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Persepolis attaccato duramente in Tunisia

Attualità, Interviste

18/10/2011

(Parigi) – La Francia guarda con grande preoccupazione alle prossime elezioni presidenziali in Tunisia che si terranno nel fine settimana. L’assedio alla sede di Nessma Tv da parte di fondamentalisti islamici ha fortemente scosso il governo francese, preoccupato di potersi trovare un piccolo Iran a poche centinaia di chilometri dalle sue coste, soprattutto alla luce del fatto che il favorito alle prossime consultazioni è il neonato partito islamico chiamato Ennahda.

Tutto è iniziato quando Nessma Tv, la televisione che vede tra i suoi proprietari anche Tarek Ben Ammar ha annunciato di volere mandare in onda il film di Marjane Satrapi (nella foto), Persepolis che tanto successo aveva ottenuto al Festival di Cannes 2007 guadagnando il premio speciale della Giuria. Ad innescare l’indignazione popolare quello che i fondamentalisti considerano un vero e proprio sacrilegio: nel film, infatti, si vede, ad un certo punto, Dio. La raffigurazione del divino è infatti proibita dall’Islam. Pesrsepolis – peraltro visto di nascosto e apprezzato anche in Iran dalla resistenza al potere del Presidente Ahmaninejad – è stato, quindi, fortemente contestato dai musulmani tunisini moderati e no. Intervistato da Le Figaro Hamadi Ghebali, portavoce dell’Ennahda non ha lasciato alcuno spazio alla discussione “La regista è libera di dire ciò che vuole, ma la rappresentazione di Dio non è accettabile nella nostra religione.”

Ha detto Ghebali “Ogni società ha i suoi tabù le sue convinzioni sacre.” Non sono bastate le scuse ufficiali del Presidente di Nessma Tv Nabil Karaoui che ha, peraltro, affermato di essere sempre stato contrario al film e alla sua messa in onda, per placare gli animi della folla che riversatasi in piazza ha chiesto a gran voce che la Tunisia, presto, diventi un califfato islamico. In serata dopo che migliaia di ‘partigiani di Dio’ hanno manifestato in maniera molto chiassosa, alcune molotov sono state lanciate contro la residenza di Karaoui. Anche se i manifestanti appartengono ad una minoranza di ispirazione salafista la cui violenza è stata pubblicamente condannata dall’Ennahda resta la preoccupazione per un deterioramento del clima generale del paese e la messa all’indice di un film che racconta i sogni di una ragazzina durante una rivoluzione che l’ha deprivata del futuro.

La diretta interessata non sembra essere rimasta particolarmente scossa dagli eventi di Tunisi e in una dichiarazione ufficiale la quarantaduenne Marjane Satrapi ha detto: “Vorrei esprimere la mia ammirazione per il popolo tunisino: è un popolo che va avanti ed è stato il primo a mandare via il dittatore. Mi rendo conto del clima in cui si voleva trasmettere il mio film che è stato, peraltro, già proiettato in Tunisia diverse volte senza alcun problema. Tutte le rivoluzioni passano attraverso momenti difficili e questa volta la trasmissione di Persepolis doveva avvenire in un contesto decisamente ‘elettrico’.”

Scritto da Marco Spagnoli
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