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Pippo DelBono “Qualcosa può cambiare”

Conferenze stampa

21/06/2013

Amore Carne uscirà in sala il 27 giugno distribuito dalla Tucker Film e in contemporanea in Francia, dopo essere stato presentato con successo al Festival di Venezia e prossimamente al Festival di Pesaro.

Il film di Pippo DelBono girato con il telefonino e una piccola camera, è un viaggio fatto di momenti unici, incontri ordinari o straordinari, da una camera d’albergo a Parigi a un’altra a Budapest, attraverso testimoni famosi, altri no, che dicono o danzano la loro visione dell’universo. "Il cinema di Pippo nasce in un continente visivo dove le persone si mettono in discussione e sanno di poter sbagliare." dice Marco Muller, Direttore del Festival di Roma che con l'artista ligure ha collaborato a metà degli anni Novanta quando faceva il produttore " Il cinema italiano di oggi è molto più vario di quello che si possa pensare DelBono si distingue da tanti altri registi che operano in Italia. Il lavoro di Pippo mi ha sempre sorpreso." 

Amore Carne film intimo è un viaggio in soggettiva dentro e fuori di sé, passando per l’addio a Pina Bausch, incontrando Tilda Swinton e Marisa Berenson, accompagnato da Marie-Agnès Gillot étoile all'Opéra di Parigi e i suoi inseparabili Bobò e gli straordinari musicisti Alexander Balanescu e Laurie Anderson.

"Girare con un cellulare" spiega DelBono "mi ha permesso di avere uno sguardo diverso, di guardare e di lasciarmi guardare. Si crea un'esperienza diretta con il mondo. Il rapporto è più fisico. Quando io ho il mio telefonino in mano posso danzare dietro alla camera…Nel cinema posso, con una videocamera o con un telefonino incrociare destini che altrimenti difficilmente si troverebbero." Pippo Del Bono spiega "Ho sempre creduto nell'arte come apporto di follia. Nel nostro paese, rispetto altri come la Francia, purtroppo non si crea più nulla. Siamo qui in un paese altrimenti morto."

Muller, citando Godard, osserva: "Il cinema non è solo un'arte, una tecnica, ma è anche un 'mistero'. Molti registi entrano in quel mistero e scelgono la loro strada per procedere in una determinata direzione. Pippo ha la percezione di questo percorso che segue alla sua maniera e non è un caso che lui abbia iniziato a fare cinema dopo una generazione di registi che ha lavorato per l'innovazione. Pippo è l'erede di quelli ed è molto diverso: non soltanto per la radicalità del suo cinema, ma soprattutto per la dimensione estetica del suo lavoro. I suoi esordi sono stati frammentati e complicati, il suo modo di fare stare insieme il lavoro lo ha fatto piombare su un panorama altrimenti addormentato." 

Pippo DelBono dice "Nella vita sono un casino, ma nell'arte sono molto lucido: il cinema non è un passatempo. Almeno non solo. Citando la Bibbia c'è un tempo per stare lucidi, un tempo per riposarsi. Quello che facciamo è provare a cambiare quello che hai intorno. Qualcosa può cambiare. Io non credo che la gente voglia divertirsi soltanto. In un paese culturalmente morto, parlare di nuovi linguaggi diventa importante. La tecnologia, oggi, ci consente di restituire la possibilità di uno sguardo a tutti coloro che fino adesso non ce l'hanno avuto. Si può inventare un nuovo cinema per raccontare il nostro paese in maniera diversa."

L'artista conclude "La notorietà che mi ha dato il lavoro teatro fa sì che io possa uscire al cinema con un film come Amore Guerra. Quella di aprire la strada è una bella responsabilità, ma è anche il segno della possibilità di cambiare e di dare vita, magari, ad un movimento. Il piacere personale, alla mia età, non mi interessa: la vera soddisfazione sta nel vedere le cose cambiare intorno a te. Non è vero che la gente vuole sempre le stesse cose. Io sono convinto che il pubblico vuole essere sfidata. Il problema non sono gli artisti, bensì i produttori e i distributori che hanno paura. Gli artisti fanno tenerezza pperché rischiano di essere schiacciati."  

 

Scritto da Marco Spagnoli
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