Caricamento pagina in corso...

Pensiero Stupesce! Boris – Il Film

Attualità, Interviste

28/03/2011

In questo periodo dove il cinema italiano sta vivendo una sbornia di commedie, Boris – Il Film, è un film a sé. Per tutti quelli che conoscono la serie televisiva sanno già in parte di cosa parleremo, ma sia chiaro, questa pellicola è per tutti, vive di vita propria che conosciate la scalcagnata compagnia di giro oppure no.

Perché un film a sé. Perché Boris - Il Film, a differenze delle tante commedie che abbiamo visto fino ad ora, non cede mai al luogo comune, prende una posizione e la porta fino alla fine. Dato che lo scopo dei tre registi e sceneggiatori, Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, è di far ridere (e vi assicuriamo si ride fino alle lacrime) portando il mondo del cinema a metafora della situazione che vive il nostro Paese. Ma, a differenza di altri lavori, qui non si assolve nessuno, i personaggi vengono compresi, capiti senza arrivare però a dire che alla fine va bene così, siamo italiani, siamo fatti in questo modo che ci volete fare...

Eh no. Renè Ferretti (Francesco Pannofino) nella serie tv è un regista televisivo qui passa al cinema. Come gli dice Diego Lopez (Antonio Catania), produttore cinematografico: “Dopo la tv c’è il cinema, dopo il cinema la radio e poi la morte”. Raccontare la trama di Boris – Il Film è alquanto complicato, come dicono i tre registi è ‘confusione costruttiva’, Renè si trova a dover girare un film su un giovane Joseph Ratzinger che con un rallenty corre per un prato felice perché hanno scoperto il vaccino per una malattia mortale (la prima idea era che l’incipit del film era su Moggi, con il titolo: Moggi, l’inferno di un innocente, poi hanno pensato che era troppo italiano).

Ma è troppo anche per lui, non ce la fa, molla tutto e se ne va. Il suo gruppo di tecnici e attori sono disperati, e ora che si fa? Fino a quando Alfredo (Luca Amorosino) chiama Renè è gli dice di avere i diritti del libro ‘La Casta’ di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, e convince il regista a ‘scendere di nuovo in campo’. Tra mille traversie il film si rivela un’altra schifezza e da ‘La Casta’ si arriva a realizzare un ‘papocchio’ intitolato ‘Natale a la Casta’. Come potete capire ce n’è per tutti: produttori, distributori, attori, tecnici, politici, generi cinematografici... L’unico comune denominatore è che non va avanti chi ha del talento o dei meriti ma chi fa le cose alla cacchio (usiamo questa parola) di cane.

Presentato alla stampa il film è piaciuto moltissimo, a fan della serie, e a neofiti. E si merita tutti gli elogi. C’è una scimmietta che viene presentata come il numero 5 tra i dirigenti di Medusa, una attrice insicura che sussurra che ricorda Margherita Buy, vengono nominati registi come Calopresti e Virzi e non per fargli dei complimenti... Politici di destra e di sinistra sbeffeggiati nel loro baciare le mani a Cardinali contornati da signorine poco vestite. Il tutto però senza alcun qualunquismo in maniera realista, verista, potremmo dire.

“Infatti – ci dice VendruscoloBoris – Il film rientra tra il genere commedia ma dato che, attualmente, le pellicole non sono più così definite io ci vedo anche un ‘lato tragico’ in questo nostro lavoro. Noi prendiamo in giro la commedia, i film di autore ma parliamo di cinema. Siamo i primi a metterci in mezzo. Per noi questa storia è stato un mezzo per dire delle cose, non per far ridere tanto per strappare due risate. Non perdoniamo nessuno dei nostri personaggi, li capiamo. Sono personaggi tipici della nostra Italia e del nostro tempo”.

“Quello che ci premeva maggiormente – continua Ciarrapico – era fare un film, non uno spin off di una serie televisiva che ha avuto un grande successo. Non abbiamo mai utilizzato i tormentoni tipici della serie tv, perché questo è un film che parla di una scalcinata troupe cinematografica che tenta di fare un prodotto dignitoso ma poi risprofonda nell’abisso fino a toccare il fondo. Ci tengo quindi a ringraziare i nostri produttori e distributori che ci hanno lasciato la massima liberta di espressione, opportunità non facile da ottenere oggigiorno.

Il film lo abbiamo voluto fare perché avevamo ancora tanto da dire e che non siamo riusciti ad inserire nella serie tv e nemmeno nel film. La prima versione durava tre ore e venti e, non aveva, un gran ritmo. ‘La grande commedia incombe’ affermiamo come lancio del film e questa è la più spaventosa delle minacce. Boris è un road movie da fermi. Dato che Renè fa di tutto per cercare di fare al meglio il suo lavoro ma è impossibile. Non ce la fa, non gli è permesso, deve sottostare a compromessi, e quello che realizza è una schifezza. Il punto è che nel cinema devi arrivare alla fine ad ogni costo. E’ un accanimento terapeutico. Lui deve realizzare un film e solo prendendo per i fondelli, con l’uso di una psicologia spicciola, quelli con cui lavora, ce la farà. Anche se i risultati lasciano molto a desiderare”.

“La difficoltà maggiore che abbiamo avuto nel realizzare il film – afferma Torre – è stata quella di riuscire a condensare le personalità di quindici personaggi, più tutte le guest star che ci sono, in un ora e quaranta minuti. Per questo motivo non è inseribile in un genere preciso. Tocca vari punti e argomenti e confidiamo che tutto il materiale che abbiamo dovuto scartare finisca perlomeno negli extra del dvd, quando uscirà”.

“Per quanto ci riguarda – dice Vendruscolo – l’avventura di Boris (nome del pesce portafortuna che Renè si porta sempre dietro) finisce qua. Si chiude un cerchio. Boris era una satira della televisione, il film è un’altra cosa, perché il cinema è libertà, creatività. La verità è che per noi Boris – Il Film è un documentario, che usa il cinema per raccontare quanto sia diventato grottesco questo Paese. Ci siamo divertiti a farlo e speriamo lo sia per il pubblico, siamo curiosissimi di vedere come reagirà. Il nostro è un grido di dolore, dove ridi ma è anche molto amaro e straziante”. 

Missione felicemente compiuta. Il trio di registi e sceneggiatori ha confermato la capacità di dare anima a tutti i personaggi, compresi i minori, di centrare battute irresistibili, e soprattutto di fare satira sul mondo dello spettacolo, ma come crudele cartina di tornasole di una realtà cinica ed involgarita. In maniera assolutamente personale, unica ed estremamente differente da quello visto fino ad ora.

E’ impossibile citare tutti gli attori ma vi assicuriamo che sono tutti strepitosi. In particolare, in questo affiatatissimo cast, accanto al grande Francesco Pannofino, si distinguono per sublime ironia Carolina Crescentini, Pietro Sermonti, Alessandro Tiberi, Caterina Guzzanti e la scoperta Rosanna Gentili (bravissima!).

Da segnalare che ad un certo punto del film appare Nicola Piovani, grande fan della serie, che durante una partita di poker che sta malamente perdendo, punta la statuetta dell’Oscar vinta per La vita è bella. E, ovviamente, la perde.

Il film arriverà nei cinema il primo di aprile, distribuito da 01 Distribution, in 300 copie.
Uno scherzo da pesce?

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

SCRIVI UN COMMENTO

  • Image User
    Non risulti attualmente loggato!

    Ricorda le informazioni personali

    Inviami una notifica sulle risposte

    Inserisci qui a fianco il testo che vedi nel riquadro sottostante:

    Inserisci il commento

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA