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Ricomincio da 18

Attualità, Eventi

28/08/2012

La 69ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica cambia direttore: Alberto Barbera, che sostituisce, per scadenza di mandato, Marco Muller, che nel frattempo ha accettato di dirigere la settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.

Una sessantina di titoli, 18 in concorso di cui 3 italiani: Bella addormentata di Marco Bellocchio, ispirato agli ultimi giorni di Eluana Englaro, Daniene Ciprì con E' stato il figlio, ambientato nel quartiere Zen di Palermo, Francesca Comencini con Un giorno speciale, una commedia sulla generazione dei precari. Tre storie contemporanee che raccontano l'Italia di oggi. "Decidere non è stato facile - ha commentato Barbera, che torna al Lido dopo aver diretto la Mostra del Cinema nel quadriennio 1998-2002 - abbiamo dovuto dire tanti no, in alcuni casi con molto dispiacere".

Abolita la sezione Controcampo "per non segregare il cinema italiano in una riserva indiana e farlo competere alla pari con le pellicole internazionali" sono comunque 14 i film italiani selezionati: ai titoli del concorso Barbera aggiunge nel fuori concorso tanti docufilm. Quattro dei quali di registi nostrani: Clarisse di Liliana Cavani, Sfiorando il muro di Silvia Giralucci e Luca Ricciardi, Medici con l'Africa di Carlo Mazzacurati, Tra gli italiani, una menzione speciale va a Daniele Vicari che, dopo il successo di Diaz, torna al cinema documentaristico con La nave dolce, che racconta lo sbarco dei 20mila albanesi in Puglia di venti anni fà.

Ancora 18 film nella sezione Orizzonti, tra cui Gli equilibristi di Ivano De Matteo con Valerio Mastrandea e Barbara Bobulova. Considerata quella più sperimentale della Mostra, la sezione Orizzonti introduce una grande novità per il popolo della rete: una sala virtuale da 500 posti alla quale si potrà accedere via web, pagando 4 euro, per poter vedere i film della sezione in contemporanea con il festival. Gli altri titoli italiano sono spalmati nelle sezioni parallele e autonome, ma non conflittuali, delle Giornate degli autori e della Settimana della Critica. "Non sono necessariamente i nomi che qualcuno si aspettava di trovare a Venezia, però c’è quella parte di cinema italiano che sta facendo uno sforzo di qualità per uscire dalla routine". Basso profilo, ma molto determinato, Alberto Barbera aveva chiuso il suo mandato nel nome di Mira Nair che vinceva il Leone d’oro nel 2002 con Moonson Wedding, e torna con lei che apre la Mostra il 29 agosto con The Reluctant Fundamentalist. Un thriller politico, interpretato da Kate Hudson e Kiefer Sutherland con al centro un giovane pakistano che lavora a Wall Street, la cui vita viene stravolta dopo l'11 settembre. L'uomo si ritrova coinvolto in un conflitto tra sogno americano, crisi economica e il richiamo della patria e della famiglia.

Tra i registi che si sfidano per la conquista del Leone d’oro ci sono tre autori statunitensi di culto, l'ex enfant prodige del cinema hollywoodiano Paul Thomas Anderson, con The Master, un film che racconta la nascita di Scientology, la discussa organizzazione religiosa fondata nel 1954 da L. Ron Hubbard, il ritorno del venerato maestro Terrence Malick, dopo la vittoria al Festival di Cannes 2011 con The Tree of Life, che presenta To the Wonder un dramma romantico di cui sono protagonisti Ben Affleck e Rachel McAdams; il terzo è Brian De Palma, tornato dietro la macchina da presa cinque anni dopo Redacted, che porta al Lido Passion, un thriller ad alta tensione erotica interpretato da Rachel McAdams e Noomi Rapace, dove eros e thanatos si mescolano.

Inoltre tornano al Lido il giapponese Takeshi Kitano con Outrage Beyond, il coreano Kim ki-Duk che, con Pieta, torna in laguna dopo il Leone d'Argento ottenuto nel 2004 con il capolavoro Ferro 3, inoltre sono attesi il filippino Brillante Mendoza con Sinapupunan, e At any price di Ramin Bahrani, con Zac Efron e Dennis Quaid.

Fuori concorso tra gli altri, Robert Redford con The company you keep, con Shia LaBeouf, Susan Sarandon, Julie Christie; Spike Lee col docufilm su Michael Jackson Bad 25; l’ultracentenario De Oliveira con O gebo e a sombra ed il premio Oscar Susanne Bier con Love is all you need.

Chiusura l'8 settembre con L'uomo che ride, ennesima trasposizione cinematografica del romanzo di Victor Hugo con un imperdibile Gerad Depardieu.

 

Scritto da Piero Cinelli
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