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Rango un Don Chisciotte che vince contro i Mulini a Vento!

Attualità, Interviste

24/02/2011

Rango è il nuovo film di animazione firmato da Gore Verbinski, il regista della saga di I Pirati dei Caraibi. Più che un cartoon è un vero e proprio western con protagonista un camaleonte con la passione per la recitazione. Quando, in seguito ad un incidente, viene scaraventato fuori dal terrario in cui è sempre vissuto, si ritrova su una immensa strada nel bel mezzo del nulla. Attraversando il deserto arriva a Dirt, la città di Polvere, così chiamata perché da anni è senza acqua e i suoi abitanti sono disperati. Mettendo in atto le sue doti d’attore il nostro diventa ben presto lo Sceriffo del paesello e assume il mitico nome di Rango.

Nella versione originale la voce di Rango è quella di Johnny Depp, insieme ad attori come Isla Fisher, Abigail Breslin (ve la ricordate in Little Miss Sunshine?!), Alfred Molina, Bill Nighy, Harry Dean Stanton, Ray Winstone, Timothy Olyphant.

Rango arriverà nei nostri cinema l’11 marzo, distribuito da Universal Pictures in 450 copie e, per l’occasione Verbinski e la Breslin sono venuti a Roma per parlare di questo atipico e interessantissimo progetto.

“Io e Johnny Depp – ci ha detto Verbinski – era da tre anni e mezzo che pensavamo ad un film di animazione. Fra una pausa e l’altra dei Pirati dei Caraibi abbiamo piano, piano, messo a fuoco la storia. Ed è nato Rango. Personalmente non ho mai visto l’animazione come un genere ma come un mezzo, quindi questo non è un film generato da un computer ma un vero e proprio film, come si fa con gli attori in carne ed ossa. Per prima cosa volevamo fare un western. Quindi ci sono i mariachi, l’eroe, i cattivi, gli abitanti di Dirt e poi tutti gli elementi che compongono una storia di questo tipo. A Dirt non c’è acqua, che noi chiamiamo liquidità e che – chiaramente – rimanda al concetto di denaro. Serve un eroe, e c’è Rango, un camaleonte che parte come pesce fuor d’acqua, in piena crisi di identità e poi riuscirà a sconfiggere i cattivi e a riportare la vita nella città di Dirt”.

Mister Verbinski il film è pieno di citazioni da grandi film e, non solo, western. Come avete sviluppato questo aspetto e come si fa ad essere così innovativi e tradizionali al tempo stesso nel raccontare una storia? “Rango è un film che fa autoriflettere. – continua Verbinski – Nella vostra domanda ci sono molti aspetti da sottolineare. Partiamo da Rango che da camaleonte qualunque diventa eroe, e qui, abbiamo pensato ai classici da Omero a Shakespeare. Per quanto riguarda le citazioni ce ne sono una marea. Direi John Ford, Sergio Leone, Stanley Kubrick e ovviamente John Huston. Tutti questi registi mi riportano con i loro capolavori alla mia adolescenza, ai film con i quali sono cresciuto. Ma ci sono omaggi anche a film molto più recenti. Guerre Stellari se si vuole lo si può leggere in chiave western. Credo che un cinefilo si divertirà molto a cercare di scovarle, una vera caccia al tesoro, ma, Rango, è assolutamente adatto a qualsiasi tipo di pubblico. Il film è contemporaneo, attuale, per tutti, proprio perché mescola la grande tradizione all’innovazione. Tenete anche conto che quando si pensa ad un film di animazione non vengono quasi mai in mente - come punto di riferimento - altri film di animazione, ma le pellicole che uno ha amato. Perché l’animazione è sogno, fantasia, ed è un mezzo che ti permette di fare qualsiasi cosa. Non hai limiti e non rischi di cadere nel ridicolo”.

I personaggi del film sono tutti piuttosto bruttini, alcuni repellenti. Anche questa è una novità rispetto ai cartoni classici dove di solito i protagonisti sono belli in quanto rivestono, per l’appunto, il sogno... “E’ verissimo – ribatte il regista – e questo è un aspetto fondamentale del film. Dato che Rango è un western, noi abbiamo fatto molta attenzione ai personaggi di contorno quelli che definiamo caratteristi. Mai come nei migliori film western i caratteristi sono sempre stati impersonati da dei grandissimi attori e questo perché dietro il loro personaggio si cela una grande storia che solitamente non viene spiegata. Noi abbiamo fatto lo stesso lavoro”.

Signorina Breslin lei nel film doppia Priscilla, una topolina carina ma anche un po’ racchia. Cosa ha pensato quando le hanno proposto questa possibilità? “Ho accettato con grande gioia. – afferma l’attrice – Adoro Priscilla! E’ vero che non è una bellezza, non è nemmeno tanto simpatica, dice a Rango: “Tu mi piaci ma se muori mi lasci i tuoi stivali?!”. E’ ambigua, cinica, diversissima da me. Lei è la tipica americana di uno Stato del Sud. Ma come Gore penso che l’originalità maggiore di Rango stia proprio nel fatto che tutti i personaggi sono brutti però sono anche buffi, bizzarri con un loro lato oscuro, inquietanti... eppure non si può fare a meno di amarli. E questa è la loro forza. Tutti stiamo dalla loro parte anche se ad uno gli manca mezza testa o un altro ha una freccia conficcata in un occhio”.

Rango è stato doppiato in un modo del tutto particolare. Non avete lavorato separatamente ma avete lavorato tutti insieme in uno studio di registrazione, come se foste una orchestra diretta da Verbinski. E’ stato difficile? Che differenze ci sono con il metodo tradizionale? “Personalmente – afferma Abigail Breslin – lo trovo un escamotage magnifico. E’ meraviglioso potere vedere le facce dei tuoi colleghi mentre doppiano. Io penso sia più naturale e più efficace che doppiare separatamente, da soli, cosa che mi è capitata di fare, che non mi è dispiaciuta ma per Rango è stata tutta un’altra cosa... Ma ci pensate avere Johnny Depp di fianco, quanto posso avere appreso, imparato... Ad un certo punto mi sono proprio dimenticata che era ‘solo’ animazione ma pensavo di recitare in un film, io ero Priscilla con il corpo e con la voce. Magnifico. Penso che questo faccia una notevole differenza nel risultato finale, che sia un lavoro che porta una valenza di qualità ancora maggiore al progetto”.

Verbinski a proposito di Johnny Depp. Lei un po’ come Tim Burton è un suo regista di riferimento. Tra l’altro anche Burton ha utilizzato Depp per doppiare in La sposa cadavere... “Johnny prima di tutto è un grande amico – ci dice Verbinski – tanto che il progetto di Rango lo abbiamo creato insieme. Abbiamo un rapporto davvero speciale perché lui non è solo un attore è un artista. Rango è stato forgiato, disegnato su misura per lui. E’ stata anche una bella sfida perché quando hai tanta ammirazione per una persona, vuoi sempre fare bella figura, e dare il massimo. Insieme abbiamo dato il massimo”.

E’ vero che state lavorando ad un altro progetto ovvero Il Ranger Solitario - Lone Ranger? “Sì. – conferma Verbinski – Abbiamo già buttato giù un accenno di sceneggiatura ma siamo ancora agli inizi. Però faremo questo film”.

Il direttore della fotografia di Rango è Roger Deakins, premio Oscar, candidato per Il Grinta. Uno dei più grandi in circolazione. Come avete lavorato? “Avere la possibilità – dice il regista – di avere un uomo come Roger Deakins nel proprio film non può che essere garanzia di qualità. Non gli ho dovuto dire nulla. E’ un tale professionista che ha utilizzato le luci come in un live action facendo attenzione ad ogni minimo particolare. E’ di una precisione e di un talento imbarazzanti. Inoltre vorrei ricordare la ILM, Industrial Light & Magic, fondata da George Lucas che, inutile dirvi, hanno fatto un lavoro magnifico e senza il quale non ci sarebbe stato un film come Rango. E anche Hans Zimmer, che ha curato la colonna sonora, direi: ‘ha sellato la musica’, ennesima protagonista di questa pellicola”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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