Intervista a Nora Ephron
Primissima ha intervistato Nora Ephron in occasione dell’uscita del suo penultimo film da regista: il remake di Vita da Strega interpretato da Nicole Kidman. Riproponiamo ai nostri lettori questo testo per mostrare, ancora una volta, l’intelligenza e la simpatia di questa grande autrice del cinema americano con un punto di vista molto intelligente e interessante. Eleganza, simpatia, ma anche grandissima intelligenza. Quando Primissima si è rivolta alla regista dandole del lei e chiamandola Mrs. Ephron, lei non ha battuto ciglio e, per prima cosa ha detto: “Per favore, chiamami Nora.”
Autrice di commedie romantiche di grande successo come Insonnia d’amore e C’è posta per te, Nora Ephron è anche una sceneggiatrice di successo avendo scritto film come Michael, Avviso di chiamata e Harry ti presento Sally. Non sorprende quindi che sia stata scelta proprio per il difficile compito di realizzare l’adattamento cinematografico di Vita da Strega, il telefilm incentrato sulle avventure familiari dell’affascinante fattucchiera Samantha andato in onda dal 1964 al 1972 ed interpretato dall’indimenticabile Elizabeth Montgomery. Interpretato da Nicole Kidman il film propone un divertente gioco tra realtà e finzione con una vera strega che – casualmente – viene scelta per interpretare il ruolo della protagonista nel remake televisivo della serie.
La cosa più interessante di Vita da strega è che non si tratta di un semplice adattamento cinematografico di una serie televisiva di successo, bensì di una sorta di celebrazione di un telefilm di culto e della sua fascinazione nei confronti del pubblico. Quando le è venuta l’idea per questo tipo di gioco narrativo?
L’idea di questo adattamento mi è venuta quando ho ricevuto una telefonata dal capo della Sony Pictures Amy Pascal che mi ha detto: “Domani mattina alle undici, Nicole Kidman sarà qui per discutere con me riguardo l’idea di potere girare una versione cinematografica di Vita da strega. Al momento non abbiamo nessun tipo trama. Cerca di trovarne una.” Sinceramente non sapevo cosa pensare: se mi avesse chiamato per chiedermi di adattare per il grande schermo Vita da strega non avrei saputo da dove iniziare. Sapendo, però, che Nicole era coinvolta, ho immediatamente pensato a quanto in realtà sapesse della trama, così come il personaggio che avrebbe interpretato. Ho tentato di usare questa idea per il film e di partire dalla sua somiglianza con la protagonista della serie originale Elizabeth Montgomery. Volevo che il film avesse un tono contemporaneo, ma sapevo anche che un semplice remake non avrebbe mai funzionato. La serie televisiva è andata talmente tanto in profondità nel nostro vissuto personale che se una donna di nome Samantha dovesse innamorarsi di qualcuno di nome Darren, tutti le chiederebbero se la sua vera identità è quella di una maga. Vita da strega rappresenta un pezzo di storia della nostra cultura: è un’icona del nostro immaginario collettivo. Mi divertiva, quindi, l’idea di una donna scelta per la parte principalmente perché riusciva a muovere il naso come faceva Elizabet Montgomery.
Lei ha lavorato con tante star nella sua carriera, ma Nicole Kidman sembrerebbe – oggi come oggi – non solo la numero uno nel mondo, ma una delle poche in grado di evocare quello che esprimevano le grandi dive del passato: da Greta Garbo a Rita Hayworth, da Marilyn Monroe a Grace Kelly. Quale qualità crede che Nicole Kidman abbia per renderla così straordinaria?
Credo che lei abbia proprio ragione. Nicole Kidman è una diva, anche se – nella vita professionale e privata – è tutt’altro che tale. Nicole è perfettamente consapevole di quello che il pubblico si attende da lei ed è pronta per offrirglielo. E’ una donna fantastica che sul grande schermo rende al cento per cento. Le assicuro, però, che è scioccante accorgersi quanto – di persona – riesca ad essere ancora più bella di quanto appaia al cinema. E’ una donna molto curata, che considera attentamente ogni dettaglio della sua persona: punta alla perfezione non solo come attrice, ma anche come stella del cinema.
Qual è – a suo avviso – il segreto del successo della Kidman?
Il fatto che si diverta molto in quello che fa. Non è una di quelle ipocrite che si lamentano dicendo: “Povera me, è così triste che io sia diventata una star…” Nicole crede nel suo lavoro, ne trae grande divertimento, e si sente stimolata nel curare alla perfezione la propria immagine pubblica.
Quindi questo la rende credibile nel ruolo di una strega che non vuole diventare un’attrice…
Esattamente…
…e tale situazione le offre anche lo spunto per prendere di mira Hollywood e il suo mondo, sfruttando il talento di Will Ferrell nel rendere l’immagine di un attore annoiato. Si è ispirata a persone che ha realmente conosciuto?
Temo proprio di sì. Il personaggio di Will Ferrell è ispirato direttamente a tanti attori che conosco e che fanno solo finta di volere vedere stare bene le loro compagne di lavoro. A parole dicono quanto desiderino un ottimo ruolo per la coprotagonista, mentre quello che importa loro davvero quante frasi pronunciano, quante battute dicono e se sono loro a chiudere un dialogo di una scena. Inoltre sono ossessionati da quello che non riguarda il recitare: avere una piccola palestra nella loro roulotte, se lo step per gli esercizi funziona in maniera appropriata, avere a disposizione un fattorino che vada a cercare loro dei loro lamponi anche se non è ancora stagione…
Una scena molto interessante da questo punto di vista è quando il personaggio di Will Ferrell spiega a quello di Nicole Kidman che essere una stella del cinema significa avere tutto quello che si vuole tramite uno schiocco delle dita. La verità è che questi attori pensano di essere magici e che possano davvero avere quello che vogliono. Qualcuno sfrutta questa situazione e risulta essere una persona davvero impossibile e difficile. Altri come Tom Hanks, Will Ferrell e Steve Martin sono, invece, persone disponibilissime che rifiutano questo tipo di follie.
E Nicole Kidman a quale categoria appartiene?
Non farebbe mai nulla del genere. E’ una donna straordinaria…
Lei per questo film ha lasciato la sua amatissima New York…
Sì, perché quel tipo di ambientazione non aveva alcun senso. Cosa avrebbero fatto a New York questi due? Amo girare altrove: anche Insonnia d’amore era ambientato principalmente a Seattle. Nel caso di Vita da strega ho avuto la grande opportunità di raccontare Los Angeles da un punto di vista della normalità, perché il personaggio interpretato da Nicole non vuole più essere una strega, bensì una persona normale.
Mi interessava rappresentare Los Angeles come una città normale e così mi sono impegnata a cercare locations che dessero al pubblico il senso della ricerca della normalità. Non solo: volevo che tutto quanto il look del film e della città esprimesse un tono molto romantico.
Un personaggio esilarante è quello di Shirley MacLaine che – alla fine – si rivela per essere anche lei una strega – attrice…
Era perfetta per la parte. Una cosa che apprezzo molto di lei è che non ha mai avuto paura di invecchiare. E’ una donna che porta splendidamente gli anni che ha ed è ancora molto interessante. Non si è mai rovinata la faccia con delle chirurgie plastiche e può interpretare perfettamente la madre di qualcuno. In più Shirley crede nel soprannaturale.
Per esigenze di copione?!
No, no. Shirley crede fermamente nelle forze ultraterrene e – soprattutto – nella Reincarnazione. Il suo cane è stato con noi per quasi tutte le riprese di Vita da Strega e questo perché Shirley è convinta che il suo cane sia – in realtà – sua sorella reincarnata da un’altra vita. E’ un piacere averla sul set…
Come era il rapporto sul set tra Shirley MacLaine e Nicole Kidman?
Ottimo! Shirley MacLaine è convinta che – in realtà – Nicole sia un’aliena.
Non so bene perché lo dica, ma – sinceramente – anche se non so spiegarlo mi rendo conto che Nicole ha una grazia e un talento che sembrano provenire da un altro mondo.
Nicole Kidman e la commedia. Che tipo di sfida ha rappresentato per lei come regista?
Nessuno si rende bene conto di chi sia veramente Nicole Kidman. In genere le fanno fare ruoli molto dark intensi e infelici, mentre con Vita da Strega ha potuto finalmente provare qualcosa di molto diverso. Per noi due è stato molto piacevole esplorare insieme qualcosa di completamente nuovo.
Cosa l’ha convinta che Nicole avrebbe potuto interpretare al meglio la parte?
L’ho sempre saputo. Ricordo di essere rimasta fortemente e favorevolmente impressionata dalla sua interpretazione in Da morire di Gus Van Saint. Riusciva ad essere estremamente divertente anche nel dramma Blue Room di David Hare che ha portato a teatro a Londra e a New York. Nella vita di tutti i giorni Nicole è sempre molto divertente, affascinante, leggera e molto femminile. In un certo senso è una ragazza molto semplice con i piedi per terra. Vita da Strega ha rappresentato per lei
qualcosa di completamente diverso e piacevole.
Qual è stata la sfida dal dirigerla oggi quando Nicole Kidman è al top della sua carriera?
Nicole è una lavoratrice infaticabile e una professionista molto preparata. Alla fine è come se lei – in un film – facesse la maggior parte del lavoro di preparazione e ad un regista non resta che inserire il suo personaggio nel contesto del resto del film. La sfida se c’è è quella di armonizzare il suo talento con l’idea della storia che vuoi raccontare. La sua ‘magia’ è che rende tutto più facile e a te non resta altro che fare in modo che sia felice. E’ Nicole Kidman a fare la maggior parte del lavoro…




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