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Pupo: per Sansone recito a quattro zampe

12/07/2010

Sul fatto che gli animali siano migliori degli uomini, poca gente ha ancora dei dubbi. E anche quei pochi testardi  dovranno cambiare idea quando uscirà, il 13 agosto, Sansone, autentico film a quattrozampe, recitato da cani veri che dimostrano, senza troppa fatica, di essere in grado di mettere in scena una commedia divertente, energica e molto dinamica, come difficilmente degli attori a due zampe sarebbero capaci di fare.
Tratto dalla nota striscia a fumetti (pubblicati in Italia su Topolino e sulla Settimana Enigmistica) ideata dallo statunitense Brad Anderson nel 1954, Sansone (in originale Marmaduke), diretto da Phil Leeming,  ha come protagonista il celebre alano grande e grosso, specialista in disastri altrettanto grandi,  un gatto spelacchiato e dall'accento marcatamente ispanico di nome Carlos, e tante altre star canine (volpini, rottweiler, levrieri, bassotti, etc.). Sansone è stato  realizzato integralmente in live-action: tutti personaggi in carne e ossa, sia   quelli a quattro che quelli a due zampe. Con un numero di addestratori pari se non superiore a quello degli attori umani.

Tra questi ultimi c'è la  famiglia in cui vivono sia Sansone che Carlos, composta da Phil (Lee Pace), responsabile marketing di una società che produce alimenti biologici per cani - il cui titolare è Down Twombly (William H. Macy) - da sua moglie Debbie (Judy Greer) e dai loro due figli. Sansone, invaghitosi di una levriera afghana fidanzata ad un rotweiller, dovrà scontrarsi con il bullissimo rivale. Per scoprire che l' afgana spocchiosetta non merita tanto ardore, mentre gli occhi dolcissimi della meticcia Mazie sono pieni di promesse. Film familiare e perfetto per l'estate, in uscita il 13 agosto, Sansone è stato presentato dalla 20th Century Fox in anteprima nazionale a Lipari, nello splendido scenario delle isole Eolie.
Se nella versione originale, è Owen Wilson a prestare la propria voce a Sansone, nel doppiaggio italiano, diretto da Marco Guadagno, è stato scelto il mattatore Pupo ad interpretare l'alano gigantesco. In un divertente e riuscito gioco di contrappunti, in cui il cantante-presentatore dalla statura non particolarmente slanciata deve immedesimarsi nell'esemplare di una razza di cani giganti, prestando la sua verve incontenibile alla ingombrante nonchalance dell'alano innamorato. "Devo ammetterlo: recito come un cane". Pupo, presente a Lipari assieme allo stato maggiore della 20th Century Fox, ironizza, con soddisfazione, su questa sua ultimissima impresa. Non è un debutto nel doppiaggio - aveva già dato la propria voce ad uno scoiattolino ne La gang del bosco -  ma sicuramente un ruolo molto più impegnativo. "Sansone è sempre presente e non sta mai zitto, inoltre questa volta ho usato la mia stessa voce, il che è stato più impegnativo".


«Il tema della Gang del bosco era quello dell'alimentazione, e delle sue sperequazioni, mentre Sansone è focalizzato sugli animali e sulla famiglia.  Forse i ragazzini imparano più cose da questi film che a scuola - racconta Pupo a ruota libera - Sansone è un personaggio positivo, che  dimostra che gli animali sono migliori di noi".  Non si risparmia sulle sue vicende personali, partendo dalle questioni canine: «Sì, ho avuto un cane, si chiamava Flick, era proporzionato alla mia taglia. Adesso, da quando vivo con la mia compagna Patricia  che si dedica a tempo pieno agli animali, ho imparato a rispettarli».  Durante l'estate terrà dieci concerti,  a settembre tornerà in radio con Attenti a Pupo, a gennaio otto puntate del programma I raccomandati, mentre a luglio proverà un numero zero di un nuovo gioco su Rai Uno della Endemol: tre concorrenti che non si conoscono dovranno dividersi un montepremi. Con la Rai lo lega un contratto che scade nel 2012. Inevitabile un accenno su Sanremo: "Sanremo mi ha fatto tornare la voglia di esibirmi. La canzone con Emanuele Filiberto è stata odiata ma anche molto amata, soprattutto all’estero nelle comunità italiane. Comunque mi ha fatto una promessa, se torna la monarchia mi darà un ministero tutto mio. E' il minimo, dopo tutto quello che ho fatto per lui».

Scritto da Piero Cinelli
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