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‘Per favore parliamo di sesso’, tra gioco e ironia!

Attualità, Interviste

06/02/2012

Inarrestabile Fausto Brizzi che firma la prima commedia italiana in 3D (qualcuno potrebbe obiettare che c’è già stato Box Office 3D, ma qui siamo in tutto altro campo), con al centro il tema del sesso sul quale ironizza, portando sul grande schermo quello che è ancora sotto certi aspetti un ‘tabù’ e ridendoci sopra in maniera giocosa e goliardica. I due protagonisti, Claudia Gerini e Fabio De Luigi, sono una coppia di splendidi quarantenni, che hanno avuto molto dalla vita: una bella casa, un’esistenza agiata, un figlio diciottenne decisamente perbene e maturo, ma con una vita sessuale che sembra ‘svenuta’ e forse è ‘morta’. In loro aiuto arriva Max, interpretato da Filippo Timi, e Vanessa (Giorgia Würth), che sono rispettivamente un attore di film porno e una sua collega di lavoro.

Così Andrea e Giulia si ritroveranno ben presto lanciati, con esiti davvero comici, in un vortice di fantasiosi e bizzarri giochi erotici, dark rooms, anelli vibranti, bambole gonfiabili, scambi di coppia, preservativi alla fragola o ritardanti e protagonisti di uno spettacolo di burlesque. “Desideravo da tempo – afferma Brizzi – affrontare in modo divertente un argomento come il sesso che per noi rappresenta tradizionalmente un argomento ancora molto delicato, e la scommessa, era farlo con un film per famiglie. Senza alcuna volgarità. Attraverso lo strumento dell’inadeguatezza dei personaggi – soprattutto di quello di De Luigi – messi davanti a certe prove, abbiamo ironizzato su un tema importante come il sesso, dato che molte coppie spesso si lasciano perché non fanno più l’amore e quando smettono di farlo ognuno trova tempo per notare i difetti dell’altro che, altrimenti, quando va tutto bene passano in secondo piano”.

E l’idea del 3D quando l’è venuta? “ Ho sempre desiderato fare un film in 3D – continua il regista e sceneggiatore insieme ai sodali Marco Martani e Andrea Agnello – perché io penso che tutti i film andrebbero fatti in 3D. E, intendo girati in 3D, come è stato per Com’è bello far l’amore, non convertiti in un secondo momento che dà risultati completamente diversi. La realtà è tridimensionale quindi ogni storia raccontata in questo modo diventa ancora più vera”.

Com’è bello far l’amore – che riprende il titolo dalla famosa canzone di Raffaella Carrà che non compare nel film, ma c’è Tanti Auguri – è difatti una pellicola coloratissima, piena di trovate narrative, omaggi al cinema (ci sono persino i fratelli Lumiére), videogiochi, travestimenti, una colonna sonora variegata che spazia da Reality da Il tempo delle mele, ad un brano inedito che porta il titolo del film e che Patty Pravo ha composto e creato appositamente. A tal proposito afferma Fabio De Luigi: “Io mi sono divertito moltissimo nel realizzare questa pellicola perché è una via di mezzo tra un cartone animato e una puntata di Happy Days. Mi sono sentito Ricky Cunningham con un Fonzie in casa, che era Filippo Timi, che al suo solo ‘Hey!’ tutti scattavamo sull’attenti e ci ritrovavamo nelle situazioni più assurde ed imbarazzanti”.

“Confermo – afferma la splendida Claudia Gerini – ci siamo divertiti molto. Addirittura a volte dovevamo fermarci fra un ciak e l’altro perché i doppisensi erano talmente tanti, era diventato un gioco crearli, e in questo modo non riuscivamo a smettere dal ridere. Ma il pregio del film consiste anche nel non essere mai volgare e nell’essere, anche, una commedia romantica. Perché i personaggi che interpretiamo io e Fabio si amano profondamente, quindi, nonostante tutti gli equivoci che sorgeranno grazie alla presenza di Max - uno che è stato con più di 5.000 donne, ma come ricorda lui: “E’ solo lavoro!” – non dimenticano mai i sentimenti che ancora li tengono insieme, come il primo giorno che si sono conosciuti”.

Lei nel film ha un siparietto molto suggestivo tra lap dance e burlesque, si è divertita a girarla?: “Moltissimo. E, come già detto in un’altra intervista, pensavo a mio marito mentre lo facevo. (Federico Zampaglione dei Tiromancino, anche regista, n.d.r.). Lui ne ha visti di miei strip, perché è molto importante divertirsi per fare funzionare una coppia. Il restare insieme è un vero lavoro, al quale bisogna applicarsi ogni giorno, senza dare mai niente per scontato anche se il tempo non gioca a nostro favore”.

“Io ho accettato – ride Filippo Timi – perché sono effettivamente superdotato quindi ero perfetto per il ruolo. No, scherzi a parte, ho pensato: ‘Ma quando mai ti ricapiterà la possibilità di interpretare un pornodivo?’. Inoltre la sceneggiatura era estremamente divertente e Brizzi è molto convincente, quando mi ha incontrato mi ha praticamente raccontato il film scena per scena. Detto questo io vengo da una infanzia passata in parrocchia, tra suore e preti, quindi mi è piaciuto sdrammatizzare alcuni argomenti che fanno parte della nostra natura e sui quali non vi è nulla di sbagliato. Anzi, bisognerebbe parlarne di meno di sesso e farne molto di più. Penso che le cose andrebbero molto meglio”.

Nel film Brizzi, lei prende bonariamente in giro il cinema d’autore, citando autori come Antonioni e Lars von Trier, come mai? “Perché finalmente, per la prima volta, ho avuto una libertà creativa totale e penso che occorra essere un po’ più leggeri. Il tutto è fatto con grande goliardia, come l’utilizzo della musica, o il meraviglioso cameo di Margherita Buy in uno spezzone di un film in bianco e nero. Oppure come dicevate prima, l’inizio con i Lumiére che, come dice De Luigi è Scorsese che ci ha copiato per Hugo Cabret, non il contrario.... Scherziamo, ovviamente, sono solo coincidenze e finiscono lì. Ma penso, seriamente che se avessi visto un film come questo a dieci anni, avrei evitato un bel po’ di errori, in seguito, nella mia educazione sessuale. Questo è un film che dovreste vedere pomiciando... dipende dall’età che avete, qui c’è n’è per tutti i gusti!”.

Fausto Brizzi voleva fare uscire Com’è bello far l’amore il 14 febbraio per San Valentino ma cadendo di martedì si è optato per venerdì 10 in 600 copie con Medusa Film.

Ricordiamo inoltre che Com’è bello far l'amore di Fausto Brizzi inaugurerà il Los Angeles, Italia - Film, Fashion and Art Fest, domenica 19 febbraio (ad una settimana dalla serata degli Oscar) al Chinese Theatre di Hollywood, L.A.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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3 COMMENTI

  • Image User
    Antonella
    il 07/02/2012
    alle 2:42

    'Per favore parliamo di sesso’, tra gioco e ironia!

    Visto stasera all’anteprima. Il film sarà la sorpresa della stagione. Non è solo una commedia ma è il film più internazionale girato in Italia da tempo. E’ divertente ma romantico ed è davvero per tutte le età e latitudini. Sicuramente il miglior Brizzi dai tempi lontani di Notte prima degli esami. Scommetto oggi che sarà vendutissimo nel mondo.

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    Mario
    il 17/02/2012
    alle 14:43

    'Per favore parliamo di sesso’, tra gioco e ironia!

    più che internazionale mi sembra molto presente un tipo di sense of humor tipico delle commedie “all’americana”. I personaggi di Brizzi sono comunque strepitosi, e nel corso del film c’è davvero parechcio da ridere. La mia scena perferita è quella di De Luigi, imbarazzatissimo davanti al farmacista che gli spiega come usare i prodotti Durex. Evidente product placement dell’azienda, ma c’è da dire che un tipo di pord placement di questo tipo, cioè inserito in maniera furba e coerente con la trama, praticamente “non si sente”, anzi

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    Farzana
    il 14/03/2012
    alle 23:09

    'Per favore parliamo di sesso’, tra gioco e ironia!

    & AlfonsoBeh, non e8 strano che ogni tanto lunqcuao prenda la sua voglia di sfatare, etc , secondo me per un Alfonso che lo fa ce ne sono 1.000 che ci pensano e lasciano perdere, ritenendo non ne valga nemmeno la pena. Quindi un (mio personale) plauso ad Alfonso che almeno prova (in maniera forse poco simpatica, ma il padrone di casa non si e8 offeso, credo) a venire a vedere le carte di Simone Perotti.Che poi il Perotti abbia in mano una mano buona e non un bluff lo sa chi lo conosce da pif9 tempo. E secondo me se ne accorgere0 anche Alfonso se, come credo, e8 intellettualmente onesto.Mi ha colpito una locuzione della risposta di Simone:  non essendo nato dirigente . Eh, gie0, in un Paese dove si e8 dirigenti per diritto di nascita (chi lavora in una grande azienda lo sa ), una persona si fa dal nulla, raggiunge un livello a cui pochi possono sperare di arrivare, poi decide che il prezzo da pagare e8 troppo alto. Attenzione: non decide di andare a godersi i propri soldi. Decide che ha pagato troppo per guadagnare quelli che ha guadagnato, e che quel prezzo non intende pagarlo pif9.E rinuncia allo status raggiunto facendosi il famoso culo quadro per ricominciare in maniera diversa. Facendosi, tanto per cambiare, un altro culo quadro . E’ la maledizione ma anche la grande risorsa dei quarantenni, sapersi fare il culo quadro Naturalmente spende nella sua nuova vita tutte le competenze che ha acquisito in quella precedente, per prime quelle di comunciazione e marketing, e ci mancherebbe ancora che non lo facesse!E ovviamente il fatto di essere competente nel suo vecchio mestiere [mica era un dirigente di una fabbrica di bulloni, non dimentichiamocelo!] gli serve molto per mettere a frutto il nuovo mestiere.E siccome Simone e8 onesto, lo dichiara pure apertamente in un post di qualche tempo fa. E spiega che fa parte della sua strategia: mettere a frutto tutto quello che sa fare per ricostruire una vita compatibile con le esigenze ed i valori del suo spirito.In pif9, in Adesso Basta, scrive che si rivolge principalmente a persone con lavori di fascia alta o medio alta, laureati con o senza master, imprenditori etc. etc Incidentalmente, e8 per quello che ho comprato e letto AB. Fosse stato un manuale per operai che hanno perso il lavoro non sarebbe stato interessante per me. Che poi ci sia bisogno di lunqcuao che scriva un manuale per precari, disoccupati, cassintegrati etc. magari e8 anche vero. Anzi, sarebbe molto meglio che non incitarli alla lotta ed alla rivolta come lunqcuao capziosamente fa.Ma questo e8 un altro discorso, e non credo possa stare in questo blog.

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