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Robert Downey Jr. e Robert Duvall a Roma: “The Judge va in profondità nelle nostre emozioni!”

Attualità, Conferenze stampa, Personaggi

14/10/2014

Il 23 Ottobre sarà distribuito nelle sale italiane in ben 350 copie il film The Judge, diretto da David Dobkin e interpretato da Robert Duvall, Robert Downey Jr, con la partecipazione di Billy Bob Thornton. Dopo una serie di commedie come 2 Single a Nozze e Cambio Vita, Dobkin torna sul grande schermo con un dramma familiare, vissuto tra le aule di tribunale e i luoghi immutati di una  piccola cittadina dell’Indiana. Hank Palmer (Robert Downey Jr.) è un affermato avvocato difensore di criminali. Quando torna nella piccola città d'origine per i funerali della madre, ad attenderlo trova il padre Joseph (Robert Duvall), stimato e onesto giudice, e i suoi due fratelli. Il rapporto con il padre è freddo e conflittuale, ma quando l'uomo viene accusato di omicidio, Hank decide di restare e aiutarlo difendendolo in tribunale. Il crimine di cui è accusato riguarda un omicida che lui stesso aveva condannato vent'anni prima. Il giudice non ricorda nulla e Hank è l'unico che crede nella sua innocenza.

Venuti a Roma per presentare il film, i due attori protagonisti hanno spiegato come si sono preparati per due ruoli così intensi e legati uno all’altro in modo particolare. “Abbiamo dovuto imparare a conoscerci, facendo un po’ di prove insieme fino a sviluppare una certa fiducia. Abbiamo lavorato molto, ci siamo preparati, ma è facile lavorare con persone così” ha detto Robert Duvall, mentre Robert Downey Jr ha ironicamente aggiunto: “Conoscere Bobby Duvall, vuol dire mangiare con Bobby Duvall! Abbiamo passato molto tempo insieme come fossimo una famiglia vera. Ho sentito che il Signor Duvall vanta il numero massimo di film presenti tra i primi titoli al mondo e quindi ho pensato “devo recuperare”. Sicuramente la forza di questo film è proprio il cast, carismatico e di un certo spessore, che insieme crea l’alchimia giusta per rendere la storia coinvolgente ed emozionante. “E’ la storia di un padre e di un figlio, di una famiglia, abbiamo scritto questo film anche in base alla mia esperienza personale. Ho perso i miei genitori e Robert, David Gambino ed io ci siamo seduti per scrivere una sceneggiatura e sono stato fortunato ad avere i migliori attori al mondo come protagonisti” ha dichiarato il regista in conferenza stampa. 

Anche se i protagonisti sono un giudice e un avvocato, e al centro della storia si afferma un episodio legale, The Judge risulta piuttosto un film drammatico ed emotivo, che lascia spazio ai sentimenti e alle relazioni complesse all’interno di una famiglia, divisa da spettri del passato, e in cerca di una redenzione collettiva. “Ho trovato la sceneggiatura brillante. Questo film va in profondità nelle nostre emozioni. Per la scelta di un copione piuttosto che un altro, io mi regolo con il personaggio, se posso renderlo diverso da altre cose che ho fatto fino a quel momento, e accetto” ha spiegato Duvall. Downey Jr. invece ha sottolineato che “questo film mi ha fatto riflettere sulla famiglia. A me piace sviluppare i personaggi e raccontare storie. The Judge parla del senso di casa, che non è una cosa tipica”. Infatti il ritorno alle origini e l’ombra del passato da affrontare, sono altri due temi fondamentali toccati profondamente dalla sceneggiatura, come afferma Dobkin: “Dobbiamo riconoscere che qualsiasi cosa abbiamo fatto da piccoli, ritorna negli anni adulti e l’unico modo per rivedere quelle scelte è ricollegarsi alla propria famiglia e resettare il proprio io adulto. Altrimenti non cresciamo. Ci vuole un momento per tornare alla famiglia da adulti, chiedere scusa se necessario e ricontrollare chi siamo ora, cosa è successo in passato e trovare un modo per andare avanti. Il film ha una prospettiva dura e realistica, ma lascia anche spazio ad una speranza”.

La linea narrativa e la chiave di interpretazione di The Judge ha il respiro di un film di un’altra epoca, e forte della parte sentimentale più adatta a film di natura indipendente e d’autore. Infatti il produttore David Gambino ha sottolineato la straordinarietà del trattamento della Warner Bros. per la fiducia in questo progetto, lontano dal thriller o dal legal drama: “C’è spazio per film che ci toccano il cuore. Questo film non è un’anomalia, ma testimonia il potere del regista e della sceneggiatura. Le persone cercano un intrattenimento di evasione, di sollievo ma vogliono anche essere commossi. Spero di poter continuare ad allargare gli orizzonti e la Warner Bros ha fatto un grande passo con questo film”.

Scritto da Letizia Rogolino
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