Quando il cinema vola più alto
Dopo Munich e Jarhead, la UIP si appresta a distribuire altri tre film connessi alla realtà politica attuale: American Dreamz del regista di In good companye About a boy Paul Weitz (estate), Volo 93 di Paul Greengrass (Bloody Sunday, Bourne Supremacy) e World Trade Center di Oliver Stone destinato all'autunno dopo un possibile passaggio ad un Festival come – presumibilmente – potrebbe essere quello di Venezia o di Roma.
Qual è il grado di connessione con la politica di Volo 93 e World Trade Center?
Il problema politico connesso all'11 settembre non viene – di fatto – toccato. Entrambi i registi hanno voluto concentrarsi sull'elemento umano ed emotivo di due storie di grande disperazione, che, però, non hanno nulla a che fare con l'elemento politico che le ha determinate. Ho già avuto modo di vedere 20 minuti di World Trade Center e posso dire che si tratta di una pellicola in grado di darti un pugno nello stomaco per il tipo di sentimenti e di angoscia che trasmette. Oliver Stone non vuole sviscerare il perché sia accaduto l'11 settembre, ma mostra la reazione dei poliziotti che si trovavano all'interno delle Torri Gemelle e che vanno a cercare i loro colleghi.
Perché questa mancanza di prospettiva sulle cause dell'11 settembre? E', forse, ancora troppo presto?
E' una scelta precisa dettata dal volere realizzare un action movie su eventi che tutti conosciamo. Volo 93 ha, invece, un'ispirazione documentaristica ed è basato sulle trascrizioni delle telefonate che le persone presenti sull'aereo hanno fatto prima di tentare di fermare i dirottatori. E' chiaro, però, che all'uscita della sala, dopo avere vissuto quello che vedono gli attori, il pubblico non possa non interrogarsi riguardo le ragioni degli eventi dell'11 settembre.
Parliamo di American Dreamz…
E' una commedia con Hugh Grant, Dennis Quaid e Willem Dafoe che prende di mira l'America di Bush in maniera fortissima. E'una grande satira al limite del buffonesco, che, però, ha dei risvolti politici forti in quanto si tratta di americani che si prendono in giro in maniera pesantissima.
L'Italia e l'Europa sono territori fertili per un cinema più vicino alla politica?
Non credo esista una regola generale. Possono esserlo più degli Stati Uniti, ma dipende dai singoli film. Non sempre l'impatto sul grande pubblico ha lo stesso effetto.




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