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RENZO MARTINELLI

16/10/2001
Sarebbe stata la diga più alta del mondo, 263 metri, e l’energia elettrica prodotta avrebbe aggiunto ancor più benessere al paese, la cui economia si stava riprendendo dagli anni del dopo-guerra e aprendo ad un vero e proprio boom economico. La diga del Vajont prometteva un miglioramento per l’intera valle ma negava l’evidenza della realtà, smentendo sistematicamente i messaggi lanciati dalla stessa montagna: trascurando la prima frana del ’60 e tutte le successive scosse sismiche. Alle 22 e 39 del 9 ottobre 1963 dalle pendici del Monte Toc si staccano 300 milioni di metri cubi di roccia che precipitano nel bacino artificiale della diga, ad una velocità pari a 80 km orari. La massa rocciosa produce un’onda alta 250 metri e di 50 milioni di metri cubi d’acqua che supera l’imponente barriera di cemento e si abbatte sui paesi della vallata. Oltre 2000 i morti.
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