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Pene d’amor immaturo

Attualità, Recensioni

04/01/2012

Un sequel che non è seguito, ma una storia a sé stante che può essere apprezzata anche senza avere visto il primo film. Una commedia sentimentale che pur assomigliando ai cinepanettoni con Italiani all’estero alle prese con donne bellissime, incomprensioni, questioni di cuore e tradimenti, in realtà, è tutta un’altra cosa diventando piuttosto una commedia fatta di rovesciamenti continui, più vicina idealmente al teatro di Marivaux e alle sue piéce sui ribaltamenti di ruolo nelle isole, che diventano uno spazio dell’anima, piuttosto che ad un film di cassetta post natalizio.

Immaturi – Il Viaggio è una bella sorpresa: una commedia pura dalla vocazione fondamentalmente romantica che dimostra la grande maturità e qualità che il cinema italiano mette insieme quando ci sono buone idee e bravi autori in grado di realizzarle.

Un film riuscito, molto divertente in cui i personaggi del primo capitolo fanno seguito all’avventura di dovere ripetere la maturità per trovarsi alle prese con la gita mai fatta in Grecia. Qui, nell’isola di Paros, verranno messi alla prova ragioni e sentimenti di tutti in un contesto balneare dove, però, il divertimento lascia spazio anche a problematiche serie che rendono l’elemento di commedia più forte e radicato.

Merito di Paolo Genovese, regista e sceneggiatore, che anziché lasciarsi tentare dal dovere cavalcare l’onda del successo del primo film, si lancia in un’operazione più ardua, ovvero dare vita ad una commedia di sentimenti, in cui, messo da parte il pudore di confessare a se stessi e agli altri le proprie inquietudini, i quarantenni protagonisti di questo film si trovano alla prova di una vacanza con persone che li conoscono meglio di ogni altro e alle quali è difficile mentire.

In molti momenti esilarante, ben diretto, girato con una fotografia luminosa e ritmato da un montaggio intelligente e non banale, Immaturi – il Viaggio è una delle migliori commedie di sempre realizzate in Italia. Pur rimanendo, infatti, nel reame del cinema commerciale, il film ha una sua grazia e intelligenza trascinanti che lo fanno assomigliare ad un prodotto europeo più che italiano nell’accezione meno artistica del termine.

Questo perché il valore di produzione della pellicola, la lungimiranza del produttore Marco Belardi e di Medusa che oltre a mettere insieme un cast interessante (anche sul piano della scelta dei comprimari va reso merito al casting director Barbara Giordani per l’intelligenza delle scelte), dà vita ad un prodotto di grande respiro in grado di parlare a più pubblici diversi. Da quello vagamente nostalgico dei quarantenni in grado di immedesimarsi nei protagonisti a quello dei ragazzi che si divertiranno in questa giungla di belle donne con personaggi strepitosi come quello di Maurizio Mattioli mandato in Grecia dalla moglie a fare in modo che il figlio non rovini il rapporto con la nuova compagna. Per il resto colpisce la prova degli attori in grado di fare evolvere il loro personaggio e restituire qualcosa in più agli spettatori. Su tutti, Ricky Memphis, Raul Bova e Anita Caprioli vanno a fondo nel cuore dei loro ruoli, coadiuvati dal talento e dal carisma dei loro colleghi Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, Ambra Angiolini, Barbora Boboulova e Luisa Ranieri.

Una commedia corale che funziona perfettamente anche in virtù di altri attori interessanti come Francesca Valtorta, Lucia Ocone e un simpaticissimo Alessandro Tiberi, nonché all’intenso cameo di Luca Zingaretti capace, con poche battute, di raccontare una storia che assurge alla dimensione di un dramma.

L’unica imperfezione del film, ma è più una questione di gusto che di merito, è il finale, forse, un po’ troppo sospeso e brusco, rispetto ad una storia costruita passo dopo passo dove, invece, nulla è lasciato al caso. La speranza è che sia il preludio per il terzo capitolo di un’ipotetica trilogia della maturità dove un cinema leggero possa trovare la sostanza di storie e produzioni intelligenti e perfino interessanti.

Una commedia dal tono di favola con qualche eco realistica, perfetta per un’epoca di crisi in cui sognare, divertirsi e, perfino, riflettere un po’ sul passare del tempo.

Scritto da Marco Spagnoli
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