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Pugni al vento: Alza la testa parla Sergio Castellitto

05/11/2009

Dopo L'aria salata ancora una storia di paternità difficile per il regista Alessandro Angelini, che questa volta ha voluto come protagonista un inedito, popolano e dialettale, Sergio Castellitto, operaio in un cantiere navale di Fiumicino, il cui sogno è che il figlio diventi un campione di boxe, riscattando così la sua anonima carriera da dilettante. "Alza la testa" è il mantra che Mero ripete continuamente a suo figlio per educarlo all'orgoglio, per comunicargli che la vita va guardata in faccia. Castellitto ha dovuto prendere delle lezioni di boxe per il film. "L'aria salata mi era piaciuto moltissimo - sottolinea l'attore - Angelini è dotato di talento, modernità e di una certa 'scorrettezza narrativa': un dono prezioso in questo nostro cinema conformista. Io poi non cerco più copioni, ma incontri. E quello con lui è stato bellissimo: è una persona che sa ascoltare e che accoglieva spesso i miei suggerimenti sul set". Quasi un ruolo di co-autore, dunque, quello assunto da Castellitto, tanto più che Angelini ha "costruito" Mero proprio su di lui. "Il mio personaggio è una sorta di 'uomo-donna' - continua l'attore - un padre-madre che ha dovuto sopportare un evento intollerabile: l'abbandono da parte della sua donna. Un 'omo-sensuale' non borghese che scopre la sua sensibilità nel momento in cui perde il figlio. Siamo dalle parti di Pasolini, e non solo per l'ambientazione iniziale a Ostia", continua l'attore, che parla anche dell'esperienza delle riprese al confine tra Friuli e Slovenia, dove Mero va a cercare la persona che ha in petto il cuore del figlio, "un'Italia di confine dove le identità si pestano e il mio personaggio si sente di colpo straniero". Il boxeur-ragazzino Gabriele Campanelli è una novità assoluta per il cinema italiano: diciassettenne romano nato e cresciuto al Quarto Miglio, ha sette fratelli ed è un appassionato di arti marziali. Un film dalla struttura e dai percorsi imprevedibili. Sono i percorsi paralleli di un adolescente che cresce in un ambiente molto virile, fatto di soli uomini, diviso tra la voglia di compiacere i desideri del papà e quella di vivere spensieratamente l'adolescenza, e quelli di Mero/Castellitto - che quando perde il figlio in un incidente acconsente a donare il suo cuore e poi parte alla ricerca di chi lo ha ricevuto".

Scritto da ADMIN
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