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Reign of Assassins al 29° Fantastic Film Festival

Attualità

15/04/2011

BRUXELLES. Il film cinese di cappa e spada « Reign of Assassins » dura due ore e si lascia vedere senza che lo spettatore si renda conto dello scorrere del tempo. Non a caso il regista è Chao-pin Su (« Double vision », « Silk »), il co-regista e produttore è John Woo (« Face/off », «The Killer »), e la protagonista Michelle Yeoh. In concorso nella International Competition del 29° Festival International du Film Fantastic de Bruxelles, il film ha letteralmente incantato il pubblico. Film d’azione nella tradizione cinese del Wu Xia Pian ( cappa e spada all’epoca dei Mandarini), vanta risvolti comici e romantici sullo sfondo di aerodinamici duelli medievali. I duellanti, assassini notori, infatti, corrono, saltano, volano ed effettuano giravolte nella migliore tradizione delle arti marziali, perché coinvolti nella ricerca dei resti di un mummificato monaco guerriero, il cui possesso permetterebbe di dominare il mondo. Protagonista è Drizzle, temibile spadaccina che decide di ritirarsi a vita privata : si fa cambiare la fisionomia da un chirurgo, va in un’altra città e vive di un piccolo commercio di tessuti. Anni dopo la troviamo felicemente sposata con un atletico corriere. Un giorno il marito viene aggredito dagli assassini. Lei, per difenderlo, rivela tutto il suo valore suscitando il sospetto della congrega delle Dark Stones. E qui la vicenda si riempie di colpi di scena.

 Meno accattivante, quasi piatto, lo humour di un mancato « Arsenico e vecchi merletti ». Parlo del film inglese della regista indiana Gurinder Chadha, quella di « Bend it like Beckham ». S’intitola « It’s a wonderful Afterlife » e narra di Mrs Sethi, madre indiana a Londra, la quale avvelena chi ostacola il matrimonio di Roopi, figlia grassa che nessuno vuole. Lo fa quasi con affetto , e presto la sua casa si riempie degli spiriti dei trapassati. Arriva anche la polizia, e un giovane detective di origine indiana che si fidanza con Roopi per scoprire l’autore dei crimini. Rischia l’avvelenamento: invece s’innamora e rende felice anche la suocera assassina.

Lo scontro mortale in un universo circoscritto è al centro del film marocchino « Mirages », opera prima di Talal Selhami nella sezione « 7th Orbit Competition ». Scritto da Christopher Mordellet, e girato dalle parti di Quarzazate, il film presenta cinque personaggi chiamati a sostenere una prova di 24 ore per essere assunti da un’importante compagnia. Privati dei cellulari, 4 uomini e una donna salgono su un furgoncino che si ribalta in pieno deserto. Abbandonati dall’autista, dovranno ingegnarsi per salvare la pelle. Come in un film di Hitchcock si dilanieranno. Soltanto uno ritroverà la strada di casa. Finale a sorpresa, che non spiega tutto, ma chiude un racconto che incominciava a ripetersi.   

Scritto da Renzo Fegatelli
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