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Richard Borg: diamo una scossa al mercato

Attualità, Trade

22/05/2012

AD e DG di Universal Pictures, Richard Borg è da quest'anno Presidente dell'Unione Distributori dell'Anica. Lo abbiamo intervistato sullo stato dell'arte del mercato cinematografico che con una flessione nel primo quadrimestre 2012 di circa il 10% rispetto all'anno precedente, desta qualche preoccupazione.

"Non c'è dubbio che siamo in un periodo di forte crisi economica, ma a giudicare dai vari indici del nostro settore non siamo di fronte ad una crisi strutturale. Accanto ad una flessione di pubblico nei primi mesi dell'anno, i grandi circuiti registrano un forte incremento di consumi delle concession che rappresentano un indicatore estremamente valido del potere di acquisito dello spettatore. In questo quadro la crisi economica non sarebbe la principale responsabile della flessione degli incassi, generata soprattutto da due elementi, uno variabile legato alla qualità dell'offerta, e l'altro purtroppo stabile legato alla pirateria."

 A quale di questi due elementi attribuisce le responbilità maggiori?

La qualità dell'offerta non sempre corrisponde alle aspettative, ma per fortuna avviene anche il contrario - vedi il recupero di spettatori ad aprile con The Avengers, mentre la pirateria è una falla sempre aperta. La pirateria è il problema numero uno, perché fa danni enormi su tutta la filiera, si salva solo in piccola parte il film evento, perché la gente vuole comunque vederlo sul grande schermo. Ma non si salvano certamente i titoli medio-piccoli che finiscono per essere visti solo sulla rete.

Da questo punto di vista le istituzioni, vedi l'atteggiamento pilatesco di Agcom, non fanno nulla.

E' deprimente vedere l'atteggiamento delle nostre istituzioni di fronte ad un fenomeno cosí devastante, sembra che temano di perdere consensi a livello politico, dimenticando che il loro ruolo principale è quello di difendere la legalità. Se andiamo a vedere i paesi che sono in crescita, sono quelli che hanno leggi antipirateria che funzionano, vedi Francia, Svezia, Inghilterra, Germania. Comunque è il prodotto il  responsabile del maggiore o minore interesse del pubblico, come è dimostrato ad esempio da un fenomeno come Quasi amici. Il problema è che il pubblico è interessato solo ad alcuni titoli di grandissimo respiro e si dimentica che esiste anche un prodotto di fascia media che andrebbe visto. E’ quello che noi vorremmo far capire con una grande campagna promozionale.

Può anticiparci qualche notizia su questo evento di cui lei è il promotore?

Sono convinto che in questo momento di relativa disaffezione verso il cinema, dobbiamo partire con una grandissima campagna media per rilanciare il cinema come la forma principale - per ricchezza di talenti, contenuti, tecnologia, cultura, divertimento etc. - di spettacolo. Come Presidente dell'Unione Distributori sono riuscito a mettere insieme attorno allo stesso tavolo tutti i grandi player del mercato e ad ottenere una disponibilità a realizzare un progetto nazionale condiviso da tutti. Stiamo pensando ad una campagna che verrà annunciata al Festival di Venezia. Non è ancora definita, tra l'altro ci sono anche due sponsor che dovrebbero entrare nel progetto, ma si tratta sommariamente di offrire al pubblico una settimana piena con due week end ad un prezzo bassissimo: otto giorni con un biglietto ridotto a tre euro per tutti gli spettacoli e per tutti i film. Questa promozione inoltre dovrebbe essere seguita da alcune giornate della settimana con biglietti a prezzi scontati. Dobbiamo far sì' che la gente vada al cinema, e non che vada a vedere un film: il cinema deve essere riconsiderato come svago, non come consumo di un unico prodotto.

Oltre a queste promozioni sono previste altre iniziative a sostegno del cinema?

Nella stessa riunione si è parlato anche degli altri nodi del mercato, ed è emersa l'esigenza, non più solo l'opportunità, di far uscire in estate anche il prodotto italiano. Non si può consolidare un allungamento della stagione soltanto con i titoli americani. Ed è un vero peccato adesso vedere che gli unici film italiani presenti al festival di Cannes usciranno in autunno. Si è anche accennato alla necessità a brevissimo di tornare ad un tavolo di discussione per rivedere tutto l'aspetto di sfruttamento del prodotto nella filiera, con la presa di coscienza da parte di tutti che per il bene del mercato dovranno essere riviste tutte le finestre di sfruttamento.

Il mercato può ritornare a crescere?

Certamente. Se riusciamo a razionalizzarlo ottimizzando le uscite non c'è dubbio che ne possiamo trarre tutti dei grandi vantaggi. La strada è in salita, ma questo non ci deve spaventare. Una ulteriore preoccupazione viene adesso dal minore impegno del settore televisivo nei confronti della produzione italiana. Purtroppo dei progetti sono stati giá cancellati e se questa tendenza dovesse consolidarsi si potrebbe creare un vuoto nel mercato che solo in parte potrebbe essere coperto dal maggiore impegno delle altre realtá produttive e delle major come Warner o Universal che sono attive in questo campo. Non scordiamoci che il cinema italiano nel 2011 ha rappresentato una quota pari al 37% del mercato.

Scritto da Piero Cinelli
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