questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Pierfrancesco Favino è L’industriale, la crisi economica secondo Giuliano Montaldo

Attualità, Interviste, Personaggi

10/01/2012

"Nicola ha quarant’anni, vive a Torino ed è proprietario di una fabbrica, ereditata dal padre, sull’orlo del fallimento. Strangolato dai debiti e dalle banche, è orgoglioso, tenace, ha deciso di risolvere i suoi problemi senza farsi scrupoli, esattamente come le finanziarie che lo vorrebbero al tappeto. Dall’altra parte sua moglie Laura, è sempre più distante e Nicola lo sa, ma non fa nulla per colmare la distanza che li separa. Assediato dagli operai che lo pressano e in attesa di concludere una joint venture con una compagnia tedesca, Nicola avverte che qualcosa sta turbando il suo matrimonio, l’unica certezza che gli è rimasta. Ma invece di aprirsi con Laura comincia a sospettare di lei. E a seguirla di nascosto. Inizia così la lunga discesa nel baratro: i tedeschi rifiutano l’affare, Laura vuole separarsi e Nicola tira fuori il peggio di sé".

Presentato durante lo scorso Festival del Cinema di Roma, L’industriale di Giuliano Montaldo, è una pellicola mai così attuale, nel delicato periodo di crisi economica che il nostro paese sta affrontando. “L’idea del film è nata con la lettura delle frequenti notizie dedicate al disastro economico in piena ebollizione – spiega il regista - vicende di soldi andati in fumo e di attività chiuse, di cui siamo tutti vittime e spettatori impotenti. L’ho girato a Torino, ma potrebbe essere ambientato in qualsiasi altra città italiana”. La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Montaldo insieme ad Andrea Purgatori. Protagonista è Piefrancesco Favino, il golden boy della prossima stagione, con bene tre pellicole in uscita (tra le quali il già discusso Acab). “Questo non è solo un film sulla crisi economica – dice l’attore - E’ una storia che si muove su questa realtà che non è da spiegare perché oramai purtroppo ci è familiare. Oggigiorno si parla tanto di soldi e molto poco della vita. Ci sono persone che stanno al potere e parlano solo di numeri, ma chi parla di numeri ha i soldi e, chi invece, ha il problema di non sapere come comprare il latte di questi numeri non sa che farsene. Siamo alla lotta quotidiana".

“Quando penso al nostro lavoro a Torino penso a due emozioni ben distinte legate al caldo e al freddo – continua Montaldo - Il calore della vicinanza amichevole e solidale di tutti i compagni di lavoro; il freddo, invece, dal gennaio e dal febbraio piemontesi tra gelo e nevischio. Questo clima si percepisce sullo schermo e si capisce anche bene che abbiamo scelto di ambientare la nostra storia in un’indefinita città industriale semivuota, con poche auto".

Ad affiancare Favino Carolina Crescentini, già diretta da Montaldo ne I demoni di San Pietroburgo e da lui apprezzata sin dai tempi del Centro Sperimentale di Cinematografia, Francesco Scianna ed il bravissimo Andrea Tidona. “ La mia Laura è una donna controversa – spiega la Crescentini - è in grande crisi esistenziale e non ce la fa più. Vuole aiutare il marito che ama moltissimo ma lui non glielo permette e così cerca qualcuno che possa farla ridere, farla sentire, riconoscerla, e non trattarla come se fosse un essere invisibile”. Favino ringrazia Montaldo per questa opportunità: “ Questa pellicola tocca dei temi a me molto cari – conclude - il tema del lavoro e di come attualmente lo si sottovaluti. Io amo lavorare, faccio quello che sognavo e mi ritengo fortunato. Ho 42 anni, sono un attore maturo e non un esordiente . Non se ne può più in questo Paese di considerare giovani gente di settant’anni. Io ne ho quaranta e sono un adulto, i giovani sono quelli di vent’anni. La crisi che ci circonda, è secondo me non solo economica, ma morale, etica, dovuta anche a questo modo vecchio, inutile, di pensare. Così non si va da nessuna parte, si tira a campare, fino poi a scoprire che anche quel modo di vivere ha una sua fine".

Prodotto da Bibi Film in collaborazione con Rai Cinema, e con il sostegno della Film Comission Torino Piemonte e della Regione Piemonte, L’industriale è stato riconosciuto film di Interesse culturale dal Ministero per i beni e le attività culturali. Ad affiancare Montaldo in regia la moglie Vera Pescarolo; una menzione speciale va all’ottima fotografia di Arnaldo Cantinari.

Montaldo che cosa si augura per questo film? “Che faccia riflettere gli spettatori. Vorrei che alla fine della proiezione fuori dalla sala si creassero dei capannelli di persone pronte a discutere, o anche a litigare sulla. Se questo succede il film ha vinto, vuol dire che se ne parla, che è un film che rimane. Spesso accade e allora viva il cinema”.

Nelle sale da Venerdì per 01 Distribution

 

Scritto da Manuela Blonna
Tag: non vi sono tags per questo articolo
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA