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Populaire: Tutti i battiti di una macchina da scrivere!

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11/11/2012

Segnatevi il titolo: Populaire. Il regista: Régis Roinsard e i due interpreti, il divo francese oltre che eccellente attore, Romain Duris, e la giovane attrice belga Déborah François. E la distribuzione: Bim, perché il film è stato acquistato da loro e quindi arriverà nelle nostre sale anche se non sappiamo ancora darvi una data precisa.

Presentato Fuori Concorso al Festival del Film di Roma, Populaire, è un vero gioiello. Una commedia ambientata in Francia con un finale a New York imperdibile per la leggerezza con cui racconta una storia molto particolare e una romanticissima love story. Con due protagonisti perfetti nei loro ruoli e una ricercatezza nelle scenografie, nella scelta degli abiti, nell’estetica dei protagonisti (il precisissimo taglio di capelli di lui come la coda con frangetta sui soffici capelli biondi di lei ci rimandano alle icone del cinema americano degli anni ’50), ai colori e le musiche: tutto di rara raffinatezza. Populaire ha la patina di una pellicola di Alfred Hitchcock, il personaggio di Rose potrebbe essere uscito da Marnie o La finestra sul cortile, mescolato con quella leggerezza narrativa che nasconde una grande profondità di sentimenti che aveva un altro genio, Billy Wilder.

Francia 1959. Rose Pamphyle vive con il padre vedovo e sembra destinata  ad una tranquilla esistenza da casalinga. Louis Echard, il direttore di una agenzia di assicurazioni, sta cercando una segretaria… il colloquio si rivela un disastro e anche l’approccio tra Rose e Louis. Ma Rose mostra un particolare talento: è capace di scrivere a macchina con straordinaria velocità. L’uomo la trasformerà nella dattilografa più veloce di Francia, anzi del mondo! Ma lo sport non sempre si mescola bene con l’amore…

Populaire è una commedia romantica che tiene gli spettatori con il fiato sospeso per gli sprint di gara e per i sobbalzi del cuore. Una relazione fra un uomo e una donna molto attraenti che si nutre di schermaglie amorose e dialoghi piccanti - tra due reticenti innamorati – che prende spunto da capolavori come Susanna di Howard Hawks con Katherine Hepburn e Cary Grant. Quando Rose arriverà a partecipare al campionato mondiale per la dattilografa più veloce del mondo che si tiene a New York, i colpi che dà alla sua macchina da scrivere, ogni volta che deve iniziare un nuovo paragrafo, sono i colpi che la vita le ha inflitto. Non si può avere tutto nella vita, a maggior ragione se parti dal nulla e pensi di non meritarti nulla, e così o la fama o l’amore. Ma, per fortuna, siamo in una commedia e l’amore sarà più forte di qualsiasi foto sulle riviste più glamour della Terra, e lui ritornerà nella maniera più emozionante e fiabesca che una donna possa sperare. Una magnifica sorpresa questo film francese che, ad iniziare dai super-creativi titoli di testa, mantiene la stessa freschezza, eleganza e passione fino alla fine.

A presentare il film, Fuori Concorso, al Festival di Roma arrivano il giovane regista - si tratta di un’opera prima! – e l’attrice Déborah François. Peccato, avremmo visto con piacere Romain Duris ma non è arrivato mentre ricordiamo che, nel cast, vi è anche Bérénice Bejo, attrice di The Artist.

Monsieur Roinsard questa è un’opera prima per lei come regista e anche in veste di sceneggiatore insieme ad altri due autori, anche loro, alla loro prima esperienza. Come vi è venuta questa idea? “Il film è nato perché io un giorno ho visto un documentario sulla storia della macchina da scrivere, nel quale si metteva in evidenza, quanto, soprattutto negli anni ’50 i campionati di dattilografia erano importanti. Ho trovato tutto questo folle ed affascinante, così ho deciso di inserirci una bellissima ma non banale storia d’amore, con una donna molto forte ed indipendente per l’epoca e con il capo bello ma che non ci prova con lei, ed è nato Populaire. Una pellicola che definirei: amore e sport. Due che si allenano all’amore e a vincere i campionati di velocità nel battere a macchina".

Ultimamente ci pare che il cinema francese goda di ottima salute. Nel suo film lei ha Bérénice Bejo che è interprete e moglie, nella vita, del regista di The Artist. Come si spiega questo momento favorevole? “Penso che la forza del cinema francese, al momento, stia nella sua capacità di osare. The Artist ne è un grande esempio: film muto, in bianco e nero… che vince una marea di premi per poi arrivare al premio dei premi ovvero l’Oscar. E, anche, Populaire nel suo piccolo è un film che osa moltissimo. Il mio film di debutto, e si sa che il primo film è la carta da visita per uno che vuole fare il regista, è stato veramente una grande sfida. Primo è un film molto costoso, ambientato nel 1959, con una storia particolarissima e una star del calibro di Romain Duris. Non è stato facile trovare un produttore che ci credesse e investisse 15 milioni di euro con queste premesse. Fortunatamente lo abbiamo trovato ed è un uomo molto coraggioso”.

Come mai un film ambientato negli anni ’50, lei è così giovane, di certo non c’era… “E’ vero sono piuttosto giovane e negli anni cinquanta non c'ero ma da quando sono piccolo sono un grande fan degli anni '50 ed è stato l'amore per quel periodo che mi ha fatto scrivere questo film. Mi piace quel periodo, quando la gente si sentiva viva, piena di ironia, perché la guerra era finita e si ri-iniziava a vivere. E, poi, adoro l'estetica di quegli anni”.

Però Populaire rimane un film estremamente moderno. La splendida scena d’amore tra Rose e Louis non è girata in stile anni ’50? “Non ho mai voluto fare un film omaggio agli anni '50 ma un film ambientato negli anni '50 tenendo però il mio stile, niente nostalgia, niente parodia ma un film moderno. La scena d'amore tra Rose e Louis sì, avete ragione, non si sarebbe potuta girare negli anni cinquanta in questo modo ma io ho voluto girarla così perché è dolce, sensuale e riflette la passione che da almeno un anno i due hanno tenuto repressa dentro di loro, senza farne però una scena da indemoniati del sesso, che non avrebbe avuto alcun senso nel rispetto dei caratteri dei due protagonisti”.

Ci sono molti riferimenti a film ed icone del cinema di quel periodo. Duris con un taglio alla Cary Grant. François che sembra Audrey Hepburn o Tippi Hedren… “Certamente ci sono moltissimi riferimenti. Ma più che riferimenti direi che sono ispirazioni di tipo estetico che mi hanno aiutato a dare anima ai personaggi. Louis, ad esempio, fuma in continuazione, come era tipico di attori come Bogart o Rock Hudson. Ma io ho una immaginazione piuttosto caotica e varia e, ad esempio, per Rose ho pensato anche a Britney Spears e Lady Gaga".

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
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