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Per chi si agita la carampana?

Attualità, Recensioni

28/10/2011

Festival di Roma in concorso: Hysteria di Tanya Wexler

Una commedia per scherzare in maniera sofisticata e tutt’altro che scontata sul piacere femminile e sulla secolare incomprensione degli uomini nei confronti della stessa femminilità.

Nella Londra vittoriana, infatti, un medico convinto che le donne non possano provare piacere, utilizza il massaggio pelvico per tranquillizzarle e curare i loro isterismi. Quando un giovane dottore viene associato allo studio del grande luminare ecco che questo si affolla di nuove pazienti determinando un grande successo e facendo sì che il l’anziano luminare offra al ragazzo la mano della figlia. Nel frattempo, però, il ragazzo si sta progressivamente invaghendo dell’altra figlia del suo datore di lavoro: una giovane socialista che si dedica anima e corpo a portare avanti un ostello dei poveri sfidando l’ostilità paterna e le rigide convenzioni della Londra del 1880. In un crescendo di situazioni buffe e di momenti imbarazzanti, il dottore dovrà fare i conti con i propri sentimenti, mentre il suo estroso amico studioso dell’elettricità giungerà ad una scoperta straordinaria: uno spolverino elettrico che potrà, così, essere trasformato come primo strumento di cura dell’isteria femminile nell’antenato del moderno vibratore…

Diretto dall’americana Tanya Wexler, Hysteria è un film molto divertente, ma anche leggero. Pur avendo l’occasione di riflettere sull’invenzione dell’isteria femminile attribuita dagli uomini alle donne durante il diciannovesimo secolo per giustificare comportamenti erratici dovuti alla sopraffazione e ai maltrattamenti, il film sceglie di seguire saldamente il binario della commedia, connotando in maniera romantica la storia di un medico alle prese con le sue prime esperienze professionali in campo femminile. Interpretato da Hugh Dancy, Mortimer Granville guarda con curiosità e purezza al mondo delle donne che frequentano lo studio del dottor Darlymple, sia sul piano professionale che domestico.  Le più o meno anziante “carampane” che frequentano il gabinetto medico sono in cerca di emozioni che, evidentemente, erano rimaste lungamente sepolte sotto l’immensa coltre di abiti che caratterizzano la foggia vittoriana. D’altro canto le due figlie dell’anziano luminare non potrebbero essere più diverse, ma entrambi destano l’interesse del giovane medico che, addirittura, viene indicato da suo mentore interpretato da Jonathan Pryce come possibile successore.

A dominare l’azione è, però, il personaggio femminista di Maggie Gyllenhall, appassionata sostenitrice dei diritti dei più deboli e degli oppressi che in maniera poco ortodossa e sbrigativa fa di tutto pur di raggiungere i propri obiettivi. Innamorarsi di lei è inevitabile così come non rimanere affascinati dal carisma del’amico inventore interpretato da un sempre esilarante Rupert Everett.

Brillante e intelligente nel suo essere sofisticato, Hysteria è una commedia leggera e gradevole che pur giocando molto sui doppi sensi ha il grande merito di prendere un fatto storico come l’invenzione di un “martello per distendere” i dolori muscolari e trasformarlo in una storia d’amore sullo sfondo di un mondo incapace di capire davvero le necessità femminili e non solo. Una pellicola che gioca su pruderie e pudicizie vittoriane anche per parlare della lotta delle donne per il riconoscimento della loro parità intellettuale, spirituale e fisica raccontando in maniera romanzata la nascita del vibratore, ma – al tempo stesso – anche gettando uno sguardo tutt’altro che banale sulle donne che frequentano lo studio che si fingono malate pur di avere un po’ di piacere e sulla condizione femminile più generale, senza, però, tradire gli stilemi classici della commedia romantica britannica. Il film presentato in concorso al Festival di Roma uscirà in Italia durante le prime settimane del 2012.

Scritto da Marco Spagnoli
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