questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Potiche: Quella bella ‘statuina’ di Mademoiselle Catherine Deneuve

Attualità, Interviste, Personaggi

04/09/2010

VENEZIA. Non finisce mai di stupire François Ozon e neppure Catherine Deneuve che, come oramai fa da molti, anni si mette in continuazione in gioco come donna e, soprattutto come attrice. Potiche ne è l’ennesima conferma ed è un film delizioso, ambientato nel 1977, dove una donna, Suzanne, figlia di un proprietario di una fabbrica di ombrelli, ha lasciato tutto in mano al marito Robert (uno sconvolgente, tanto è bravo Fabrice Luchini) per fare la ricca casalinga. Come la chiamano i suoi figli: una ‘potiche’, una bella statuina, un souvenir che non deve avere idee, pareri, ma occuparsi del giardino e delle sue passeggiate nei boschi. Ma quando il marito, un padrone tiranno oltre che donnaiolo e traditore incallito, viene sequestrato dagli operai, sarà Suzanne a prendere il comando della fabbrica. E con la sorpresa di tutti, a cominciare dalla sua famiglia, si scoprirà che lei è una donna intelligente, capace, che ha fatto la sua vita e avuto le sue avventure, e con una determinazione fuori dal comune. Una per tutte un’avventura con il vice-sindaco della città Monsieur Babin, ovvero Gérard Depardieu, con il quale la Deneuve lavora a cicli alterni ma che insieme sono sempre una certezza. Ma anche con l’aiuto, in un primo momento di Monsieur Babin, le difficoltà per salvare il mondo della fabbrica, della sua famiglia: i Pujol e dell’intera cittadina, non sono pochi. Suzanne però è quasi ‘magica’, sembra provenire da un altro universo e tutto diventerà più bello, colorato, caloroso e dolce come lei, dopo il suo intervento. Tanto che dopo aver salvato la fabbrica (la Deneuve che ha stravolto il mondo del cinema con la sua bellezza proprio con uno dei suoi primi film: Les Parapluies de Cherbourg; si vede che gli ombrelli le portano fortuna), si mette in testa di salvare il suo Paese: la Francia.

Gli scandali annunciati visto che il film è diretto da un regista camaleontico come Ozon non esistono se non a parole. Di tradimenti e di cose non dette è pieno il film ma la volgarità non è di casa in questa pellicola piena di colori, canzoni e, dove, la pesantezza della vita viene affrontata con una ironia e un divertimento che è difficile trovare oggigiorno. Una graditissima sorpresa, questo secondo film francese in concorso.

“Conoscevo Jacqueline Maillan – afferma una sempre splendida Catherine Deneuve, quando una donna ha classe anche se passa il tempo il fascino rimane intatto – ma non la piéce di Barillet e Grédy da cui è tratto il film, che, tra l’altro continuo a non avere letto. Ma io amo molto François Ozon, trovo che sia un uomo, un regista di raro talento e appena mi ha parlato di questa commedia e del progetto di adattarla l’ho trovata una idea straordinaria. Innanzitutto per come lavora lui: conosco la sua capacità di trasgredire e di presentare in una chiave molto moderna, acuta e ironica una pièce boulevard – e non intendo boulevard in senso dispregiativo. Ho subito immaginato cosa sarebbe stato in grado di fare con un soggetto simile. E poi c’era il piacere di lavorare di nuovo con lui…”. Ricordiamo che Catherine Deneuve ha già fatto 8 Donne e un Mistero, anni fa, con Ozon.

La Signora di Francia racconta quanto si è divertita in questo ruolo di donna con una facciata svagata, da persona vuota senza personalità che nasconde invece una forza e un carattere eccezionale. “Tantissimo – debbo dirvi – è molto difficile trovare personaggi esilaranti come Suzanne. Solo Bunuel ha descritto caratteri simili. Pensate solo al titolo Potiche che in francese significa letteralmente una specie di grosso vaso o un altro oggetto decorativo privo di valore che si mette su un mobile o sulla mensola del camino al solo scopo di arredare un locale, e poi uno se ne dimentica per anni. Nel linguaggio corrente, la stessa parola viene utilizzata in senso dispregiativo per indicare una donna che non ha un ruolo e vive nell’ombra del marito. In Francia, alcune mogli di politici, in particolare Madame Chirac, o, in qualche caso, le donne della politica, come ultimamente Ségolène Royal, sono state spesso criticate e definite delle ‘potiche’, delle belle statuine. E’ chiaro che a volte questa definizione ha un senso mentre molte altre, come insegna anche il nostro film, è solo una definizione ingiusta e spesso maschilista”.

“Voglio aggiungere che Suzanne – afferma la Deneuveè un misto di comicità ed emozione. Volevo assolutamente essere sincera, interpretare il mio personaggio e le varie situazioni con la maggiore naturalezza possibile. Ho cercato di non cadere mai nell’artificio, di essere il più ingenua possibile, di suscitare l’empatia dello spettatore nei confronti di Suzanne, di esprimere le vessazioni che subisce da un marito molto autoritario. Quindi, quando poi accede al potere, lo spettatore ha voglia di quel capovolgimento, è contento di quella rivalsa”.

Potiche è un film distribuito dalla BIM e arriverà nelle sale italiane il 12 novembre.

Non perdetelo!

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA