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Pieraccioni: “speriamo che Renzi non ci rubi il mestiere…”

Interviste, Personaggi

05/12/2013

 

E' un Pieraccioni a tutto campo quello che presenta il suo nuovo film, 'Un Fantastico via vai', cinepanettone in uscita nelle sale italiane. Il comico toscano lo ha mostrato alla stampa insieme a tutto il suo nutritissimo cast 'all star', da Serena Autieri a Giorgio Panariello, passando per il solito incontenibile Massimo Ceccherini. Con loro anche Paolo Genovesi, per la prima volta sceneggiatore di una pellicola del Leonardo nazionale.
Come e' andata in fase di scrittura ce lo racconta proprio Genovesi: "Leonardo non solo recita il suo ruolo in fase di sceneggiatura, ma imita tutti i personaggi alla perfezione, quindi vedi il film mentre lo scrivi, un'esperienza stimolante per uno sceneggiatore" .
'Un fantastico via vai' arriva in sala con altri probabili campioni d'incassi. E allora chi teme di più Pieraccioni in questa battaglia del Natale in sala: "Io temo Lo hobbit perché piace a tutti, grandi e piccoli e perché è brutto. Allora noi abbiamo preso Ceccherini per combattere Lo Hobbit sul suo stesso campo, la bruttezza".
Scoppiettante come sempre Pieraccioni non tralascia la battuta sull'attualità quando parla del sindaco Renzi: "Matteo? Sono preoccupato, perché se comincia a fare sto mestiere nostre non c'è Zalone che tenga. Pure Carlo Conti e' preoccupato per L'eredità... Potrei fare coppia con lui, io la spalla naturalmente e lui il comico. Speriamo che faccia il presidente del consiglio se no per noi attori son dolori..." .
La commedia 'biennale' di Pieraccioni arriva in un Natale di piena crisi, come forse non ce la saremmo aspettata due anni fa, sentiamo come la vede il regista: "Da sempre, ma proprio dall’inizio del cinema, le commedie sono il genere più amato, rassicurante, di evasione dalla realtà, anche da quella grigia che stiamo vivendo, con la gente che esce poco, va malvolentieri anche al cinema. Io poi c’ho l’happy end tatuato, da quando a 18 anni vidi Flashdance e ne rimasi folgorato. C’è chi è stato folgorato sulla via di Damasco e io sono stato folgorato sulla via del Servizio Militare mentre guardavo quel film. Allora mi dissi, se mai farò il regista voglio che la gente esca dal cinema con quella sensazione di buonumore che io sto provando ora.
Detto questo nella mia nuova commedia dove non c’è la storia d’amore, non c’è la bellona e soprattutto non si parla lo spagnolo con la ‘s’ finale a ‘tuttos’, lasciatemi almeno il lieto fine… I protagonisti, i quattro giovani e bellissimi e gli adulti, io, la Autieri, Ceccherini e Panariello, sono in una condizione di confronto, scontro, tra due generazioni ben precise, unite dall’happy ending".
In un film leggero e divertente Giorgio Panariello ha un ruolo molto comico che si confronta con un tema importante come il razzismo: "Bastasse il cinema a risolvere questi problemi sarebbe fantastico -sottolinea - Io sono un grande animalista ma ancora non capisco come si possa amare più le bestie che altri esseri umani. Bisognerebbe amare e basta!".

Scritto da Titta Digironimo
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