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Pollo alle Prugne, ritorna la Marjane Satrapi di Persepolis!

Attualità, Personaggi

03/04/2012

Dagli autori di Persepolis, gli ultimi otto giorni di vita di un musicista costretto al silenzio. Come dicevamo non si tratta di un film di animazione questa volta. L’opera seconda dell’iraniana che vive in Francia Marjane Satrapi e del suo aiuto Vincent Paronnaud, autori dello splendido Persepolis del 2007, capolavoro di tecnica e creatività, ironia e coerenza che al Festival di Cannes – dove fu proiettato in concorso – strappò applausi interminabili aggiudicandosi il Prix du Jury.

Poulet aux Prunes – traduciamo Pollo con le prugne – è invece una trasposizione live action di una graphic novel di Marjane Satrapi, tecnicamente è un ‘cinecomic’, come Batman o X-Men per essere precisi. Ma, al pari del suo ‘rivale’ in concorso il fumettista Gipi con L’ultimo terrestre, nasce da una idea diversa di fumetto, quello letterario e d’autore, dove l’estetica del comic – sequenzialità, temporalità, relazione tra parola e immagine – soggiace al progetto del suo creatore.

E, al pari del film di Gipi, che non è tratto da una graphic novel ma ne desume senz’altro le qualità estetiche, anche Poulet aux Prunes supera il fumetto, assorbendone la carica espressiva per restituirla in un film recitato in carne ed ossa e da attori fantastici su cui svetta il fantastico Mathieu Amalric, Maria de Medeiros e Isabella Rossellini.

Una curiosa coincidenza fra autori, disegnatori, artisti così diversi ma con esigenze in comune come il nostro Gipi, una iraniana e un francese. Una esigenza che porta creatori di figure su carta a fare diventare i loro personaggi esseri umani in carne ed ossa. Ovvero il potersi avvalere di immagini reali, partendo sempre da segni grafici che diventano però ‘fotografie’ animate da esseri viventi.

L’opera seconda di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud racconta una vicenda ancora una volta allegorica della condizione dell’Iran, ma anche dell’esistenza di chi perde il proprio centro, i motivi, le ragioni per le quali continuare a vivere. Nasser Ali Khan (Amalric) è un celebre suonatore di tar che, perdendo il proprio strumento – sia in senso reale che metaforico – finisce con il perdere ogni ragione di vita.

Téhéran, 1958. Nasser-Ali, un famoso suonatore di tar, incontra la sua amata Irâne per strada, ma lei non lo riconosce. Durante questo incontro fortuito scopriamo che, a causa di un litigio, sua moglie ha distrutto il suo prezioso strumento musicale. Poiché nessun tar riesce più a procurargli il piacere di suonare, Nasser-Ali decide di morire.

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
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