questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Recensione: Posti in piedi in paradiso

Attualità, Recensioni

26/02/2012

E’ una tragicommedia dal finale aperto, senza troppe certezze, ma con qualche speranza riposta soprattutto nei giovani,  quella proposta da Carlo Verdone con Posti in piedi in Paradiso.

Un film in cui il regista romano affronta il tema della crisi guardandolo dal punto di vista dei padri separati che, di questi tempi, fanno ancora più fatica a sopravvivere e a riuscire a pagare in tempo gli alimenti.

Una pellicola che a dispetto della serietà del tema, affrontato con rigore e un’ottima dose di realismo, è paradossalmente una delle più esilaranti dirette da Verdone negli ultimi anni con scene come quella, ad esempio, del furto in un appartamento che diventano da antologia della commedia all’italiana e non solo del cinema verdoniano.

Posti in piedi in Paradiso parte dalla convivenza forzata di tre persone che non hanno niente in comune se non un matrimonio disastroso e un “grande avvenire dietro le spalle”. Le vicissitudini economiche, i disastri nel mondo che li circondano, le illusioni di non avere, in fondo, sbagliato strada, li accomunano in un percorso divertente ed esilarante, dove la risata diventa ancora più forte grazie alla malinconia che fa da sottofondo alla trama.

Interpretato dallo stesso Verdone insieme ad uno straordinario Marco Giallini e ad un brillantemente impacciato Pierfrancesco Favino il film celebra la resilienza di tre uomini che, nonostante tutto, sperano di riuscire ancora a cambiare le loro vite, nonostante le numerose ex mogli e le donne che, improvvisamente, piombano nelle loro esistenze nel bene o nel male.

Verdone conferma, qualora ce ne fosse bisogno, la sua vocazione di grande regista di donne portando sullo schermo un universo femminile variegato e sfuggendo alla tentazione di una sorta di ‘maschi contro femmine’ in cui gli uomini, di cui riconosce ampiamente le colpe, sono schiacciati da arpie, nonostante le loro innegabili qualità umane.

Un film figlio dell’Italia di oggi con attori straordinari e attrici di enorme talento come Michela Ramazzotti in un ruolo un po’ da commedia americana anni Cinquanta dove un’improbabile cardiologa sconvolge anche dal punto di vista sentimentale il cuore del personaggio di Carlo Verdone. Una sorta di erede di Marilyn Monroe che come un ciclone cambia per in meglio la vita di tutti con una ventata di ottimismo seguita a tanti, tantissimi guai. Nicoletta Romanoff, un’attrice che vorremmo vedere di più sullo schermo, affronta invece, in un ruolo delicatissimo, con uno sguardo ribalta il finale del film, riportando lo spettatore a considerare quale possa essere il vero destino dei protagonisti.

Insomma, come sempre un film di Carlo Verdone è un vero e proprio evento grazie al suo talento nel cercare un cinema fedele alla sua visione del mondo e della vita, ma, al tempo stesso, nel quale innestare idee nuove e le istante di un futuro che il regista racconta sempre con il senso dell’etica, dell’ironia e del gusto del cinema che gli sono propri.

Una pellicola divertentissima e che ci obbliga a riflettere sul nostro presente grazie ad un punto di vista intelligente mutuato attraverso una storia figlia della commedia e dello sguardo realistico sulla realtà che ci circonda.

Un risultato ancora più apprezzabile grazie al fatto che Verdone evita cliches e luoghi comuni, con energia e divertimento. Non proponendo in maniera facile un mondo di ‘buoni e cattivi’ Verdone esplora la condizione di alcuni miserabili postmoderni, vittime di una società ancora non capace, ma forse questo film potrebbe cambiare le cose, di riconoscere quanto accade oggigiorno a chi divorzia e si trova a vivere una condizione del tutto nuova e inaspettata.

Segno della grande intelligenza di Verdone e della sua capacità di osservare la nostra società con lungimiranza, ma anche – fortunatamente per noi - senza cinismo e senza fare sconti a nessuno.

Scritto da Marco Spagnoli
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA