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Quattro chiacchiere con Fantastic Mister Anderson

Attualità, Interviste

12/04/2010


Un film di Wes Anderson (I Tenenbaum, Il treno per il Darjeeling, Rushmore) lo riconosci immediatamente. Anche per il bellissimo Fantastic Mr. Fox che segna il debutto nell’animazione del regista americano, il suo stile, la sua estetica, le sue tematiche si riconoscono dalla prima inquadratura. Nonostante il film sia tratto dall’omonimo libro di Roald Dahl, da cui hanno già tratto varie versioni di La fabbrica di cioccolato o James e la pesca gigante. Venerdì 16 aprile uscirà nelle sale italiane, distribuito dalla 20th Century Fox, il suo ultimo lavoro in stop-motion, Fantastic Mr. Fox. Una splendida storia di una volpe molto dandy, intelligente, astuta, della sua famiglia, dei suoi amici e di tre terrificanti proprietari terrieri Boggis, Bunce e Bean che per la loro avidità stanno affamando l’intero villaggio e soprattutto la famiglia di Mister Fox. Inoltre al Signor Fox le zampe prudono da sempre e la sua voglia di rubare a questi tre detestabili personaggi risveglia il suo lato selvaggio. Wes Anderson arriva a Roma per presentare il film, è vestito come il suo protagonista, un completo di velluto beige molto elegante, è alto, magrissimo, raffinato, disponibile e ironico. Del resto durante il film si ride molto mantenendo una vicenda che ha anche un sottotesto politico e sociale molto forte. L’adattamento del libro Anderson lo ha scritto insieme a Noah Baumbach.
Mister Anderson questo per lei è come un primo film visto che non si era mai avvicinato all’animazione – stop motion – prima di ora, come è andata?
“Ho adorato fare questo film. – dice Anderson – Anche se ci è voluto tanto tempo perché la lavorazione è stata molto lunga. I diritti del libro di Dahl ce li siamo aggiudicati dieci anni fa e per realizzarlo ce ne sono voluti più di due. E’ stato un lavoro diverso da tutto quello che ho fatto fino ad ora. Quando giri un film di animazione in stop-motion il lavoro del regista è quello di monitorare e pianificare tutto, poi si passa alla fase del doppiaggio. Prima di girare i pupazzetti li hanno realizzati questo straordinario team di animatori che io ho seguito ma lasciato anche molto liberi, perché sono loro i creativi. La fortuna è stata che erano tutti animatori bravissimi con anche forti personalità che hanno trasmesso direttamente ma in maniera spontanea e non prevista – qualcosa di loro - ai personaggi. Io direi che un animatore è un mezzo attore. Quindi vi potete immaginare che i processi creativi sono diversissimi da un film con attori veri, il vantaggio, però è che hai un controllo maggiore su quello che succede perché si procede per gradi, per step e puoi avere una visione più chiara di quello che sta accadendo e a che punto stai”. Rispetto al libro di Dahl avete apportato molti cambiamenti? “No – risponde Anderson – perché già il libro di Dahl è un racconto piuttosto breve quindi siamo stati molto fedeli al suo lavoro che è gia incredibile. C’è un primo capitolo e l’epilogo che abbiamo aggiunto noi. Oltre alla scena del lupo che non esiste nel libro. Ho avuto la fortuna di potere scrivere la sceneggiatura insieme a Noah nella casa di Dahl e questo ci ha influenzato moltissimo e positivamente. Ma direi che è in pieno un film di Roald Dahl”. Lei solitamente quando comincia a pensare allo script di un film e poi a girarlo utilizza un metodo in particolare? “Sì, mi riempio di musica, di dvd da vedere, di libri d’arte o romanzi da leggere ma per Mr. Fox non è andata così. Avevamo già una materia prima eccellente e non abbiamo sentito il bisogno di tanti altri stimoli. Posso confidarvi che dato che il film è stato realizzato in Inghilterra, la cittadina di Bath mi ha talmente colpito che l’ho usata come ambientazione per molte scene del film. Sia per quanto riguarda la vita in campagna di Mr. Fox, sia nel momento in cui si reca in città”. E’ d’accordo con il fatto che il film ha anche un messaggio politico e sociale forte. Questi tre proprietari terrieri sono degli sfruttatori e Mister Fox è un ribelle che ruba per rendere giustizia a chi non ha niente... “Mi fa un enorme piacere – sottolinea Anderson – che il film sia letto anche in questo modo. Perché viene abbastanza dal mio subconscio l’avere messo l’accento su questo aspetto sociale. E questo è sicuramente il pensiero di Dahl visto che noi siamo stati estremamente fedeli al suo libro. Anche alcuni miei amici doppiatori mi hanno detto che il film è segretamente politico, anarchico, comunista. E ne sono felice, anche se non so quanto il merito sia mio”. Tornando ad una delle scene più intense, emozionanti, preziose del film, in cui Mr. Fox in sidecar incontra in lontananza un lupo e i due si guardano ammirati e si salutano alzando la zampa con il pugno chiuso questa era nel libro o è una sua idea? “Quella è un’idea mia e devo dire che è anche la mia scena preferita. Per me in quel momento il film raggiunge il suo climax. Nonostante non ci sia nel libro per me quel momento rappresenta la personalità unica di Roald Dahl, è il mio omaggio personale a lui, alla sua fantasia, al suo talento, all’incredibile personalità che possedeva”. In un momento in cui il 3D spopola lei realizza un film di animazione quasi vintage in stop-motion... “Ma io ho questo tipo di estetica, non sono per niente un fan del 3D. Ho visto Avatar e l’ho apprezzato come i milioni di spettatori che lo hanno visto sul pianeta terra però non mi affascina, non mi appartiene”. Ci sono film che l’hanno ispirata particolarmente  - a livello estetico – per Mr. Fox? “Non ho pensato a nessun film in particolare. Sono un fan di Hayao Miyazaki ma non so quanto del lavoro che fa lui rientri nel mio film. Poi dato che Mr. Fox contiene dentro la storia vari generi, come il western, direi che John Ford, Sergio Leone o Akira Kurosawa esteticamente e non solo, sono registi che mi piacciono moltissimo. Ho fatto l’esempio del western perché è la prima volta che in un film ho a che fare con dei cattivi che sparano e quindi quello è il genere per eccellenza per ispirarsi e mettere in scena sparatorie avvincenti”.
Fantastic Mr. Fox è veramente una pellicola che vi consigliamo, tra l’altro le musiche affidate a Jarvis Cocker (ex-cantante dei Pulp), alle musiche di George Delarue (con tanto del motivo di Effetto notte di François Truffaut), ai Rolling Stones, Beach Boys, Cole Porter aggiungono ancora più magia alla magnifica avventura di questo gruppo di volpi, roditori, e altri animali dal cuore e dall’anima molto più grande di quella degli esseri umani. Per chi volesse vederselo in originale ricordiamo che le voci sono di: George Clooney/Mr. Fox; Meryl Streep/Mrs. Fox; Jason Schwartzman/Ash; Bill Murray/Badger; Wallace Wolodarsky/Kylie; Eric Chase Anderson/Kristofferson Silverfox; Michael Gambon/Franklin Bean; Willem Dafoe/Rat; Owen Wilson/Coach Skip; Jarvis Cocker/Petey; Wes Anderson/Weasel.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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