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Quentin Tarantino: 50 anni e non sentirli

Attualità, Personaggi

27/03/2013

Geniale, irriverente, divertente, ad oggi uno dei registi e produttori cinematografici più apprezzati nel mondo della settima arte. Gran parte della critica lo ama, il pubblico lo premia continuamente al botteghino, forse solo una parte di Hollywood, come dimostrato da alcune scelte compiute in sede di assegnazione Oscar, non ne ha compreso del tutto il genio.

Lui è Quentin Jerome Tarantino, che oggi 27 Marzo taglia il traguardo delle 50 primavere. Non sembra curarsene troppo, impegnato a barcamenarsi tra un progetto e l’altro.

Il suo Django Unchained ha messo d’accordo pubblico e critica, portando a casa due Academy Awards, Miglior attore non protagonista a Christoph Waltz e Miglior Sceneggiatura non originale da lui firmata. Regista, sceneggiatore, produttore, talvolta attore, Tarantino è noto per la sua cinefilia quasi maniacale, che predilige in particolare i generi B-Movie exploitation, poliziotteschi e spaghetti western, cosa riscontrabile in tutta la sua filmografia.

Sebbene la sua carriera come regista sia iniziata alla fine degli anni Ottanta, il nostro Quentin ha in realtà firmato la sua prima sceneggiatura a soli quattordici anni: Captain Peachfuzz and the Anchovy Bandit. Il cinema ha sempre fatto parte della sua vita, prima da piccolo come spettatore (il primo film che lo ha spaventato? Bambi!), successivamente come attore (ha studiato presso lo Actors' Shelter di Allen Garfield, a Beverly Hills dopo un periodo come commesso in un videonoleggio di Manatthan Beach).

La prima sceneggiatura che gli porta grande successo è Una vita al massimo, diretto da Tony Scott; seguono Assassini nati e Dal tramonto all’alba. Il passo dall’essere sceneggiatore a diventare regista, avviene con Le Iene, girato nel 1991 in cinque settimane, portato al Sundance Film Festival e successo mondiale. Da lì il passo per diventare nuovo pupillo di Hollywood è breve e si chiama Pulp Fiction. Inaspettatamente il film vince la Palma d'oro al Festival di Cannes del 1994 e alla cerimonia degli Oscar 1995 porta a casa la statuetta per la miglior sceneggiatura originale, oltre alla nomination a miglior film. Quello che piace a pubblico è critica è lo stile assolutamente innovativo del regista, l’utilizzo dei flashback, lo humor, i dialoghi incalzanti e l’utilizzo studiato della violenza. Nel 1997 dirige Jackie Brown, al quale fa seguire una pausa che ci regalerà solo più tardi Kill Bill volume I e volume 2, un ‘regalo di compleanno per Uma Thurman’.

Prova a spaziare nei generi con Grindhouse, progetto portato avanti dall’amico Robert Rodriguez, dirigendone una parte, A prova di morte. Nel frattempo si diverte anche con piccole incursioni nel mondo televisivo, apparendo come attore in un episodio della serie tv Alias, e dirigendo un episodio di E. R. Medici in prima linea e il finale di stagione di C.S.I., Sepolto vivo.

La consacrazione globale arriva però nel 2009, quando Tarantino porta in sala Bastardi senza gloria, osannato al Festival di Cannes, grandissimo successo commerciale e forte competitor degli Oscar 2010. Il film ha molti pregi tra i quali far conoscere al grande pubblico due attori come Melanie Laurent e Christoph Waltz, e lasciare sfogare la vena ironica di un bravissimo Brad Pitt. Sulle otto nomination agli Oscar, Bastardi senza gloria conquista però solo la statuetta per il Miglior Attore non protagonista, Waltz. Derubato (ci perdonerà Katherine Bigelow che in quell’anno vinse con The Hurt Locker ) della statuetta come Miglior Film, Quentin non si è perso d’animo ed ha iniziato a lavorare al suo prossimo progetto.

Superare in qualità un capolavoro come Bastardi era effettivamente molto difficile, ma non impossibile ed il nostro regista ci regala così Django Unchained, realizzando anche il sogno di tutta una vita: dirigere uno spaghetti western. Lo schiavo liberato e il suo amico cacciatore di taglie, piace così tanto da diventare il più grande successo di Tarantino al botteghino. Vi si trovano omaggi e citazioni al nostro Sergio Leone, a Corbucci a tutta una tradizione di genere italiana, la cui testimonianza è il fortissimamente voluto cammeo di Franco Nero.

Ad influenzarlo in tutta la sua produzione sono autentiche pietre miliari della settima arte, che negli anni ci ha svelato: Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone, Taxi Driver di Martin Scorsese, La grande fuga di John Sturges, Cinque dita di violenza di Chang hwa Jeong. Le continue citazioni ed omaggi a questi film, lo hanno spesso esposto a critiche per plagio. “Ma io sono come un’aspirapolvere – ha risposto – prendo materiale da tutto ciò che vedo”.

Il suo prossimo progetto è Killer Crow, titolo provvisorio per una pellicola nata da una costola di Bastardi senza Gloria, che dovrebbe trattare il tema dello Sbarco in Normandia. “Non so esattamente quando ho intenzione di farlo – ha detto - ma c'è qualcosa in merito a questo che suggerirebbe una trilogia. La mia idea originale per Bastardi senza gloria era di raccontare una storia molto più ampia, comprendente anche un gruppo di soldati neri, trattati dall’esercito americano come una variabile impazzita. Quindi da una parte c’era Aldo Raine che uccideva i nazisti e poi questo gruppo di soldati neri che maltrattato dall’esercito americano, decide di uccidere soldati bianchi mentre cerca di raggiungere la Svizzera”.

Noi lo aspetteremo con ansia, nel frattempo…Tantissimi Auguri Quentin!!!

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Scritto da Manuela Blonna
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