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River to River Indian Film Festival

06/12/2017

Al via il 17° River to River Indian Film Festival, unico festival di cinematografia indiana in Italia, dal 7 al 12 dicembre al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour 50r) che parlerà di diritti umani con proiezioni e incontri, grazie ai due focus principali: la battaglia per i diritti della comunità LGBT e l’emancipazione della donna, in un paese in cui l’omosessualità è tutt’ora illegale e le donne lottano quotidianamente per affermare la propria indipendenza.
Tra i temi del River anche l’integrazione razziale, il cinema di “Bollywood” e un omaggio ai 70 anni dall’Indipendenza dall’impero britannico.
In programma  40 eventi tra proiezioni (in anteprima mondiale, europea e italiana), una mostra, incontri con i protagonisti, lezioni di cucina ed eventi off, sotto la direzione artistica di Selvaggia Velo, per uno spaccato su una realtà in rapidissima evoluzione, con i racconti da tutte le regioni dell’India, dove l’esplorazione della sessualità si affianca ai matrimoni combinati, la lotta per affermare i diritti delle minoranze si combina a tradizioni secolari, le donne lottano ogni giorno per conquistare ruoli di primo piano nella società e la comunità richiede a gran voce una democrazia più forte, per tutti. Il pubblico decreterà poi il miglior film, tra le varie sezioni del festival, che si aggiudicherà il River to River Audience Award.

Il festival proseguirà con il “Best Of” e i film vincitori, dal 2 al 4 febbraio allo Spazio Oberdan di Milano.

APERTURA E CHIUSURA

Sarà l’anteprima italiana di Newton, pellicola di satira politica del regista Amit Masurkar, candidata dall’India agli Oscar come Miglior Film Straniero, ad inaugurare giovedì 7 dicembre alle ore 20.30 il 17/mo River to River Florence Indian Film Festival. Il film, presentato alla 67° Berlinale, premiato con il prestigioso “International Federation of Art Cinemas”, e reduce dal Tribeca Film Festival e dal Festival Internazionale del Cinema di Hong Kong, dove si è aggiudicato il premio della giuria, è una brillante commedia nera sulla violazione dei diritti umani e la necessità di rafforzare la democrazia. Il regista racconta lo stato della corruzione in India attraverso le peripezie di un giovane e ingenuo impiegato inviato a vegliare sulle elezioni in un piccolo villaggio nella giungla. A presentare il film, Manish Mundra, produttore del film e fondatore della famosa casa di produzione indiana Drishyam Films.

La cerimonia di chiusura della 17esima edizione, martedì 12 alle ore 20.30, vedrà invece come protagonista un ospite d’eccezione del calibro di Hansal Mehta, regista cult della cinematografia indiana, riconosciuto a livello internazionale dai più importanti festival del mondo e vincitore del “National Film Award for Best Direction”, il più prestigioso riconoscimento cinematografico in India. Considerato il catalizzatore di un cambiamento di tendenza nel cinema indiano, Mehta sarà a Firenze a presentare la prima italiana del suo ultimo film Omertà, uno spaccato sul terrorismo internazionale attraverso la vita del colto e affascinante estremista indo-inglese Omar Sheikh, di fede islamica, riconosciuto responsabile dell'omicidio del giornalista del Wall Street Journal Daniel Pearl nel 2002, per il quale sta tuttora scontando la pena.

DIRITTI LGBT

Tra i temi portanti di questa edizione, il festival racconta cosa comporti essere omosessuale in una cultura in rapida evoluzione ma ancora legata a una tradizione fortemente radicata come quella indiana, dove l’omosessualità è ancora illegale. Uno dei titoli più attesi è la prima italiana del documentario autobiografico Abu di Arshad Khan (10 dicembre, 18.30), un viaggio all’interno di una famiglia frammentata, trasferitasi dall'India al Canada, che affronta religione, sessualità e migrazione durante le tensioni post 11 settembre. Khan, che oltre ad essere un documentarista affermato è il direttore del festival di cinema MISAFF in Canada su lgbt e donne, tratta questi argomenti attraverso un percorso di riconciliazione con la figura paterna. L’8 dicembre alle ore 20.30 il pubblico del River to River incontrerà Onir, primo cineasta indiano a portare sullo schermo temi tabù come l’Hiv, pedofilia, fecondazione assistita e omosessualità e unico regista di Bollywood dichiaratamente omosessuale e presenterà il suo Shab - The Night (lungometraggio in concorso, in prima italiana) su sogni e aspirazioni di successo degli abitanti della megalopoli di Nuova Delhi, tra amori, vizi e destini che si intersecano. 

In occasione della proiezione di questi due film, il River to River ha attivato una collaborazione con il Florence Queer Festival, che parteciperà agli incontri con i registi Onir e Arshad Khan.

LA DONNA IN INDIA

La figura femminile in India è come sempre argomento di grande attualità ed è anche quest’anno protagonista del programma del River to River. Tra i vari titoli in programma per la sezione,che racconta le storie di donne dalla grande determinazione, il 9 dicembre alle 20.30, in anteprima italiana, sarà proiettato My Pure Land di Sarmad Masud, candidato dall’Inghilterra come Miglior film Straniero ai prossimi Oscar 2018. La pellicola (nei lungometraggi in concorso al festival) è un western al femminile tratto da fatti realmente avvenuti nel Pakistan rurale: la giovane Nazo che, rimasta sola con la madre e la sorella alla morte del padre e del fratello, si trova a lottare contro l’assedio di una milizia di 200 banditi per difendere la propria terra. A presentare il film e incontrare il pubblico in sala sarà l’attrice protagonista Suhaee Abro. 

Lo sport come strumento per superare i tabù culturali e sentirsi più libere è invece il tema di Limitless della regista Vrinda Samartha (11 dicembre, ore 19.00), documentario in prima europea sulla vita di otto donne, di età diversa e provenienti da varie città dell’India, che hanno in comune la passione per la corsa, scoperta in varie fasi della loro vita. L’esperienza di ciascuna protagonista svela come lo sport possa aiutare nel processo di emancipazione, ponendo al contempo l’accento sulle questioni sociali e di sicurezza più pressanti che le donne sperimentano nella vita di tutti i giorni, sia che si tratti di andare al lavoro o di scegliere l’abbigliamento quotidiano. Ma l’emancipazione avviene anche grazie e soprattutto all’educazione sessuale, tematica al centro del divertente documentario Ask the Sexpert di Vaishali Sinha (12 dicembre, ore 18.30), con protagonista 

Scritto da Lo.
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