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Riccardo Tozzi: Il cinema italiano è (di nuovo) in crisi

28/05/2009

"Dopo dieci anni di sviluppo il cinema italiano è di nuovo in una situazione critica." A dirlo, in occasione della presentazione del rapporto sugli Schemi di Qualità è Riccardo Tozzi, Presidente di Cattleya e dei produttori italiani, nonché vicepresidente dell'Anica "Una situazione che non dipende dal prodotto. Nuovi gruppi creativi e una generazione nuova di produttori garantisce una certa vivacità e varietà nell'offerta. La crisi, oltre ai problemi tradizionali come il fondo di garanzia e i difficili rapporti con le televisioni e con Sky è dovuta ad una questione strutturale determinata da due fattori principali. Da un lato la pirateria, dall'altro la mancanza di strutture cittadine per la visione dei film." Riccardo Tozzi puntualizza : "La pirateria è, in questo momento, un problema enorme che costituisce la causa principale dell'arresto dei numeri dei biglietti venduti. Personalmente non considero coloro che scaricano come dei pirati, bensì come dei clienti 'non serviti'. E' necessario organizzarsi per servirli e, in caso, di bacchettarli se continuano ad avere dei comportamenti illegali." Tozzi, però, indica soprattutto nella mancanza di schermi cittadini il pericolo più grande per il cinema italiano "Alla fine degli anni Novanta avevamo un circuito vecchio, scassato e molto limitato. Nei primi mesi del nuovo secolo, gli schermi sono triplicati e si sono qualificati. Un processo positivo di modernizzazione che ha portato non ad un eccesso di sviluppo, bensì ad un suo difetto. Le sale urbani sono andate in crisi, perché non abbiamo dedicato loro l'attenzione e l'incentivazione dovuta. Ad aumento del numero del numero di schermi, non sono aumentati proporzionalmente gli spettatori totali e con la diminuzione delle sale di città, il pubblico si è semplicemente 'spostato'. Il giovane pubblico adulto maschile si è sostituito a quello femminile adulto. Il cinema di qualità, così, fa gli stessi numeri di quattro anni fa nelle sale urbane che ci sono ancora, ma non può realizzare gli stessi incassi in strutture che non esistono più. Una pellicola che solo pochi anni fa poteva incassare intorno ai sei milioni di Euro, oggi, può arrivare al massimo a tre - quattro. Una quota di mercato si è spostata dal cinema europeo, dal cinema indipendente americano e dal cinema italiano verso quello delle Major americane. E' inutile nasconderselo, per la prima volta, quest'anno avremo una flessione di spettatori e una quota di mercato più bassa. L'assetto del circuito è uno dei problemi che dovremo provare a risolvere per sostenere le sale urbane e incentivare la visione del nostro cinema. Il pubblico c'è. Si tratta solo di fare in modo che abbia gli spazi adatti  per andare a vedere i film di qualità."   



Scritto da ADMIN
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