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Polisse: la polizia raccontata da Maiwenn Le Besco

Attualità, Personaggi

24/01/2012

“Di cosa è fatta la routine quotidiana degli agenti di polizia della Sezione Protezione Minori? Arrestare pedofili, acciuffare piccoli borseggiatori e poi riflettere sui rapporti interpersonali durante la pausa pranzo; interrogare genitori che abusano dei figli e raccogliere le deposizioni dei bambini, affrontare adolescenti dalla sessualità fuori controllo, gioire per la solidarietà dei colleghi e scoppiare a ridere in modo irrefrenabile nei momenti più inaspettati. Sapere che al peggio non c’è mai fine e tirare avanti con questa consapevolezza. Fred, il ribelle del gruppo della Squadra protezione minori di Parigi, s'invaghisce di Mélissa, fotografa incaricata dal ministero dell'Interno di dedicargli un reportage. Divisa tra l'irruento Fred e François, il suo infedele marito, ricco direttore d'orchestra, Mélissa sarà costretta a scegliere tra una vita di agi e l'avventura che le offre Fred…”.

Presentato nella Selezione Ufficiale Concorso (dove ha vinto il premio speciale della Giuria) dello scorso Festival di Cannes, sarà nelle sale grazie a Lucky Red il 3 Febbraio, Polisse, presentato questa mattina a Roma dalla regista Maiwenn Le Besco e dal nostro Riccardo Scamarcio.

Si tratta di un progetto che la regista voleva portare sul grande schermo da molto tempo: ci è riuscita grazie al supporto della sceneggiatrice Emmanuelle Bercot.

Come è nata l’idea del film su una sezione di polizia incaricata della protezione dei minori? “ Dopo aver visto un documentario sulla Sezione Protezione Minori – spiega la regista, anche protagonista della pellicola - Per essere sicura di voler davvero scrivere una sceneggiatura sulla Sezione, sentivo di dover conoscere la vita degli agenti. Volevo trascorrere del tempo con loro, ascoltarli e osservarli nella loro vita di tutti i giorni. Questo ha richiesto un lavoro lungo e faticoso. Quello che ho scritto è basato esclusivamente su fatti ai quali ho assistito personalmente. Volevo conoscere quello che fanno quotidianamente questi poliziotti, e non volevo eliminare nessuna delle situazioni di fronte alle quali possono trovarsi, giorno dopo giorno”. La Le Besco ha poi spiegato che tutto il cast composto da Riccardo Scamarcio, Sandrine Kiberlain, Karin Viard, Nicolas Duvauchelle, Marina Fois, ed Anthony Delon, hanno partecipato ad un workshop, con due ex‐agenti della Sezione Protezione Minori per una settimana, lavorando otto ore al giorno, documentari sull’incesto e su ogni genere di casi della polizia: traffico di droga, microcriminalità e criminalità organizzata.

Non appare in moltissime scene Riccardo Scamarcio, che però si è definito entusiasta del lavoro svolto. “Sono molto fiero di questa pellicola – dichiara – Mi ha dato l’occasione di improvvisare in francese e mi dato un senso di grande tenerezza nei confronti dei bambini e coinvolti nella storia. È speciale perché affronta il tema della pedofilia in modo molto originale”. Gli fa eco la regista: “Non stavo cercando un attore internazionale, ma qualcuno di carismatico e mi hanno parlato di Riccardo. All’inizio delle riprese il suo era un ruolo più ampio. Volevo puntare sul menage à trois tra me, il suo personaggio e quello del poliziotto in modo da offrire al pubblico una panoramica a 360 gradi sulla vita borghese incarnata da Scamarcio e sulla povertà del poliziotto alle prese con una vita dura, ma mi sono resa conto troppo tardi che non avrebbe funzionato e avrebbe distratto il pubblico, quindi ho dovuto tagliare”.

Dal 3 Febbraio nelle sale

 

 

Scritto da Manuela Blonna
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