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Recensione di Alice in Wonderland di Tim Burton - Elogio della Follia

Attualità, Recensioni

26/02/2010

Non il remake del film d’animazione Disney ispirato al romanzo di Lewis Carroll, bensì il suo seguito ideale che porta un’Alice ormai diciannovenne a tornare in quel ‘paese delle meraviglie’ che aveva creduto essere soltanto un sogno.

Alice in Wonderland è un altro capolavoro diretto dal genio di Tim Burton che in questa storia visionaria immette tutto il suo talento e senso dell’umorismo.

Girato in 3D, il film, infatti, conquista lo spettatore per la sua grande ironia, ma anche per la sua marcata malinconia che contraddistingue un mondo lacerato dalla guerra tra la Regina Rossa dalla testa enorme e la suadente, quanto affascinante Regina Bianca. Sullo sfondo di questo conflitto si muove il Cappellaio Matto che, in questo film, oltre ad essere interpretato da un irriconoscibile Johnny Depp, è anche una figura più profonda e significativa rispetto all’originale. La sua follia, infatti, diventa paradigmatica per la protagonista e per una storia che vuole essere una sorta di elogio postmoderno della follia. Non, ovviamente, di quella patologica, bensì per quella forma di pazzia che porta le persone a seguire terreni inesplorati, andando, fisicamente e metaforicamente, laddove nessuno è mai stato prima.

In questo senso, questa pellicola scritta da una delle sceneggiatrici de Il Re Leone Linda Woolverton, utilizza il racconto di Lewis Carroll, i suoi personaggi e il suo mondo per quello che è, a tutti gli effetti, uno straordinario racconto di formazione e una favola ecologista in cui gli animali parlanti convivono con gli altri esseri in uno stato di armonia, sconvolto solo dalla presenza dell’inquietante Regina Rossa interpretata da una straordinaria Helena Bonham Carter.

E sono molti gli attori e, soprattutto, le attrici di talento presenti in questo film che inizia nella Londra del diciannovesimo secolo, quando Alice viene condotta dalla madre ad una festa in campagna, dove un futuro Lord privo di ogni fascino e interesse sta per chiederla in moglie. A partire dalla giovane attrice australiana Mia Wasikowska che porta sullo schermo un’Alice affascinante e perfettamente credibile nella sua convinzione di stare vivendo, un’altra volta ancora, uno strano sogno popolato di gatti che scompaiono e di bruchi parlanti. Straordinaria è anche una seducente Anna Hathaway nei panni della Regina di Marmorea che vive in maniera un po’eterea e perfino goffa. Molti anche gli eccezionali attori britannici a prestare la loro voce ai personaggi originali come Stephen Fry (Stregatto), Michael Sheen (il coniglio bianco), Alan Rickman, Timothy Spall e Marton Csokas.

Alice in Wonderland è un capolavoro, perché Burton è riuscito a riprendere le premesse del libro e dell’indimenticabile cartone animato Disney per costruire una nuova storia adulta dove commozione e grandi emozioni vanno di pari passo, in un crescendo spettacolare ed elegante che conduce lo spettatore alla scoperta di un altro mondo che non richiede l’essere pazzi per venire apprezzato, ma che senza dubbio impone un po’ di follia allo spettatore per lasciarsi condurre in un’avventura straordinaria.

Un film da non perdere, soprattutto per chi ama il cinema di Tim Burton e la sua grande capacità di raccontare storie malinconiche e divertenti, in grado di farci ancora sognare.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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