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Questi fantasmi

Attualità, Clip, Recensioni

18/05/2012

Il ghetto di Varsavia: il grande amico Pawel scomparso dalla sera alla mattina in una retata, il figlio dei vicini, un bambino bellissimo biondo e con gli occhi azzurri di solo tre anni, prima lasciato solo dai nazisti che gli avevano strappato via i genitori eppoi fucilato insieme ad ‘altri come lui’ nel cortile di una scuola, la madre presa e portata via dalle SS e spedita direttamente, incinta di qualche mese, alle camere a gas di Auschwitz. Eppoi la moglie Sharon Tate, l’ultimo saluto sul Queen Elizabeth, perché anche lei incinta all’ottavo mese non poteva volare. Un brutto presentimento scosso come una scrollata di spalle, eppoi l’orgia di sangue della famiglia Manson. E ancora, lo stupro di una modella adolescente, la follia di un giudice americano che voleva una pena senza determinarne la durata, la fuga prima a Londra, poi a Parigi, seguita...trentadue anni dopo l’arresto in Svizzera.

Questi alcuni dei fantasmi che emergono dall’emozionante Roman Polanski: A Film Memoir, presentato in anterprima mondiale al Festival di Cannes. Un lavoro imprescindibile per chi ama il cinema di uno dei più grandi registi del nostro tempo, che proprio durante gli arresti domiciliari in Svizzera, si racconta in una lunga intervista rilasciata all’amico produttore Andrew Braunsberg. Anche se cinematograficamente il documentario che appartiene al nuovo genere del cinema sul cinema risulta non particolarmente interessante, i contenuti del racconto di Polanski sono travolgenti e commuovono profondamente lo spettatore, soprattutto, quando grazie alle immagini del suo capolavoro Il Pianista, riusciamo a comprendere come, di fatto, il racconto di quel film, ma anche di altri sia una sorta di memoria cinematografica di quanto Polanski, bambino, ha vissuto nel ghetto di Varsavia durante la Shoah.

Questo documentario costituisce una duplice esplorazione del genio e del talento di Polanski: uomo e artista eccezionale che ha goduto di enormi successi affrontando, al tempo stesso, indicibili e insostenibili sofferenze. Il faccia a faccia tra i due amici, diventa l’occasione per una riflessione filosofica e meditata sulla propria esistenza e sulla propria carriera che Polanski racconta con un misto di saggezza, ironia e sofferenza che donano un grande pathos alla narrazione.

Un film importante e doloroso che, anche grazie all’utilizzo di diverso materiale d’archivio, restituisce l’altro volto del genio Polanski con tutte le sue fragilità e contraddizioni. Una confessione lunga e commovente in cui vediamo il regista piangere e riflettere ad alta voce sulla gloria e sulla polvere, sui fantasmi del proprio passato che continuano ad accompagnarlo durante la sua vita. Un percorso narrativo importante nella carriera del regista che il prossimo anno compirà ottanta anni e che diventa l’occasione per un’interessante riflessione sulla vita e sul cinema, decisamente imperdibile.

Roman Polanski: A film memoir - Arresto al Festival del Cinema di Zurigo

Roman Polanski: A film memoir - La guerra

Roman Polanski: A film memoir - Il ghetto

ROMAN POLANSKI: A FILM MEMOIR, da oggi 18 maggio sarà nei cinema e uscirà in homevideo con Feltrinelli Real Cinema all’inizio del 2013.

http://www.youtube.com/watch?v=z_djXU1td4M&feature=youtu.be

http://www.youtube.com/watch?v=5VYBS8iN0A4&feature=youtu.be

http://www.youtube.com/watch?v=GIX5J1HGIyQ&feature=youtu.be

Scritto da Marco Spagnoli
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