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Promises Written In Water, grande film, regia superba: sotto ogni punto di vista…

Personaggi, Recensioni

07/09/2010

Tipo veramente strano Vincent Gallo, oggi hanno messo un avviso per la stampa che il regista ha annullato la conferenza stampa e ogni incontro con i giornalisti per parlare del suo straordinario film in concorso: Promises Written in Water. Non è che la cosa ci stupisca, Gallo lo conosciamo da tempo, ed è un tipo che fa solo di testa sua. Se ne frega completamente di qualsiasi impegno istituzionale ci possa essere nel presentare un’opera in una manifestazione come questa… ma anche al Festival di Cannes per The Brown Bunny, che fu fischiato e maltrattato alla grande, lui aveva risposto malissimo a molti giornalisti, abbandonando ad un certo punto la conferenza stampa.

Detto questo, solo per farvi sapere che non abbiamo sue dichiarazioni, non ha nemmeno fatto stampare il pressbook del film. Gallo lo abbiamo lasciato nel ruolo di Tetro, nel vorticoso, strabiliante e controverso Segreti di famiglia di Francis Ford Coppola, e lo ritroviamo alla sua terza regia con una storia toccante che narra il viaggio nel dolore di una donna con uno stile assolutamente anarchico tipico dell’autore di Buffalo ’66. 

Come abbiamo detto all’inizio, superbo Gallo, nel bene e nel male. Eccessivo, ribadiamo lo scandalo che la sua seconda regia The Brown Bunny fece al Festival di Cannes nel 2003, dato che la pellicola finiva con un lunghissimo primo piano di una fellatio che Cloë Sevigny faceva a Vincent Gallo.

Vincent, che vive da quando ha 18anni a New York ora ne ha – portati benissimo – 49, nasce come artista interessato a varie discipline: dipinge – è stato grande amico di Jean-Michel Basquiat, suona, fa regia e interpreta solo i film che gli interessano. Eccessivo e senza mezze misure, prendere o lasciare. Per questo è tanto amato quanto detestato. E’ circondato da un’aura dannatamente indie e fa solo e soltanto ciò che gli pare e piace. E’ lui il primo ad ammetterlo. Per questo il suo Promises Written in Water è un film che era attesissimo qui al Festival e che ha completamente diviso pubblico e stampa. Marco Müller ha affermato: “Vincent Gallo è un talento unico. Qui al Festival è presente con un film in concorso, come attore di un altro film in concorso quello di Skolimowski e come regista di un corto dal titolo The Agent nella sezione Orizzonti. Questo vi fa già capire quanto apprezziamo il suo lavoro. In particolare Promises Written in Water mi ha colpito per l’uso della macchina da presa utilizzata con estrema libertà e al contempo capace di colpire lo spettatore direttamente al cuore”.

La storia è pesantissima quanto realistica. Una storia d’amore tra due persone profondamente in crisi e con una situazione piuttosto rara e disperata. Una malata terminale, Mallory, rifiuta le cure e intraprende un suo personalissimo percorso nel dolore in compagnia di un ‘fotografo’, molto riservato che nasconde gravi segreti, Kevin. All’uomo viene fatta una richiesta molto precisa da Mallory: porre fine alla sua vita il più presto possibile e poi cremarla. Queste sono le sue volontà.

Promises Written in Water è veramente una bomba che esplode e scaraventa lo spettatore negli abissi della sua anima portando alla luce tutta la sofferenza e la disperazione che l’esistenza di un essere umano può avere nel suo destino. Mallory è la bellissima Delfine Bafort mentre Kevin è interpretato da Vincent Gallo ed è molto intensa la sua interpretazione, di quest’uomo che si ritrova in una situazione, poco confortevole, e riflette cambiando totalmente il suo modo di vedere e pensare alla morte. Il film segna il debutto come attore di Sage Stallone, figlio del grande Sylvester.

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
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