (vedi Arcobaleno della gravità o Contro il giorno). "Vizio di forma" è l'ultimo romanzo dello scrittore che chiude la sua trilogia hippie raccontando le idee, le manie e le atmosfere dell'America degli anni Settanta. Un libro fatto soprattutto dai personaggi: a cominciare dal protagonista, un detective.

Dagli Stati Uniti erano già arrivate notizie su un adattamento del romanzo. Ora pare che  Paul Thomas Anderson abbia finalmente trovato i finanziamenti per sbloccare il progetto di Inherent Vice, al quale il regista tiene moltissimo essendo un grande fan dello scrittore americano.

Altra persona estremamente interessata a questo progetto è Robert Downey Jr. che, dopo avere confermato di recente la sua fuoriuscita da Oz, the Great and Powerful, è intenzionatissimo ad assicurarsi il ruolo da protagonista nel film. Partecipando insieme alla moglie Susan anche in veste di produttore.

Inherent Vice avrebbe ricevuto la benedizione dello stesso Pynchon, che si è prestato addirittura come consulente per la sceneggiatura arrivata alla seconda stesura su cui Anderson sta attualmente lavorando.

Inherent Vice, Thomas Pynchon

California, inizio anni Settanta. Doc Sportello, investigatore privato con una passione smodata per le droghe e il surf, viene contattato da una vecchia fiamma, Shasta, che gli rivela l’esistenza di un complotto per rapire il suo nuovo amante, un costruttore miliardario. L’investigatore non fa neanche in tempo ad avviare le sue indagini che si ritrova arrestato per l’omicidio di una delle guardie del corpo del costruttore, il quale è intanto sparito, come pure Shasta. Sembrano le premesse del più classico dei noir, ma ben presto le coincidenze più strane si accumulano e il mistero si allarga a macchia di leopardo. Doc inciampa così in collezioni di cravatte con donnine discinte, in falsi biglietti da venti dollari con il ritratto di Richard Nixon, in un’associazione di dentisti assassini nota come Zanna d’Oro, che è però anche il nome di un sedicente cartello indocinese dedito al traffico di eroina. Come sempre nei romanzi di Pynchon, l’indagine genera misteri anziché risolverli, e ben presto ci troviamo in un mondo a parte, uguale ma anche diversissimo rispetto a quello che scorre sulla superficie delle nostre vite.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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