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RaiCinema prove tecniche di nomine politiche

Attualità, Trade

25/03/2013

Se la conferma di Paolo Del Brocco a AD di RaiCinema è stata accolta con grande favore, e a posteriori con un sospiro di sollievo, viste le altre nomine molto poco professionali che sono state fatte per il rinnovo del CdA di RaiCinema, desta però una certa preoccupazione la scelta del CdA della Rai e del suo DG Luigi Gubitosi in questa direzione, visti gli impegni di RaiCinema che dopo la brusca frenata produttiva di Mediaset-Medusa resta l'interlocutore di riferimento di tutto il cinema italiano. A tale scopo registriamo e pubblichiamo un commento del Sindacato Critici Cinematografici.

Il cinema della Rai dei tecnici
Il Consiglio di Amministrazione della Rai, su proposta del direttore generale della società Luigi Gubitosi, in data 21 marzo 2013, ha nominato all’unanimità il nuovo CdA di Rai Cinema, che risulta così composto: Nicola Claudio (presidente), Paolo Del Brocco (confermato amministratore delegato) e Costanza Esclapon, Vincenzo Mollica e Camillo Rossotto (consiglieri). E’ subito evidente, e d’altronde lo confermano i curricula rintracciabili “in rete”, che il nuovo presidente e due dei tre consiglieri (fa eccezione Mollica, il quale conduce da tempo una rubrica cinematografica caratterizzata in senso giornalistico-salottiero) non hanno mai avuto nulla a che fare con il cinema. Con i tempi che corrono, la cosa non stupisce più di tanto: ormai non servono più competenze ed esperienze specifiche per operare in campi - qual è quello cinematografico - connotati da un alto tasso di specificità, sia culturale, sia economico-industriale; ormai basta il titolo, tanto generico quanto abusato, di “tecnico” e l’affidabilità al potere di turno per entrare nel novero degli “esperti a prescindere”. Anche la Rai dei “tecnici”, insomma, proprio come la Rai dei “politici”, continua in questa prassi, in questo tipo di gestione del potere, e così, per agire in un settore tanto importante e delicato come il cinema, nomina altri “tecnici”, senza cercare il coinvolgimento dei cineasti (autori, produttori, intellettuali attivi nel settore stesso, ecc.), e quindi senza aprirsi a una maggiore dialettica interna e a una migliore qualificazione culturale ed economico-industriale.

Scritto da Piero Cinelli
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