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Recensione: Shrek e vissero felici e contenti

Attualità, Recensioni

23/08/2010

La sfida era di ridare vita ad una serie che aveva già raccontato tutto e di più. Vita, morte e miracoli dell'orco Shrek e della sua felice famigliola erano stati già ampiamente illustrati e metabolizzati nei tre capitoli precedenti, e non era facile trovare una chiave innovativa che potesse - più che rilanciare - ridare ossigeno ad una storia che sembrava già chiusa. Come? Ricominciando da zero, naturalmente.

 

Ma non con un prequel, piuttosto con un 'ritorno al futuro' dove gli  eroi (ed i cattivi) sono gli stessi (con qualche novità), ma la storia dopo essere stata azzerata prende un percorso parallelo in cui tutto torna possibile, e tutto assume una luce nuova e originale. Ma vediamo cosa succede.

 

All'inizio del film ritroviamo Shrek nel pieno della sua dorata routine. Tra pappe e pargoli all'interno della comoda casetta, e frotte di sudditi-turisti all'esterno, a curiosare sul suo poco eroico menage. Una dimensione domestica che gli va stretta, avendo dovuto rinunciare alle prerogative 'spaventose' dell'orco, una figura che incuteva rispetto e terrore a tutte le creature. Nostalgia di quei tempi?

 

La soluzione gli viene offerta dal perfido Tremotino, che offrirà a Shrek la possibilità di ritrovare i bei tempi andati e di recuperare, almeno per un giorno, la sua natura 'libera e selvaggia'. Shrek accetta, e mal gliene incolse, trovandosi in una realtà parallela perfettamente estranea a quella vissuta fino ad allora, dove tutti i suoi vecchi amici, inclusa Fiona, non l'hanno mai conosciuto. Un vero e proprio incubo per Shrek che dovrà riconquistare, se non il passato cancellato per sempre, almeno gli affetti delle persone a cui è legato. E soprattutto l'amore per Fiona.

 

La morale? Oltre a 'mai fidarsi dei nanetti' è di apprezzare e difendere le cose che abbiamo senza pensare di gettarle al vento, nemmeno per un momento. Insomma, senza minimamente tradire lo spirito della franchise, e la proverbiale ironia, la sfida di ringiovanirla è vinta. La storia 'alternativa' funziona e appassiona, spiazzando non solo Shrek ma anche lo spettatore, ed i personaggi, in questa realtà, pur restando - molto in fondo - fedeli a se stessi, sono decisamente cambiati, uno su tutti l'esilarante Gatto con gli stivali in versione XXL. Tecnicamente il film è, come nella tradizione Dreamworks, impeccabile. Con l'aggiunta questa volta del 3D, che per fortuna non eccede ma viene concentrato opportunamente in alcune scene di grande effetto.

Scritto da Piero Cinelli
VOTO
 

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