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Pierfrancesco Favino

30/09/2005
Tra le tante ottime interpretazioni all'interno di Romanzo Criminale, il film che Michele Placido ha tratto dall'omonimo libro di Giancarlo De Cataldo, una particolarmente notevole è quella di Pierfrancesco Favino. L'attore romano interpreta 'il Libanese' la mente criminale della Banda della Magliana che ha dato vita a tutto quanto. Un personaggio complesso che Favino ha affrontato con lo stile e il talento che contraddistinguono il suo lavoro.
Romanzo Criminale è un film molto moderno. Da come lo ha accolto il pubblico sembra che il nostro paese sia finalmente pronto per un nuovo tipo di cinema…
Io penso che il pubblico sia sempre stato pronto. Non so perché il cinema italiano abbia preferito mantenere un certo tipo di 'respiro corto'. Sicuramente le ragioni sono tante, ma non credo che abbiano a che fare con delle esigenze particolari in tal senso da parte del pubblico. Non è un caso che Romanzo Criminale sia ambientato in un momento storico diverso dal nostro. Probabilmente questa ambientazione ti dà la possibilità di guardare alla storia con un altro spirito e di trarre anche un certo tipo di bilancio. Forse l'intimismo evita questo tipo di problemi ovvero l'avere a che fare con un cinema di impegno civile che ti obbliga a riflettere su quello che ti accade intorno.
Per quanto popolare il suo personaggio assurge ad una grandezza quasi 'shakespeariana'…
Tutti i personaggi del film vivono qualcosa del genere. L'intuizione felice di De Cataldo è stata quella di prendere a prestito dalla realtà dei personaggi di strada trasformandoli in eroi da tragedia greca. Queste - pur essendo ispirate a dei ragazzetti romani realmente vissuti - sono figure tragiche prese a prestito da Omero piuttosto che dalle tragedie shakespeariane. Le dimensioni dei sentimenti che li agitano sono enormi e questo consente al film di offrire più livelli di lettura. La storia, infatti, non è solo 'romana' , ma noi siamo stati attenti a cercare qualcosa di più universale attraverso una ricostruzione filologica di un romano che - comunque - non esiste più.

Scritto da ADMIN
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