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Dietro le quinte di Planes

Attualità

07/11/2013

Il 7 novembre arriva nelle sale italiane il nuovo film d’animazione Planes, che il giorno dopo inaugurerà la sezione Alice nella Città del Festival di Roma 2013. I creatori di Cars questa volta si sono trasferiti tra le nuvole per raccontare la bizzarra avventura di Dusty, un piccolo aereo agricolo che sogna di diventare un aereo da competizione e sfidare l’alta quota. L’unico problema è che soffre di vertigini e l’impresa non sarà molto semplice da portare a termine. Questa commedia animata, ricca di azione e divertimento, ha obbligato i realizzatori a documentarsi e ad ampliare la propria conoscenza sul mondo degli aerei, per rendere Dusty e tutto l’universo di Planes fedele alla realtà e quindi verosimile. Tra i doppiatori italiani del film, Gianluca Terranova che dona la voce al Chubacabra e John Peter Sloan che fa Bulldog e, nei video seguenti ci portano nel backstage e ci raccontano qualche curiosità di Planes.

I disegnatori, intenti a tracciare le linee dei vari personaggi, hanno dovuto tenere a mente la struttura fisica di un aeroplano, fatta di acciaio e di un peso specifico e, al tratto sul foglio hanno poi aggiunto l’anima e il carattere del personaggio che lo rende unico e in grado di trasmettere emozioni e carisma. A tal proposito il regista Kley Hall ha dichiarato: “Ci siamo divertiti molto ad esplorare il mondo degli aeroplani. Siamo riusciti ad approfondire l’esperienza con ogni tipo di volo: mongolfiere, bombardieri della Seconda Guerra Mondiale e diversi tipi di jet e aerei civili”. Molti dei membri del team di produzione hanno visitato la portaerei USS Carl Vinson, conosciuta in tutto il mondo per il suo varo nel 1980, e hanno potuto imparare il suo funzionamento, tra atterraggi, decolli e altri interessanti passaggi del processo che si svolge da anni a bordo di tale struttura. Si sono svolti anche viaggi didattici, con visite a musei, aeroporti e manifestazioni aeree itineranti. “Siamo riusciti a parlare con pionieri dell’aviazione e piloti di aerei da combattimento, veterani della guerra di Corea, piloti collaudatori civili” racconta Hall in un’intervista. La produzione infatti è stata affiancata da veri professionisti del volo, come Sean Bautista, un vero pilota di Cessna, Piper, F4 e altri, che ha risposto alle numerose domande tecniche della troupe, in particolare ha dato informazioni molto utili al funzionamento e alle possibilità di Dusty, dapprima principiante atterrito dalla paura di volare e poi, padrone di alcune manovre che gli permettono di entrare in gara e completare il circuito. Per avvicinare poi il tema del volo al linguaggio cinematografico, è stato chiamato Jason McKinley, creatore, produttore e regista della serie Dogfights per History Channel, che è uno vero e proprio specialista del volo per i film e quindi riesce a disegnare perfettamente gli effetti di volo per cinema e televisione. “Gli aerei devono essere di dimensioni reali, il contesto deve essere di dimensioni reali e devi far volare l’aereo alla velocità a cui può effettivamente volare. Con ogni scena di volo c’è un cielo enorme. Abbiamo voluto trasmettere al pubblico quella grandissima sensazione di spazio e velocità” dichiara McKinley.

Ogni lavoro di animazione richiede una particolare attenzione agli effetti visivi, alla grafica, ai colori e soprattutto alla dinamicità che l’insieme fa nascere sul grande schermo, ma non è da sottovalutare anche la sfera emozionale dei personaggi del film animato, che contribuisce inequivocabilmente al successo finale. Oltre gli esperti di volo, di velocità e di tecniche aeree, il contributo fondamentale è stato quello di uno psicologo, specializzato nello studio e nella cura delle fobie. Infatti, grazie a John Tsilimparis, psicoterapeuta che ha curato molte persone affette da disturbi di ansia o attacchi di panico, la produzione di Planes ha potuto rendere al meglio le sensazioni e la paura di Dusty, quando doveva alzarsi da terra e provare a volare veloce e in maniera acrobatica. “La paura delle altezze o acrofobia è caratterizzata da sintomi di vertigini, sudorazione, tremore, scarsa salivazione, respiro affannoso e incapacità di parlare o pensare lucidamente. Il dilemma di Dusty è molto umano e abbiamo ragionato sul suo dolore” afferma Tsilimparis. E’ curioso quindi notare come, anche un film d’animazione, considerato un prodotto per gli spettatori più piccoli, sia così curato sotto ogni punto di vista, per essere non solo fonte di intrattenimento, ma anche educativo e esplicativo.

Scritto da Letizia Rogolino
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