C’erano una volta i ‘Musicarelli’ ovvero quelle commedie con musica che verso la fine degli anni Cinquanta e durante tutti gli anni Sessanta spopolavano, presentando al pubblico storie, spesso, romantiche e sempre divertenti in cui erano coinvolti cantanti più o meno sulla cresta dell’onda.
In un certo senso, Una canzone per te si rifà a quella tradizione con la differenza sostanziale di appartenere ad un cinema diverso e moderno, figlio di suggestioni più ampie e meno ammanierate, che nascono in un immaginario narrativo pressoché illimitato che parte da Adriano Celentano e arriva a Michael J. Fox e Jack Black.
Un film che pur condividendo con il passato ironia e spensieratezza, vive nuove suggestioni, dove musica e atmosfere fantasy si mescolano in maniera gradevole, facendo il verso ad una certa commedia americana, ma rimanendo, comunque, con i piedi ben piantati in Italia e nella sua realtà spesso sopra le righe.
Un film brillante che unisce il fascino di un cast di giovani attori talentuosi e affascinanti come Emanuele Bosi, Michela Quattrociocche e delle tre rivelazioni Agnese Claisse, Carolina Benvenga e Martina Pinto ad una colonna sonora decisamente in linea con la musica ascoltata dai teenagers di oggi, composta da brani di gruppi come Lost, Sonhora, Zero Assoluto e Broken Heart College.
La storia è quella di un ragazzo che durante l’ultimo anno di scuola si trova a fare un provino per MTV: in un giorno dove va tutto storto rischia di essere bocciato, tradisce la sua fidanzata, viene scoperto e abbandonato, gli viene sequestrata la moto del padre e – come se non bastasse – fa tardi alle selezioni per il concorso MTV New Talent. Dopo avere anche spaccato il cellulare, il giovane incontra un misterioso tecnico che gli mette a punto il telefonino installandogli un gioco in grado di fargli rivivere magicamente dall’inizio la giornata terribile e avere così la possibilità di evitare tutti gli errori commessi.
Il film, però, va oltre la falsariga di Ricomincio daccapo affrontando perfino temi come responsabilità e coraggio.
Scritto dallo sceneggiatore de I Cesaroni, Simone Herbert Paragnani, Una canzone per te gioca a mettere insieme fascinazioni diverse per la musica e la cultura pop, in un continuo rimescolamento di carte proprio della commedia di carattere commerciale, ma – al tempo stesso – basata sia sulla misura che sulla qualità dell’esecuzione.
Colorato e leggero, il film è latore di un messaggio, forse, scontato, ma non per questo meno rivoluzionario: la vita va vissuta in prima persona e non ci si può lasciare andare.
In questo senso, pur essendo un prodotto destinato al grande pubblico e avendo una marcata vocazione commerciale in cui è volutamente annullato ogni realismo, l’essere una fiaba romantica e urbana, non esime Una canzone per te dal proporre al pubblico di giovani delle idee, comunque, interessanti legate alla passione per la musica, al recupero del passato, alla conoscenza e all’amore per l’arte, la poesia e, più in generale, la creatività.
Sesso (con amore) e rock and roll enfatizzati dalla bellezza del cast e dalla luminosità delle ambientazioni fanno dimenticare, come è forse anche giusto che sia per certi versi, una realtà di oggi, certamente, più complessa di come viene raccontata.
Una semplificazione sentimentale e narrativa quella scelta da Paragnani, sensata per quella che resta una commedia sottile, ma intelligente.
Un plauso, inoltre, a Marcello Mazzarella. Un attore di enorme talento ancora troppo poco usato, nonostante il suo stile unico, dal cinema italiano, nel ruolo enigmatico e nostalgico del padre di una delle due protagoniste.




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