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Per Fiducia 3: evoluzione del progetto per cortometraggi

04/02/2011

Per FiduciaArriva al traguardo la terza fase di perFiducia, il fortunato progetto per cortometraggi sostenuto da Intesa Sanpaolo. Le storie sono state selezionate attraverso un gioco narrativo sul web vinto da Leonardo Angelini, Maurizio Polimeni e Antonio Ratti. Le relative sceneggiature sono firmate da Filippo Bologna, Pietro Albino Di Pasquale e i tre registi Laura Bispuri, Marco Chiarini e Paolo Zucca. Questi tre giovani autori vantano già importanti riconoscimenti non solo nazionali: Laura Bispuri un David di Donatello 2010 per Passing Time, Marco Chiarini la nomination David di Donatello per il lungometraggio L’uomo fiammifero e Paolo Zucca un David di Donatello 2009 per L’arbitro. Nel film di Laura Bispuri, Biondina, ambientato in un paese del Gargano una ragazzina ribelle è costantemente in fuga, dalla madre e dalla scuola. Con Omero Bello-di-nonna, Marco Chiarini racconta del giovane Omero che vive con la nonna in una bella casa per lui popolata di creature fantastiche e avventure mirabolanti. Paolo Zucca, alla regia di Cuore di clown, punta la macchina da presa sul pagliaccio Braciola che ha la caratteristica non proprio trascurabile di non far ridere. Con la colonna sonora originale composta ed eseguita dai Subsonica.

Per FiduciaNei cast, questa volta particolarmente ricchi di attori affermati, figurano tra gli altri Anita Caprioli, Pippo Delbono, Vinicio Marchioni, Isabella Ragonese, Nicola Nocella e Isa Barzizza. “Trovo lodevole soprattutto che si faccia del cinema.” Spiega Paolo Sorrentino che, insieme a Gabriele Salvatores e ad Ermanno Olmi ha dato il via al progetto due anni fa firmando uno dei tre cortometraggi legati al tema della fiducia e della coesione nel momento più buio della crisi “Chi è giovane oggi si trova davanti enormi difficoltà rispetto a quando io ero giovane e fare del cinema era già complicatissimo. Iniziative come quella di Per Fiducia sono utili soprattutto quando non assecondano quella tendenza meravigliosa, ma limitata del cinema italiano che vuole risultate ‘simpatico’. Io spero che ci sia spazio per un cinema di ‘antipatici’, perché soprattutto i giovani sono ‘antipatici’.

Per FiduciaGabriele Salvatores aggiunge “I nostri tre corti parlavano della fiducia, ma anche del sociale. Nel corso del tempo c’è stata un’evoluzione di questi progetti con stili differenti e storie molto diverse tra loro dove l’elemento di fiducia viene interpretato secondo la sensibilità molto personale dei tre registi. Lo spostamento in questi anni è che la fiducia riguarda noi stessi oppure le persone che ti stanno a fianco. Un sintomo molto importante e un segnale di come dal sociale si sia passati ad uno sguardo più individuale.”

Scritto da Marco Spagnoli
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