Calma temporanea ed acque sempre agitate all'Auditorium, dopo le roventi polemiche dei giorni passati. Muller, fortemente voluto dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal Governatore del Lazio Renata Polverini, non è passato e Piera Detassis non è stata confermata. L'unico ancora in sella, e piuttosto baldanzoso nonostante l'età, il venerando Gian Luigi Rondi presidente della Fondazione Cinema, il cui mandato scade a giugno e che si è assunto ad interim anche l'incarico di direttore artistico, incasinando di fatto ulteriormente la situazione. “Non sarà un semestre bianco, anzi”- ha dichiarato Rondi - che ha confermato di non avere nulla di personale contro Müller ma di preferire Piera Detassis vista la proficua collaborazione che ha avuto con lei negli ultimi tre anni. La sua dichiarazione di fatto blocca sul campo qualsiasi velleità di entrambi i candidati, almeno fino a giugno, che non possono prendere nessuna iniziativa, nemmeno a livello personale, e potrebbe essere l'arma più potente contro Muller, il quale in questa situazione potrebbe decidere di fare un passo indietro accettando magari la più concreta proposta di San Pietroburgo. Non va molto meglio anche a Piera Detassis che di fatto è stata sfiduciata dai due maggiori azionisti del Festival, e che si troverebbe ad operare in condizioni ancora più precarie dell'anno appena passato, con il Festival sotto tiro dell'allora Ministro Galan. Per quanto riguarda la politica da notare come Muller, fino ad ieri non particolarmente gradito dalla destra, venga adesso sponsorizzato da Alemanno e Polverini, mentre Zingaretti, Presidente della Provincia, si adoperi per la riconferma di Piera Detassis. E' intervenuto con una lettera aperta al Messaggero anche Goffredo Bettini, ex Presidente della Fondazione e fondatore, assieme a Walter Veltroni, del Festival, che ha portato decisamente sul terreno politico lo scontro, con giudizi piuttosto sommari su Muller che "dopo aver consumato rotture difficilmente sanabili prima con Roma e poi con Venezia, porterebbe una carica di conflittualità e di rivalsa assai dannosa". A Bettini ha risposto Dagospia con altrettanta virulenza, inquadrando la battaglia cntro Muller del senatore del Pd come una lotta a difesa di mire personali e interessi familiari (la sorella del senatore ed il marito di lei sono rispettivamente consigliere di Piera Detassis e Direttore di una Sezione del Festival). C'è già chi dice che, come spesso succede, tra i due litiganti arriverà un nuovo Direttore, ma di certo è veramente desolante vedere come la politica, anche in momenti di emergenza nazionale dove tutti i cittadini sono chiamati a fare sacrifici, continui ad occupare spazi e risorse che in un paese normale non gli dovrebbero competere. Intanto per il 13 gennaio è prevista l’assemblea dei soci della Fondazione Cinema (Regione Lazio, Comune e Provincia di Roma, Camera di Commercio e Fondazione Musica) in cui si discuterà di questa situazione.




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