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Prima dell’alba - Recensione A Single Man

Attualità, Recensioni

11/01/2010

L’esordio dietro alla macchina da presa dello stilista Tom Ford è tratto dal romanzo di Christopher Isherwood ed è ambientato nei primi anni Sessanta.

La storia è quella di un professore universitario inglese trapiantato a Los Angeles che incontriamo nel momento più difficile della sua vita, all’indomani della morte del suo compagno con cui ha vissuto per sedici lunghi e felici anni.

Il lavoro di Ford, però, come quello di tutti i grandi artisti visuali trascende, ovviamente, la mera trama e sublima questo dramma esistenziale e d’amore in un film dove i giochi di colori e il punto di vista dell’autore sono impreziositi dalle interpretazioni straordinarie offerte da Colin Firth e da una fascinosa Julianne Moore.

Lungi dall’essere un film perfetto, ma al tempo stesso guidato da una regia raffinata e sofisticata così come le ambientazioni e i costumi, A Single Man è avvolto da una grande freddezza in cui la disperazione e la solitudine di un uomo cui è stato negato il permesso di andare al funerale dell’amato, sembrano riflettersi in una fotografia desaturata, e, di tanto in tanto, ravvivata dai colori di fugaci piacevoli incontri.

A Single Man presentato in concorso al Festival di Venezia e diventato, immediatamente, uno dei favoriti per la vittoria del Leone D’Oro segue solitudini differenti raccontando la storia d’amore spezzata al centro della trama grazie ad una serie di flashback che rappresentano alcuni dei momenti più interessanti del film.

Il filo dei ricordi, la prospettiva di un futuro solitario, gli incontri talora sorprendenti di una giornata particolare di un uomo che vive una quieta disperazione, fanno di questo film, una pellicola molto interessante, con un finale con tanto di voce fuori campo, probabilmente, non all’altezza del resto.

Elegante e intelligente, il personaggio interpretato da Colin Firth maschera, attraverso dialoghi puntellati di humour, una profonda inadeguatezza a sopravvivere.

L’ apparente incapacità di andare avanti coincide con una serie di strani incontri: uno studente intraprendente, un affascinante ragazzo spagnolo che ricorda James Dean, un’amica di gioventù, abbandonata dal marito, che gli rinfaccia l’impossibilità di essere amata. E’ una serie di circostanze a cambiare i progetti dell’uomo e a sorprenderlo più volte con continui rovesciamenti di fronte che trasfigurano questa storia in un altro amore spezzato dal caso.

Un film su come la vita ti sorprende fino alla fine chiedendo – e non è poco – in cambio di avere sempre e comunque l’ultima parola. Alle volte quella a lunga invocata e che, poi, alla fine non volevamo più sentire pronunciare.

 

 

Scritto da Marco Spagnoli
VOTO
 

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