Intervista a Radu Mihaileanu
Dopo l'enorme successo di Train de Vie, il regista rumeno Radu Mihaileanu torna a dirigere un film coprodotto dalle italiane Cattleya e Medusa, intitolato Vai e vivrai. Una pellicola intensa all'ombra della grande carestia del 1984 incentrata sulla storia degli ebrei etiopi, costretti a scappare dal proprio paese per rifugiarsi in Israele dove inizierà un'integrazione molto difficile e complessa.
Ancora una volta la menzogna è al centro del suo racconto. Perché?
Alle volte non sappiamo perché facciamo alcune cose nella nostra vita. Dopo tre film posso dire che continuo a non saperlo. Il mio cognome è Mihaileanu, ma questo perché mio padre Moderchai Buchmann dovette assumere un'altra identità, un passaporto rumeno pur di sfuggire ad un campo di concentramento nazista. Quindi io sono Miheileanu all'esterno e Buchmann all'interno. Sento di avere due caratteri e due punti di vista su ogni cosa che faccio. Sono una persona superficiale e profonda al tempo stesso. Sono anche io un impostore: sono scappato dalla Romania, dal regime di Ceausescu per rifugiarmi in Francia. Vivo lì da anni, ma la gente mi dice: "Tu sei rumeno, perché hai questo accento così buffo." Oggi che posso tornare in Romania, le persone mi dicono: "Sei diventato un cittadino francese. Non sei più un rumeno." Dovunque io vada, sono un impostore. All'inizio ci ho un po'sofferto, oggi sono abbastanza contento di essere diventato quel tipo di impostore. L'unica casa che ho sono, quindi, i miei figli.




SCRIVI UN COMMENTO