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Realtà e finzione tra le Mine vaganti di Ozpetek

Attualità

01/03/2010

Arriverà il 12 marzo, prodotto da Fandango e distribuito da 01 Distribution con 500 copie (10 di queste saranno sottotitolate per i non udenti, questa è una iniziativa che sta portando avanti con caparbietà la Fandango di Domenico Procacci), la commedia di Ferzan Ozptek, Mine vaganti. Accolto alla proiezione stampa da applausi dove non sono mancati grandi elogi per il regista e paragoni alti della pellicola con opere come Signore e Signori di Pietro Germi, come sempre accade nei film del regista turco oramai a tutti gli effetti anche italiano, la realtà e la finzione si mescolano durante la realizzazione del film e nel prodotto finito. Sentire parlare i suoi attori fa capire l’atmosfera che c’era sul set, quella di una grande famiglia, dove ci sono stati momenti di sentito divertimento ma anche litigate furiose, vedi quella tra Riccardo Scamarcio e Ferzan Ozpetek, avvenuta al terzo giorno sul set. Se Un giorno perfetto si può dire che non gli fosse riuscito al meglio, qui invece il regista insieme allo sceneggiatore Ivan Cotroneo, torna a mettere in scena la vita come la conosce lui. Con episodi che prendono spunto da quello che gli è capitato realmente, o che gli è stato raccontato da amici e una enorme dose di improvvisazione e cambiamenti durante il girato. Mine vaganti parla sostanzialmente di identità, di essere sé stessi, all’interno di una famiglia tradizionale nella quale non mancano le ambiguità, i malesseri, le gioie e le sorprese. Tutti presenti, oltre al regista, anche l’incontro con la stampa diventa una chiacchierata fatta soprattutto di aneddoti e ricordi più che del tema del film. Anche perché la trama è così piena di colpi di scena che sarebbe un delitto rivelare. Riccardo Scamarcio è Tommaso, Alessandro Preziosi suo fratello Antonio, Ennio Fantastichini è il loro padre Vincenzo, Lunetta Savino la madre Stefania, Elena Sofia Ricci la zia Luciana e Ilaria Occhini la nonna. Tutti trasformati fisicamente dal regista con radicali tagli di capelli (vedi Nicole Grimaudo che ha perso per la sua folta chioma per interpretare la sua Alba o Scamarcio, che ha affermato che se li vedeva ogni giorno più corti) a colori sgargianti (come i capelli rosso fuoco della Ricci), per aderire meglio ai personaggi. In sala c’è anche Patty Pravo che ha dato un suo brano inedito e bellissimo ‘Il sogno’ al regista per la colonna sonora. “Ero molto preoccupato - dice Scamarcio - prima di iniziare le riprese dal mio personaggio Tommaso perché è un uomo, un ragazzo, che reagisce ma non agisce e ho sempre pensato che questo atteggiamento avrebbe portato poca empatia con il pubblico. Poi ho cercato di capire meglio le sue ragioni e l’ho accettato. Lui che nella coralità della storia è la linea guida, ha una personalità lontanissima dalla mia. E’ uno che non agisce mai per fermare i soprusi, le ingiustizie alle quali è sottoposto. E’ uno che subisce ma è una persona delicata, sfumata. Inoltre i primi giorni non ci prendevamo con Ferzan che continuava a farmi tagliare i capelli dalla parrucchiera sul set e io non mi riconoscevo più. Poi in virtù del fatto che io, invece, sono proprio uno focoso abbiamo violentemente litigato e da quel momento si sono ristabilizzate le cose per tutto il periodo delle riprese. Ma non è stato facile e penso che questo abbia - anche se può apparire senza senso - aiutato molto il film”. “E’ vero - replica Ozpetek - siamo stati come due cani che si sono annusati per molto tempo per poi arrivare a trovare un’intesa e a capirsi”. Alessandro Preziosi è felicissimo di aver preso parte alla pellicola e afferma: “Io ho lavorato benissimo con Riccardo proprio perché i nostri metodi sono opposti. Ad esempio io sono uno che si fa mille domande sul suo ruolo e su quello degli altri, quindi continuavo a chiedermi per tutto il film ma perché Tommaso torna a casa, in famiglia, in un posto dove non ha niente da condividere con le persone e il luogo? Riccardo al contrario è uno che ti mette in difficoltà e questo fatto ti fa reagire positivamente e viene meglio anche il tuo personaggio. Trovo commovente questo rapporto. E’ una relazione triste e affascinante allo stesso tempo, dato che il conflitto li divide, e non possono vivere felicemente e naturalmente il fatto di essere due fratelli che si amano molto in realtà. Questo si deve alla bravura di Ferzan e di Ivan che hanno una sensibilità molto spiccata e sanno rendere le sfumature con grande oculatezza”. “Io oramai con Ferzan - dice il sempre eccezionale Fantastichini - mi trovo benissimo, oramai siamo una coppia consolidata. Mine vaganti è il film di cui vado più fiero fatto con lui perché rappresenta molto bene il momento che stiamo vivendo non solo in Italia ma soprattutto nel nostro Paese. Un Paese che io amo ma nel quale non mi riconoscono più e che mi auguro cambi al più presto, credo che questo sia uno dei periodi peggiori. Io credo nelle persone e il loro orientamento sessuale, religioso non mi interessa perché è un fatto privato, quello politico un po’ di più perché diventa per forza di cose un fatto pubblico. Attualmente c’è una intolleranza, una chiusura mentale, un individualismo paurosi e non mi riferisco solo nei confronti del tema dell’omosessualità, ma sotto tantissimi punti di vista. Quindi se con questo film e la  mia interpretazione di questo padre così vittima dei suoi stessi pregiudizi riesco a far cambiare idea anche ad un singolo spettatore mi considero già soddisfatto”. Biondissima, magrissima e con il suo inconfondibile tono di voce chiude Patty Pravo che dice: “Io non sapevo nulla di questo film fino a quando mi è arrivata una telefonata di Ferzan che mi diceva che aveva ascoltato alcune mie canzoni e voleva metterle nel film. Infatti c’è Pensiero stupendo. A quel punto ho pensato che Sogno fosse adatto alla storia, era ancora un brano abbozzato, non finito che pensavo di mettere nel mio prossimo disco. Poi gliel’ho mandato e lui se ne è innamorato. Quindi lo ringrazio infinitamente per la sua emotività che dimostra sempre nel captare le cose giuste per le storie fantastiche che ci racconta”.

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Scritto da Nicoletta Gemmi
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